❝ ʜᴇy ᴅᴀᴅ, ʟᴏᴏᴋ ᴀᴛ ᴍᴇ! ᴛʜɪɴᴋ ʙᴀᴄᴋ ᴀɴᴅ ᴛᴀʟᴋ ᴛᴏ ᴍᴇ did I grow up according to plan?❞
Non è semplice, non è come sorridere nonostante vada male, nonostante non stia bene, non è come fingere di essere andati avanti. E' più forte, è un dolore che si estende di nascosto e che si approfitta, poi, del buio o del silenzio, per raggiungere poi gli occhi, la bocca, il cervello e il cuore. Colpi sordi. Forti come pugni. Insistenti e dolorosi come una goccia d'acqua che picchia sempre nello stesso punto. Un fastidio continuo che parte dall'addome e si estende dappertutto fino a farle perdere la sensibilità agli arti. Agli altri.
❝ ᴀɴᴅ ɴᴏᴡ ɪ ᴛʀy ʜᴀʀᴅ ᴛᴏ ᴍᴀᴋᴇ ɪᴛ ɪ ᴊᴜꜱᴛ ᴡᴀɴɴᴀ ᴍᴀᴋᴇ yᴏᴜ proud ❞
Chiude gli occhi mentre l'auto dei signori Potter sfreccia veloce per la strada piena di ciottoli del viale principale del paese. Alla guida c'è Harry, al suo fianco Ginny, affacciata all'altro finestrino c'è Lily. Natalie ha le cuffie nelle orecchie e osserva le case a schiera allontanarsi dal suo sguardo prima che riusca a memorizzarle e intanto ascolta, sotto il cielo plumbeo inglese, parole che preferirebbe non conoscere, di canzoni che a volte dimentica. Non è facile, vivere con un'altra famiglia. Entrare a far parte di nuove abitudini. Insediarsi, sebbene ben accolta, in un nucleo che non appartiene. Per questo ha sempre preferito l'orfanotrofio. Per questo non accetta gli inviti a Natale, a Pasqua. Per questo è andata dai Potter solo una volta obbligata. Perché la felicità, la complicità, quella familiarità che è costretta a tenere sempre sotto lo sguardo celeste le sarà sempre estranea. Non sarai mai sua. E le è stata strappata. E vive con quella consapevolezza, mentre con le dita rigira le corde delle cuffie, nervosamente. La prima goccia di pioggia scivola lungo il vetro del finestrino, sono quasi al vialetto di casa, ne seguono molte altre.
❝ ɴᴏᴡ ɪᴛ'ꜱ ᴊᴜꜱᴛ ᴛᴏᴏ ʟᴀᴛᴇ ᴀɴᴅ ᴡᴇ ᴄᴀɴ'ᴛ ɢᴏ ʙᴀᴄᴋ ❞
Perdonami, papà, se non sono perfetta. Se la notte mi sveglio ancora tra le lenzuola e devo stringere le ginocchia al petto per stare meglio, e ripetermi che va tutto bene. Che sono viva, anche se una parte di me non lo è più. Perdonami. Perché non sono forte quanto gli altri credono, perché gli altri sono la mia forza e perché ho paura. Ho paura che scappino, che mi vengano strappati anche loro, come mi sei stato strappato tu. E mamma. Perdonami, se quando piove ─ anche se è estate ─ ritorna il primo di febbraio e, quando vedo una famiglia felice, non riesco ad essere felice anche io. Perdonami, perdonami. Che quando sorrido, non sorrido. Che quando sto bene, non sto bene. Perdonami, perché non sono all'altezza. Di te, di lei. Senza voi. Perdonami, se fingo di essere alzata, quando cammino ancora a gattoni. Se fingo di essere grande, quando mi sento così misera. Se non vedo le stelle, o la luna. Ed è ancora tutto così buio, attorno. Perdonami, papà.
❝ I can't be perfect ❞











