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lianaliberato: ur the worst
❝ ʜᴇy ᴅᴀᴅ, ʟᴏᴏᴋ ᴀᴛ ᴍᴇ! ᴛʜɪɴᴋ ʙᴀᴄᴋ ᴀɴᴅ ᴛᴀʟᴋ ᴛᴏ ᴍᴇ did I grow up according to plan?❞
Non è semplice, non è come sorridere nonostante vada male, nonostante non stia bene, non è come fingere di essere andati avanti. E' più forte, è un dolore che si estende di nascosto e che si approfitta, poi, del buio o del silenzio, per raggiungere poi gli occhi, la bocca, il cervello e il cuore. Colpi sordi. Forti come pugni. Insistenti e dolorosi come una goccia d'acqua che picchia sempre nello stesso punto. Un fastidio continuo che parte dall'addome e si estende dappertutto fino a farle perdere la sensibilità agli arti. Agli altri.
❝ ᴀɴᴅ ɴᴏᴡ ɪ ᴛʀy ʜᴀʀᴅ ᴛᴏ ᴍᴀᴋᴇ ɪᴛ ɪ ᴊᴜꜱᴛ ᴡᴀɴɴᴀ ᴍᴀᴋᴇ yᴏᴜ proud ❞
Chiude gli occhi mentre l'auto dei signori Potter sfreccia veloce per la strada piena di ciottoli del viale principale del paese. Alla guida c'è Harry, al suo fianco Ginny, affacciata all'altro finestrino c'è Lily. Natalie ha le cuffie nelle orecchie e osserva le case a schiera allontanarsi dal suo sguardo prima che riusca a memorizzarle e intanto ascolta, sotto il cielo plumbeo inglese, parole che preferirebbe non conoscere, di canzoni che a volte dimentica. Non è facile, vivere con un'altra famiglia. Entrare a far parte di nuove abitudini. Insediarsi, sebbene ben accolta, in un nucleo che non appartiene. Per questo ha sempre preferito l'orfanotrofio. Per questo non accetta gli inviti a Natale, a Pasqua. Per questo è andata dai Potter solo una volta obbligata. Perché la felicità, la complicità, quella familiarità che è costretta a tenere sempre sotto lo sguardo celeste le sarà sempre estranea. Non sarai mai sua. E le è stata strappata. E vive con quella consapevolezza, mentre con le dita rigira le corde delle cuffie, nervosamente. La prima goccia di pioggia scivola lungo il vetro del finestrino, sono quasi al vialetto di casa, ne seguono molte altre.
❝ ɴᴏᴡ ɪᴛ'ꜱ ᴊᴜꜱᴛ ᴛᴏᴏ ʟᴀᴛᴇ ᴀɴᴅ ᴡᴇ ᴄᴀɴ'ᴛ ɢᴏ ʙᴀᴄᴋ ❞
Perdonami, papà, se non sono perfetta. Se la notte mi sveglio ancora tra le lenzuola e devo stringere le ginocchia al petto per stare meglio, e ripetermi che va tutto bene. Che sono viva, anche se una parte di me non lo è più. Perdonami. Perché non sono forte quanto gli altri credono, perché gli altri sono la mia forza e perché ho paura. Ho paura che scappino, che mi vengano strappati anche loro, come mi sei stato strappato tu. E mamma. Perdonami, se quando piove ─ anche se è estate ─ ritorna il primo di febbraio e, quando vedo una famiglia felice, non riesco ad essere felice anche io. Perdonami, perdonami. Che quando sorrido, non sorrido. Che quando sto bene, non sto bene. Perdonami, perché non sono all'altezza. Di te, di lei. Senza voi. Perdonami, se fingo di essere alzata, quando cammino ancora a gattoni. Se fingo di essere grande, quando mi sento così misera. Se non vedo le stelle, o la luna. Ed è ancora tutto così buio, attorno. Perdonami, papà.
❝ I can't be perfect ❞
─
❝ Natalie Clare McDonald fa parte dal coro dal suo quinto anno, nonostante voglia iscriversi da circa il suo secondo. Ancora non si spiega molto bene come mai ha aspettato così tanto ad iscriversi, che sia anche lei una persona indecisa e insicura? Molto probabile, ma non lo ammetterà mai. Natalie ha una voce straordinaria, di quelle cristalline e puntuali, di quelle che non sono solo voci, ma sono l'anima filtrata dalle corde vocali, di quelle che non possono anche cantare una canzonetta di paese e fanno venire la pelle d'oca, sottile e forte, alta, grande, se c'è qualcosa che sul serio riesce a fare, ebbene, quella è cantare. Forse il suo punto di forza è che ella canta non per dimostrare qualcosa o per avere successo in questo ─ vuole diventare un'Auror non una delle Stravagarie! ─. Natalie canta perché è l'unico modo in cui riesce ad esprimersi senza nascondere le emozioni, senza coprirle, senza alzare scudi, senza imbrogliare gli altri, senza ingarbugliare le parole, sbagliare la sintassi. Sente i sentimenti vibrarle tra le labbra e più di una volta è possibile vederla piangere, guardare il vuoto, struggersi mentre alza pian piano la voce. Canta da quando ha memoria, i suoi genitori si sono conosciuti ad un concerto ed erano entrambi appassionati, è figlia della musica. La sua voce è la loro eredità ed è per questo che ogni giorno è facile sentirla canticchiare a bassa voce insistentemente, anche (e soprattutto) quando non dovrebbe. ❞
❝ Se c'è una cosa che gli amici e conoscenti tutti di Natalie sanno bene è che ella non riposa /mai/ abbastanza. Quanto un bradipo, ha bisogno di almeno quattordici ore di sonno per tenere salda in mano la giornata, eppure nonostante questo tende ad addormentarsi tardi, non solo oltre il coprifuoco, ma anche oltre la mezzanotte e, poi, è costretta a svegliarsi presto, per le lezioni. Ma dire presto è esagerato, dato che circa cinque mattine su sei scolastiche è in ritardo alla prima ora di lezione (anche perché non potrebbe mai e poi mai rinunciare alla colazione, insomma, che giornata sarebbe, altrimenti?). Il sabato e la domenica li trascorre dormendo fino ad oltre l'una e mezza, solo una volta in tutto il suo periodo scolastico si è svegliata alle sette di mattina e leggende narranno che esattamente quel giorno Grifondoro perse così tanti punti (probabilmente a causa della sua irritabilità) da finire ultimo in classifica tutto d'un botto. I suoi compagni quindi confidano nel suo sonno quiete e profondo e si grattano i paesi bassi quando sembra essere in tempo per le lezioni o per le partite, per scaramanzia. Quindi─ la vedete com'è? Quando urla e si arrabbia senza un motivo preciso, ad esempio, no? Quando basta che a tavola non ci sia la cioccolata ma la temuta marmellata? Quando piove? Quando ride istericamente fino a tenere dolori all'addome per tre giorni consecutivi? Quando ha tic agli occhi? Quando guarda la gente come se potesse ucciderli da un momento all'altro? Quando cambia umore nell'arco di un nanosecondo? Ebbene, no, non ha il ciclo ─ oppure potrebbe averlo, anche se lì i sintomi sono perfino più preoccupanti. Semplicemente quel giorno ha rispettato le sette/otto ore idonei a qualsiasi altro essere umano, eccetto lei ovviamente, e si è svegliata come un Troll di Montagna inferocito. Sulla fronte potrebbe capitare che Lily Luna Potter le scriva "XXXXX ATTENZIONE PERICOLO", per proteggere tutta la comunità. Leggende narrano, ancora, che la giovane Potter abbia ricevuto una targa per i servigi resi alla scuola, grazie ai suoi tentativi di addomesticare una Natalie Selvatica. ❞
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❝ Natalie /ama/ l'estate. E' la stagione che più le è affine, con il sole che brucia le guance, con l'energia, con le corse, con il mare, con la libertà, con i salti, con i giochi, con le uscite con le amiche, con l'indipendenza, con il lavoro, con il giallo che si vede dappertutto, e solo Merlino sa quanto lei ami il giallo. Eppure /ama/ anche l'inverno. Ama la neve, ama il modo in cui placida cade e stringe il mondo in un silenzio che teme ma da cui è anche affascinata, ama scendere velocemente le scale di Hogwarts, esaltata, avvolta in mille sciarpe, ama gettarsi nel bianco e strofinare le braccia in esso fino a creare angeli e forme strane, ama giocare con gli amici, ama tirarsi le palle di neve. Natalie ama il divertimento, che sia pacato, allegro, forte, unico, assurdo, veloce, troppo poco, basta che sia sano. E ama due stagioni agli antipodi, perché piene di contrasti, come lei, d'altronde. ❞
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❝ « Burrobirra corretta con lo zenzero! » Madama Rosmerta conosce a memoria i gusti di Natalie che, a tutto dire, non sono mai realmente cambiati. Prima, forse, preferiva correggere col caramello la sua bibita, ma da quando ha scoperto lo zenzero è stato amore a prima vista: l'unica bevanda dolce che non contiene cioccolata che ama, sul serio. Di età ormai più anziana, aiutata dalla figlia, Rosmerta accarezza sempre affettuosamente con lo sguardo la ragazzina solare, specialmente in seguito alla morte del padre, John, che ricorda bene e che vede nel suo sorriso, nel suo modo di arricciare il naso e di stringere gli occhi, o nell'atteggiamento poco quiete e sempreverde, allegro. Natalie non ha mai bevuto una Burrobirra migliore di quella di Rosmerta e la ricorderà sempre con nostalgia. La Burrobirra sa di abbracci, di calore, di mancanze colmate. Sa di amore, amicizia, famiglia. Sa di buono e Natalie non la sostituirà mai, per nulla al mondo. ❞
─
❝ Natalie non è molto brava a disegnare, ma non è neanche il male, ecco. Semplicemente non è nei suoi più diletti interessi e non si è mai impegnata sul serio nell'arte del disegno. Nonostante questo, talvolta quando è presa dalla noia la si scorge con una matita scura a calcare e ricalcare sui margini di un foglio vecchio di pergamena, mordicchiando l'estremità legnosa di tale e talvolta sbuffando risate. Le diverte infatti prendere in giro le persone che conosce, imitando in caricatura le loro forme, i loro atteggiamenti, ingrandendo questa parte o quell'altra, divertita.
Più che disegnare, Natalie ama osservare le persone che disegnano. E' sempre stata affascinata da questa dote di Lily, ad esempio, ricorda i tempi passati a sporgersi sulle sue pergamene per vedere meglio i suoi disegni, oppure quando Janette traccia le miniature dei suoi futuri vestiti─ ne è così affascinata! Inoltre anche Holden è decisamente bravo a disegnare e lei ama ricordagli un giorno sì e l'altro pure i disegni che le deve o, in alternativa, che dovrebbe proprio iscriversi ad una scuola di fumetti, perché altrimenti sarebbe un talento sprecato. Le piace vedere quella luce che gli occhi emanano quando sono concentrati nel fotografare la realtà e poi riportarla attraverso le loro mani sulla carta. E' un fenomeno sensazionale, a suo dire. ❞
❝ Natalie è sempre un disastro. La realtà è che non è così tanto brava a prendersi cura di sé stessa, specialmente in senso estetico e fisico del termine. Per quanto sia in tutti i sensi ormai autosufficiente, specialmente ora che ha raggiunto la maggiore età, e nonostante sia maturata in fretta a causa dei decessi dei genitori, ella non riesce proprio a prendersi cura di sé. Ed è per questo che, a volte, come una bambina che cerca attenzioni, si comporta in maniera esuberante, eccessiva, ride ad alta voce, si lamenta per nulla, perché per quanto non sappia come curare sé stessa, le piace /terribilmente/ che gli altri tengano e si curino di lei, perché, benché cerchi di nasconderlo esibendo la sua forza e ostentandola, la mancanza dell'affetto dei genitori si riversa specialmente in questo.
Questo, tra gli altri, è uno dei motivi per cui Holden l'ha sempre affascinata, fin dal giorno in cui si sono conosciuti: il modo in cui le dava attenzioni, attenzioni che a volte sfioravano (e sfiorano) il genitoriale, il modo in cui si premurava, era partecipe e attento, cercava di non dispiacerle, il modo in cui la guardava con preoccupazione, con ansia, il modo in cui le dimostrava quell'affetto gentile e senza pretese, o anche solo il modo in cui si accorgeva dei suoi sbalzi umorali e cercava di porvi rimedio, beh, sono stati come una ragnatela in cui Natalie è rimbalzata e poi si è incastrata irrimediabilmente. Vi è, infatti, ancora intricata, ahimé. ❞
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❝ Avete tutti presente quel passaggio dietro lo specchio, vero? Quello che è franato, giusto? Ovviamente in seguito alla frana è diventato inutilizzabile per uscire da Hogwarts e, tecnicamente, dovrebbe essere inutilizzabile anche per qualsiasi altra cosa dato la pericolosità, ma a Natalie non importa molto. Ha scoperto il passaggio, che ora ha le povere dimensioni di mezzo sgabuzzino delle scope, quando durante il suo terzo anno non riusciva a sopportare neanche i respiri delle persone che aveva intorno ed era diventata intollerante agli altri e anche a sé stessa, quindi cercava posti in cui stare da sola con il suo ingombrante dolore. Vi si era rifugiata e ancora oggi vi si rifugia, anche se ora è un posto che le regala anche ricordi positivi, da un annetto più o meno, a dirla tutta: è un posto speciale, ormai. E' abbastanza piccolo da tenere due persone stese accovacciate e lei, ancora oggi, lo usa spesso, da sola, e ci va anche ben larga, avvolta in qualche plaid a giocare a gobbiglie da sola o a leggere le storie della buonanotte, fino ad addormentarsi. In realtà non vorrebbe dormirci, perché è dannatamente scomodo, ma purtroppo si rilassa così tanto che non riesce a controllare i sensi e─ BOOM. Quando se ne accorge è sempre troppo tardi e, ovviamente, rischia sempre cinquanta punti in meno ai Grifondoro per essere in giro a coprifuoco inoltrato.❞
❝ ℵatalie è un uragano. ℒily è il vento di primavera che quando arriva fa aprire di scatto anche la finestra più chiusa. ℵatalie è il raggio di sole che si poggia sugli occhi proprio quando stai per addormentarti ancora, ed un po' è piacevole, un po' è irritante. ℒily è la luna che ti accompagna durante la notte. ℵatalie corre molto, lasciando che la borsa le dondoli sui fianchi agitati e si rompa, di nuovo, a causa dei suoi ritardi. ℒily è dietro di lei, probabilmente senza borsa. ℵatalie sorride spesso, anche quando non se la sente. ℒily curva le labbra solo quando le sorride il cuore. ℵatalie dimentica troppo spesso le pergamene. ℒily ne ha due, una per sé e l'altra che poggia sempre sull'altra metà del banco, tanto già sa che la sua compagna non l'avrà portata. ℵatalie cammina saltellando, non se ne rende neanche conto. ℒily ne ride, mentre la imita gioviale. ℵatalie non sa come esprimere i suoi sentimenti, non è brava a parlare. ℒily sa come farlo, ma non le piace. ℵatalie tiene quasi più al suo cognome che a sé stessa. ℒily lo nasconde e lo evita, stanca di portarne il peso. ℵatalie vince ogni lotta con i cuscini del dormitorio, ogni sfida, ogni ostacolo, ogni partita. ℒily pure, perché sono spalla a spalla ogni volta. ℵatalie ha pianto sei notti alla settimana, da sola al buio. ℒily è rimasta sveglia tutte e sei notti, senza farle presente nulla, per non ferirle l'orgoglio.
E non importa quanto la realtà possa diventare difficile, assurda, scomoda, irreale, irraggiungibile, confusa, vuota, cattiva, chiusa, diversa, strana, malvagia, non importa affatto, perché ℒily troverà sempre ℵatalie alla sua sinistra, e ℵatalie cercherà ℒily alla sua destra. ❞
{ Happy 17 to Natalie,ᴇᴀʀʟy ᴍᴏʀɴɪɴɢ } L'alba filtrava dal tendaggio rosso del dormitorio femminile di Grifondoro, una certa quiete rendeva immobile l'aria. L'ultimo letto a sinistra vicino al muro era quello di Natalie, poco distante dal finestrone gotico caratteristico del castello. Il raggio di sole punta diritto agli occhi della ragazza, affilato, Natalie si volta ancora e ancora, era sveglia già da un pezzo, ma non era psicologicamente pronta a quell'evento. A mezzanotte era stata portata in agguato in Sala Comune, attesa da un coro di " Tanti auguri a te ", una piccola torta e tante grasse risate. Natalie non sapeva bene come sentirsi. Si imbarazzava solo a pensarlo, ma si era alquanto emozionata, abbastanza da avere gli occhi lucidi. Era consapevole del fatto che non cambiasse nulla, per l'amor del cielo, non aveva così alte aspettative, anzi si aspettava una totale caduta, delle differenze in peggio, ma qualcosa le si era impigliata in gola: adesso contava realmente qualcosa. Era ancora una studentessa, di certo, ma adesso aveva un ruolo rilevante. Adesso, da maggiorenne, poteva usare la magia fuori da Hogwarts, poteva scegliere sul serio, poteva andare a vivere da sola, poteva votare, poteva comprare Whiskey Incendiario, il suo parere avrebbe potuto essere decisivo. Aveva l'età giusta per iniziare gli Auror- oh se solo fosse già diplomata! Si decide ad aprire gli occhi, prima che la sveglia suoni. Allunga il braccio, l'indice va a disattivare quell'orribile aggeggio ( non era altro che una vecchia radiolina che usava anche per ascoltare le partite di Quidditch o le notizie in generale del mondo magico ), quindi sfila da sotto le coperte. Il suo sguardo incontra subito un ammasso di regali: troppi per essere /veri/. Trattiene una risata, che le esce come sbuffo, quindi si passa una mano tra i capelli e stancamente si tira giù dal letto. Si avvicina in punta di piedi alla piramide di doni, in silenzio, voleva che quel momento fosse solo e soltanto suo. E' ad un palmo dal primo pacco che sente un continuo picchiettare alla finestra, si volta di scatto, allarmata, un veloce sospiro di sollievo le parte prima che se ne accorga, quindi svelta si muove verso la finestra, che apre appena: un gufo piuttosto malconcio e sporco di neve si era poggiato sul davanzale, irritato. « Grazie per gli auguri, amico. » borbotta, ridendo ancora- sì, era decisamente emozionata. Sfila la lettera che il gufo stringeva tra le zampe, quindi chiude la finestra, ignorandolo totalmente. Volta per controllare la provenienza, quando legge in un corsivo piuttosto altezzoso: GRINGOTT. Corruccia le sopracciglia - a sua memoria, non aveva problemi con la banca, era sempre così dannatamente attenta a non sprecare nemmeno uno zellino, che diamine! La busta aveva anche un certo peso, inaspettatamente Natalie raccoglie prima la lettera, gettando il resto sul materasso. " ɢᴇɴᴛɪʟᴇ ꜱɪɢ.ɪɴᴀ ᴍᴄᴅᴏɴᴀʟᴅ " iniziava. " ɪɴ ꜱᴇɢᴜɪᴛᴏ ᴀʟ ᴄᴏᴍᴩɪᴍᴇɴᴛᴏ ᴅᴇʟʟᴀ ᴍᴀɢɢɪᴏʀᴇ ᴇᴛà ʟᴀ ɪɴꜰᴏʀᴍɪᴀᴍᴏ ᴄʜᴇ ᴏɢɴɪ ʙᴇɴᴇ ᴀᴩᴩᴀʀᴛᴇɴᴇɴᴛᴇ ᴀʟʟᴀ ꜱᴜᴀ ꜰᴀᴍɪɢʟɪᴀ è ᴏʀᴀ ᴜꜰꜰɪᴄɪᴀʟᴍᴇɴᴛᴇ ᴀᴩᴩᴀʀᴛᴇɴᴇɴᴛᴇ ᴀ ʟᴇɪ, ᴄᴏᴍᴇ ꜱᴄʀɪᴛᴛᴏ ᴇ ᴜꜰꜰɪᴄɪᴀᴛᴏ ɴᴇʟʟᴇ ᴇʀᴇᴅɪᴛà ᴅᴇɪ ꜱᴜᴏɪ ɢᴇɴɪᴛᴏʀɪ. ɪɴ ᴀʟʟᴇɢᴀᴛᴏ ᴩʀᴇꜱᴇɴᴛɪᴀᴍᴏ ʟᴀ ᴄʜɪᴀᴠᴇ ᴅᴇʟʟᴀ ᴄᴀᴍᴇʀᴀ ʙʟɪɴᴅᴀᴛᴀ 197 ᴇ ᴜɴᴏ ᴅᴇɪ ꜱᴏᴩʀᴀᴄɪᴛᴀᴛɪ ʙᴇɴɪ ᴄʜᴇ, ᴀ ᴠᴏʟᴇʀᴇ ᴅɪ ᴜɴ ꜱᴜᴏ ɢᴇɴɪᴛᴏʀᴇ, ᴅᴏᴠᴇᴠᴀ ᴄᴀᴩɪᴛᴀʀʟᴇ ᴇꜱᴀᴛᴛᴀᴍᴇɴᴛᴇ ɪɴ 09 / 02 ᴩᴇʀ ɪʟ ᴄᴏᴍᴩɪᴍᴇɴᴛᴏ ᴅᴇʟʟᴀ ᴍᴀɢɢɪᴏʀᴇ ᴇᴛà. ʟᴀ ᴩʀᴇɢʜɪᴀᴍᴏ ᴅɪ ᴄᴏᴍᴩɪʟᴀʀᴇ ɪʟ ᴍᴏᴅᴜʟᴏ ᴀɴɴᴇꜱꜱᴏ ɪɴ ᴄᴜɪ ꜰᴀ ᴩʀᴇꜱᴇɴᴛᴇ ᴅɪ ᴀᴠᴇʀᴇ ʟᴇᴛᴛᴏ ᴇ ᴀᴩᴩʀᴏᴠᴀᴛᴏ ʟᴀ ᴅᴇᴄɪꜱɪᴏɴᴇ ᴅᴇɪ ꜱᴜᴏɪ ᴩᴀʀᴇɴᴛɪ, ᴅᴏɴᴋɪ ᴅᴏɴᴋɪ. " Ignora la scritta in stampatello ( "GRAZIE PER AVER SCELTO GRINGOTT, LA BANCA AMICA" ), un passo ed è vicina al letto su cui aveva precedentemente gettato le rimanenze della busta. Lascia che la lettera le scivoli dalle mani, quando infila le dita nella busta e ne tira fuori la chiave, che osserva quasi con un sorrisetto, scuotendo poi la testa. La poggia sulla coperta vermiglia, quindi tira fuori un oggettino imballato che non riusciva a riconoscere. Apre l'imballatura lentamente, un piccolo foglietto di pergamena le finisce sul palmo. Assottiglia lo sguardo, era ingiallito probabilmente dagli anni e la scritta in inchiostro scuro era quasi sbiadita. Il cuore le si ferma per un secondo, poi prende a battere velocemente, troppo. " α ηαтαℓιє, ρєя ι ѕυσι ∂ι¢ιαѕѕєттє αηηι, ѕє ηση ѕαяò ∂αναηтι αℓ ѕυσ ѕﻭυαя∂σ, мα ѕσℓσ νι¢ιησ αℓ ѕυσ ¢υσяє. " Stringe le labbra, mentre un respiro rumoroso le piega quasi la schiena. Si costringe a non piangere, doveva essere un giorno sereno. Un altro respiro, quindi sfila dal pacchetto il contenuto, trovandosi nella mano sinistra un orologio da taschino grande quasi quanto il palmo della sua mano, un singhiozzo indesiderato la fa sussultare, della lacrima posata sulla guancia se ne accorgerà solo minuti dopo, quando Lily le farà presente quel dettaglio, sorride, mentre lascia l'orologio prima in una e poi nell'altra mano, osservandone i dettagli, ogni ammaccatura, i graffi. Lo apre poi e non riesce a trattenere un sorriso emozionato, si va a mordere il labbro inferiore. Era l'orologio di suo padre, ovviamente, e quella foto incastrata nell'apertura concava non faceva altro che confermarlo: una foto un po' scurita che rappresentava i suoi genitori e lei, da bambina, che suo padre aveva infilato in quell'orologio anni prima, in presenza di Natalie stessa. Si porta quell'oggetto al cuore, Natalie, stringendo le labbra e respirando forte. Quindi si butta di schiena sul letto, il freddo dell'ottone che sembrava alleviare i dolori del suo cuore.
{ ɴᴀᴛᴀʟɪᴇ ᴍᴄᴅᴏɴᴀʟᴅ, ᴛʜᴇ ꜰɪʀꜱᴛ ᴏꜰ ꜰᴇʙʀᴜᴀʀy, ᴛʜʀᴇᴇ yᴇᴀʀꜱ ʙy ᴛʜᴇ ᴅᴇᴀᴛʜ ᴏꜰ ʜᴇʀ ꜰᴀᴛʜᴇʀ }
« Domani passerà in fretta, Natalie. » sussurra a sé stessa, al buio, arrotolata tra le coperte vermiglie. Il baldacchino sembrava sempre più scuro, alla vigilia di quel giorno. Il mondo le sembrava più scuro, aveva gli occhi aperti eppure non vedeva alcuna luce. « Oggi chiuderai gli occhi e li riaprirai direttamente al due di febbraio e-e niente cimitero, niente di niente, Natalie. Domani a letto e-e- », prende un lungo respiro, ricacciando indietro le lacrime, deglutisce infine, chiudendo definitivamente gli occhi, proibendosi di dimostrare qualsiasi emozione. Sarebbe stato un giorno di apatia, come il primo febbraio scorso e quello precedente ancora. Stringe, tra le mani, la foto del padre, contro il petto, in maniera quasi feroce, le unghie contro la pellicola, curvata su sé stessa, cercando di eliminare il ricordo del momento in cui la McGranitt le annunciò la triste notizia, pronta a subire gli incubi che le accompagnavano le notti da tre anni, ormai. E mentre Natalie combatteva contro le sue stesse emozioni, il castello taceva dormiente, i prefetti di Corvonero e Serpeverde erano di ronda al piano terra, gli elfi cucinavano per la colazione del giorno dopo, la McGranitt era probabilmente al San Mungo, di certo non ad Hogwarts. Mentre Natalie si impegnava ad uscire integra da quella sua battaglia interiore, il mondo si preparava, inconsciamente forse, ad una grande guerra.
Solo una lacrima ferma sullo zigomo a testimoniare ogni suo dolore.
{ ᴇʜɪ, ᴍᴄᴅᴏɴᴀʟᴅ- nightmare?}
❝ Brutto sogno? ❞ La voce soffocata di una delle compagne di dormitorio avvolta tra le coperte le preme contro l'orecchio, Natalie è seduta al centro del letto, sudata, le guance rosse, il respiro pesante. /Niente/, in confronto a quando si sveglia-avrebbe voluto risponderle. Non aveva riconosciuto la voce, al sonno piaceva cambiare i lineamenti del timbro e lei era ancora troppo confusa per prestare realmente attenzione. ❝ Perdevamo il campionato- ❞ mente, imitando l'inizio di un risolino ❝ Mi sono svegliata mentre quella superpluffa di Sweaters di Serpeverde mi stava per cadere addosso- ❞ Un mormorio rassicurato. Rassicurante quel silenzio. Curva la schiena al fine di poggiare il mento sulle ginocchia ossute, le mani intrecciate tra loro attorno alle caviglie, inizia al fissare il vuoto, lo stesso che fissava quasi ogni notte. Era sempre la stessa storia. Chiudeva gli occhi e le si disegnava il viso di suo padre, inseguiva con lo sguardo il suo sorriso, poi pian piano l'immagine si schiariva e i contorni diventavano più delineati: riusciva a distinguere l'incurvatura del naso, gli zigomi scavati, la peluria sul mento e, dal buio, accanto a lui, in un vortice di stelle si nascondeva sua madre, che poi si spogliava dell'uragano di meteore che la inseguiva e prendeva a danzare con lui. Non era leggiadra, non era ancora stato costruito un termite abbastanza idoneo per descriverla; forse eterea ci si avvicinava. Non aveva di certo bisogno di chiamarli, no. Urlare i loro nomi avrebbe distrutto l'atmosfera. Natalie restava ad osservare da lontano la felicità che le era stata strappata. Le sembravano ore e loro danzavano e ridevano e sorridevano e si accarezzavano e si sentiva quasi un'intrusa nella loro intimità. Poi però si voltavano e si accorgevano di /lei/. Si illuminavano e si avvicinavano e iniziavano a sfiorarla, ad abbracciarla, a stringerla, la trascinavano in pista e la facevano girare e girare e girare, tanto che le mancava il fiato, e poi suo padre l'accoglieva tra le braccia ed era così leggera che in aria volava, poi ritornava tra le sue braccia e tutto diventava così reale, così vero, che riusciva a sentire il profumo dei capelli aurei di sua madre, mentre le strofinava il naso contro il collo, dietro l'orecchio. E proprio mentre la ragazzina iniziava a /credere/ che fosse tutto vero. Che loro erano lì, con lei. Che la amavano. Che non erano morti, che era stato tutto un dannato incubo e che finalmente era sveglia-ecco, esattamente in quel momento, le due figure sparivano, diventavano prima fumo e poi polvere, polvere che cadeva addosso alla ragazza che cercava di scrollarsela via a tutti costi, ancora e ancora, gli occhi umidi, confusa, stranita, impaurita, eppure, nonostante gli sforzi, continuava a pioverle addosso, grigia, a non andarsene, a restare appiccicata sulla pelle, ad annebbiarle gli occhi, le riempiva la bocca e scendeva lungo la trachea, poteva sentire i polmoni fischiare in cerca di aiuto, il sapore della cenere tra denti e palato. E si svegliava. Si svegliava con un urlo che non riusciva mai a superare la gola. ꜱɪ ꜱᴠᴇɢʟɪᴀᴠᴀ ᴄᴏɴ ʟᴇ ɪᴍᴩʀᴏɴᴛᴇ ᴅᴇɪ ɢᴇɴɪᴛᴏʀɪ ꜱᴜʟʟᴇ ʙʀᴀᴄᴄɪᴀ ᴇ qᴜᴇʟʟᴇ ᴅᴇʟʟᴀ ᴄᴇɴᴇʀᴇ ꜱᴜʟ ᴄᴜᴏʀᴇ.
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❝ —E' una furia, un uragano, un'esplosione vulcanica, è un'esagerazione, ha un sorriso enorme che le parte da un orecchio e finisce nell'altro, dorme e mangia molto, è testarda, fa tutto di testa sua, con convinzione, se sbaglia cade e si rialza, le piace far del bene agli altri, le piace leggere di avventure, è allergica a libri e storie d'amore, ruba le maglie ai ragazzi dal quinto al settimo anno in modo che le vadano almeno tre volte più larghe, è sempre disordinata, è molto decisa, dorme tutta accucciata, litiga con le lenzuola, è sempre di fretta, quando ride tira la testa all'indietro, piange poco, davvero raramente, non si mostra mai debole agli altri, cammina in punta di piedi come se saltellasse, ama cantare, ballare, sentirsi viva, piena, raggiungere il limite e superarlo solo per il piacere di sentirsi forte. E' molto forte, positiva. Immatura in molte cose, si comporta spesso come una bambina di cinque anni. Odia chiedere scusa. E' molto orgogliosa. Sbaglia spesso e volentieri, si addormenta durante Storia della Magia, ha la fissa per le api frizzole. Le piacciono i fiori di campo, le margherite. Ama stare stesa a guardare le stelle. Adora il profumo delle candele spente. ❞
Natalie Clare McDonald
❝ Natalie McDonald nasce in una giornata piovosa di febbraio, portando, tuttavia, il sole nella sua piccola famiglia. Il padre era un mago da poco entrato nel Dipartimento Auror, la madre invece era un'insegnante alle scuole primarie, babbana. I due si erano conosciuti in età giovane ad un concerto dei Green Day, una band babbana, si erano frequentati per varie estati. John, così si chiamava il padre, raccontava sempre alla figlia della reazione di sua madre, Mary, quando scoprì che il suo fidanzato era un mago. Qualche tazza rotta per lo spavento, un salto all'indietro, esclamazioni un po' esagerate e pugni sul petto, un grande abbraccio, qualche risata. Natalie cresce felice in periferia, la sua famiglia non era molto ricca, anzi, ma nonostante questo alla bambina non mancava nulla. La prima magia accertata avviene all'età di sei anni, Natalie levita fino a raggiungere il padre che volava in scopa sopra di lei. Facendolo poi successivamente cadere (fortunatamente era appena ad un metro e mezzo da terra) per lo spavento. La cameretta gialla, il suo colore preferito, piena di poster, tra i Cannoni di Chudley, il Manchester, le varie band che segue assieme ai suoi genitori, Natalie vive bene la sua infanzia fino all'età di dieci anni. Poco prima che le arrivasse la fantomatica lettera di Hogwarts, infatti, sua madre, affascinata dalle pozioni culinarie che le sembravano molto più semplici rispetto alle ricette babbane, decide di provare ad usare calderoni e code di chissà quale animale, da brava sconsiderata. Il risultato è una forte esplosione del calderone che ruba la vita alla donna, che per la forza di tale, cade all'indietro sbattendo la testa contro il marmo del piano cottura. Anche Natalie resta ferita nell'esplosione, ha una cicatrice sulla nuca, nascosta dal suo groviglio di capelli, Dato che vede la mamma morire, a causa appunto di questa esplosione, Natalie ha purtroppo la capacità di vedere i thestral. La presenza del padre, ex Grifondoro, le dà comunque coraggio. Il padre diventa, in assenza della madre, una figura completa. E' amico, papà, mamma, compagno di giochi. E' una figura da imitare, da cui prendere spunto. Se della mamma ricorda episodi sporadici, dato comunque l'aver passato con lei l'età dell'infanzia e basta, del papà ha ricordi molto vividi. Ricorda bene, ad esempio, le volte in cui si sedevano sul divano davanti alla televisione, tutti vestiti di rosso, e saltavano sul divano entrambi ad ogni goal del Manchester. RIcordava bene, pure, l'espressione triste del padre nell'osservarla. "Somigli così tanto a tua madre", forse era una delle frasi che più la turbavano oltre che una delle più ripetute. La lettera arriva, Natalie parte il primo settembre per Hogwarts. Sul treno fa conoscenza con Lily Luna Potter e con altre ragazze che poi faranno parte del suo dormitorio, del suo anno, con cui stringerà forti amicizie. Il Cappello Parlante la smista in Grifondoro e, effettivamente, Natalie non vedeva altre opzioni per se stessa. O Grifondoro, o Grifondoro. E non perché amasse particolarmente quella Casa, bensì perché non si vedeva bene in nessun'altra. E' brava a scuola, ha buoni voti in quasi tutte le materie, al primo anno, eccelle e si distingue però in Difesa Contro le Arti Oscure, mentre va molto male in Pozioni, probabilmente a causa del trauma dovuto all'esplosione del calderone che ha ucciso la madre. Al terzo anno, decide di frequentare in aggiunta i corsi di Aritmanzia, Antiche Rune e Cura delle Creature Magiche. Il terzo anno, tuttavia, si rivela per lei abbastanza tragico. Il padre, durante una missione auror, in un modo a lei non specificato, muore. La notizia le viene annunciata dalla preside che la riceve nel suo ufficio e le dà la sconcertante notizia, dopo averle offerto delle api frizzole. Natalie ne resta straziata. Il padre ricopriva ogni figura di cui lei avesse bisogno, non aveva parenti stretti che potevano prendersi cura di lei, inoltre aveva subito ben due lutti nell'arco di soli tre anni. Il periodo che andò dal primo febbraio fino a luglio dello stesso anno oltre che molto buio, le sembrò quasi infinito. Natalie non diede segno di star male in esterno se non la notte della scoperta, tutte le fratture che quella perdita le aveva causato le teneva ben nascoste agli occhi degli altri, mascherandole per bene dietro la sua solita solarità. Tuttavia, chiunque la conoscesse abbastanza, poteva notare quella scintilla di rabbia e tristezza nascosta nello sguardo, quell'inquietante modo in cui da coraggiosa era diventata spericolata, avventata, esageratamente spavalda. Il modo in cui sembrava totalmente fregarsene delle conseguenze delle azioni, in cui si buttava nelle vicende più pericolose. Natalie già aveva un carattere un po' sregolato, correva per i corridoi, infrangeva il coprifuoco, rispondeva ai ragazzi più grandi che la infastidivano, rideva esageratamente e faceva cose esagerate..ma in seguito a quella perdita sembrava quasi che non le importasse più molto della sua vita in generale. Era diventata fin troppo spericolata e, a dirla tutta, aveva rischiato l'osso del collo quasi volontariamente e con un sorriso strafottente decisamente troppe volte, in quel periodo, senza contare che la sua media scolastica crollò totalmente, pochi Accettabili, troppe lezioni marinate. Terminato quell'anno scolastico così turbolento, Natalie viene mandata in un orfanotrofio in periferia di Londra. Qui divide la stanza con Cecile e conosce Richard, inoltre incontra anche una sua compagna di Hogwarts, Willow, con cui stringe una solida amicizia, quasi una sorellanza. Cecile e Richard sono orfani da più tempo di lei e la aiutano, pur senza troppe parole, ad apprezzare di più la sua vita, a riuscire a convivere con quella mancanza, ad essere forte, non a fingere di esserlo dietro una troppa spavalderia. Quando ritorna ad Hogwarts, il quarto anno, è di certo maturata rispetto all'anno precedente: vede il mondo, vede Hogwarts con un occhio nuovo. Nonostante questa sua maturazione, Natalie è comunque molto infantile ed ingenua, una bambina, non solo per l'aspetto (accanto all'aggetivo "bassa" sul dizionario potete trovare una sua foto), ma anche per gli atteggiamenti. Il modo in cui sporge il labbro con aria tenera quando desidera qualcosa, quando gonfia le guance se offesa, quando si conta le lentiggini, quando corre per i corridoi con la borsa che vola alle spalle urlando frasi sconnesse a mo' di pirata, della serie "ALL'ARREMBAGGIO", oppure a come non presta attenzione ai ragazzi. Se le altre ragazze, infatti, erano alle prese con le prime cotte, Natalie i ragazzi nemmeno li guardava, ingenua com'era. Era che, insomma, perché pensare all'amore eccetera..quando si potevano fare i tuffi nel lago nero dal ramo di una quercia vicina? Al termine del quarto anno ritorna in orfanotrofio, svela ai suoi due amici babbani il suo segreto, scopre, a causa di una triste e gelosa Cecile, che Richard, il suo amico, ha una cotta per lei. Il giorno prima di ritornare ad Hogwarts, infatti, il ragazzo la bacia. Il primo bacio della ragazza, ecco. Natalie, tuttavia, per quanto inizi a pensare a lui come qualcosa in più di un amico, non bada molto a questo aspetto della loro..relazione, quindi restano amici. Anche, e soprattutto, perché doveva tornare ad Hogwarts. Durante il suo quinto anno conosce Holden Bryce e con lui intreccia una bella relazione. Ovviamente, sempre ingenua e infantile com'è, capisce che quel ragazzo le piace...solo quando lui la bacia. Altrimenti niente da fare. Il quinto è ovviamente l'anno dei G.U.F.O. per passare anche Pozioni decide di frequentare un corso i cui insegnanti sono gli alunni di Corvonero e Serpeverde del settimo anno. Supera i G.U.F.O. con serenità, si. Raggiunge ottimi risultati: E in Difesa Contro le Arti Oscure e Incantesimi. O in Trasfigurazione, Erbologia, Pozioni, Cura delle Creature Magiche, Astrologia, A in Antiche Rune, Storia della Magia e Aritmanzia. Al sesto anno abbandonerà tutte le materie che non servono al diventare Auror, quindi riprenderà solo Difesa, Incantesimi, Trasfigurazione, Erbologia e Pozioni. Natalie è una ragazza carina, ha i capelli marrone scuro, gli occhi chiari azzurro cielo, il naso all'insù, troppe lentiggini su naso e guance, una corporatura mingherlina, le gambe un po' storte. E' una furia, un'uragano, un'esplosione vulcanica, è un'esagerazione, ha un sorriso enorme che le parte da un orecchio e finisce nell'altro, dorme e mangia molto, è testarda, fa tutto di testa sua, con convinzione, se sbaglia cade e si rialza, le piace far del bene agli altri, le piace leggere di avventure, è allergica a libri e storie d'amore, ruba le maglie ai ragazzi dal quinto al settimo anno in modo che le vadano almeno tre volte più larghe, è sempre disordinata, è molto decisa, dorme tutta accucciata, litiga con le lenzuola, è sempre di fretta, quando ride tira la testa all'indietro, piange poco, davvero raramente, non si mostra mai debole agli altri, cammina in punta di piedi come se saltellasse, ama cantare, ballare, sentirsi viva, piena, raggiungere il limite e superarlo solo per il piacere di sentirsi forte. E' molto forte, positiva. Immatura in molte cose, si comporta spesso come una bambina di cinque anni. Odia chiedere scusa. E' molto orgogliosa. Al quinto anno partecipa al Coro della scuola, così come al sesto e al settimo. Suona la chitarra. Il sesto e il settimo anno partecipa come riserva a varie partite di Quidditch ricoprendo vari ruoli da cacciatrice a battitrice. Sbaglia spesso e volentieri, si addormenta durante Storia della Magia, ha la fissa per le api frizzole. Le piacciono i fiori di campo, le margherite. Ama stare stesa a guardare le stelle. Adora il profumo delle candele spente. Ha un gattino di nome Potato. Un gattone, anzi. E' Natalie. ❞