la comprensione attraverso il gesto grafico
Comprensione è un termine che esprime diversi aspetti dell’intelligenza. Può significare contenere, racchiudere, includere, ma anche intendere, penetrare con la mente, capire e a volte giustificare.
Dove si trovano e quali sono i segni grafologici che possono esprimere una qualche forma di comprensione, o non comprensione?
Si trovano un po’ dappertutto in una scrittura:
- nella dimensione sferica, che sta ad indicare l’estroversione e l’introversione, l’apertura e la chiusura verso il mondo esterno. Qui troviamo il segno curva: una scrittura che tende al rotondeggiante è sicuramente più aperta, meno gretta, più dolce e più benevola di una scrittura piuttosto angolosa, con spigolature, chiusure, arresti e inibizioni che – se sono esagerate – mostrano tutto l’attaccamento verso se stessi a danno dei diritti altrui
- nella pressione, che riguarda la qualità e il grado di sensibilità ed emotività – soprattutto troviamo la comprensione nel segno filiforme, che con la sua leggerezza e delicatezza di tratto mostra anche la delicatezza interiore che si manifesta esteriormente con la delicatezza di approccio, la moderazione, la sensibilità e attenzione verso gli altri e quindi esula da ogni grossolanità e materialità, che possono portare anche alla violenza
- nel calibro, che costituendo il rapporto esistente con la realtà, mostra l’equilibrio di tale rapporto nel segno calibro medio (lettere minori alte tra i due e i tre millimetri, poco più o poco meno). Diversamente, un calibro grande e una scrittura esageratamente grande (oltre i 5 millimetri di altezza) o un calibro eccessivamente piccolo (sotto i due millimetri senza mai sforare nel medio) indicherebbero infatti rispettivamente una grande opinione di sé con conseguente disprezzo verso l’importanza degli altri o (se molto piccolo) una esagerata scarsa stima di sé, il ché darebbe motivo all’altro di una possibile sopraffazione
- nelle larghezze tra lettere, che hanno a che vedere con la sociabilità - troppo stretto tra lettere o lettere addossate l’una all’altra significherebbero ansia, la paura di dare, una difesa ad oltranza di sé e dei propri averi (materiali e spirituali), un trattenere e questo non aiuta certamente a vedere l’altro in modo obiettivo o non aiuta a vedere l’altro semplicemente; al contrario, un eccessivo largo tra lettere mostrerebbe sì l’apertura sia di mente che di cuore, la persona però si compenetrerebbe troppo nelle esigenze altrui, eserciterebbe una prodigalità eccessiva sia di sentimento che di giudizio valutativo, potrebbe restarne influenzato, ed arriverebbe ad un ottimismo non giustificato, tutti fattori che impedirebbero di vedere il rischio, che non tiene conto degli ostacoli, fino a rendere l’individuo superficiale e dispersivo delle proprie qualità ed energie. La mancanza di equilibrio alla fine danneggerebbe i risultati, soprattutto dal punto di vista morale, per faciloneria. (Questo se nella scrittura non intervenissero altri segni inibitori della eccessiva generosità, non salutare per nessuno, anche pedagogicamente)
- nel ritmo soprattutto quello fluido e scorrevole, anche veloce ma non impaziente, dinamico ma in modo equilibrato – Non si trova certo comprensione nell’austerità, nelle titubanze, nelle arditezze o nelle lentezze
- nell’inclinazione, sono indici di capacità di comprensione una lieve pendenza della scrittura a destra, un giusto grado di aste curve (non rette o ritorte) – è un movimento verso il tu
- nella direzione assiale, o meglionei segni sinuosa (capacità psicologiche) e contorta non esagerato (capacità di verifica)
- nei legamenti, con lettere prevalentemente attaccate tra loro (non totalmente) .- che esprimerebbero buone capacità di associare le idee ed i fenomeni – accompagnate da un discreto grado del segno staccata, per la capacità anche di analizzare i fenomeni e le idee
- nell’armonia – non è nel disordine, o nella disorganizzazione, o nell’eccessiva pretesa di precisione che si può raggiungere un buon grado di comprensione - l’armonia sta nell’intuizione, nel metodo, nella variabilità controllata, nella costanza non pedante: sono questi fattori che aiutano a comprendere, a dare un senso sia a ciò che è evidente ma soprattutto alle motivazioni nascoste ed insite nelle cose e nelle situazioni … negli esseri umani
Dall’apprendimento grafologico dei segni si evince dunque che la capacità della vera comprensione interessa tutto l’essere umano: psiche, cuore, pensiero, sentimento, anche il soma (energia ed emotività). E’ proprio la scarsa capacità di comprensione che genera conflitti, anche tra politici, tra religiosi oltre che nei singoli individui. Forse non esagero dicendo che se i parla tanto di pace e di comprensione (anche tra popoli) è perché esse non esistono. Il risultato non può che essere una società malata e, dunque, anche fatta di individui sofferenti per questo.