Isole della memoria 2002 la fuga Partire è come morire e poi rinascere Partire senza una meta senza un alibi Quando non riesci più a sopportare quel peso che ti porti sulle spalle e che chiede sempre nuovo sangue Ti sembra ripensandoci in modo lucido che qualcuno, qualcosa ti teleguidi verso l'autodistruzione E non ricordi quella bottiglia di vino avvelenata alla festa che la gente per bene che ti ha fatto bere con la forza non ricordi perché quei veleni agiscono sulle sinapsi e sulla memoria All'ora ti svegli il mattino con queste parole dentro la testa “Scappa o finisci in galera” voci di uomini e donne del nostro caro servizio nel loro sporco lavoro Ma nella realtà ti sentì dentro un film horror e tu sei la vittima predestinata E non sai che è solo l'inizio delle dodici fatiche di Eracle o Ercole per i romani, che sei un morto che cammina protetto e miracolato dagli Dei per questo odiato dagli uomini Quelle voci nella testa mentre guido la macchina verso Pesaro mi provocano e terrorizzano, lascio l’auto al mare non sapendo cosa mi aspetterà alla Pretura o il cuore a mille Poi succede qualcosa quando dentro gli uffici mi dicono che era solo un controllo per la patente, decido attraversando il corso di Pesaro di scappare di mandare al diavolo tutto e tutti Stanco di questa presa per il culo, che però continua le voci di questi omini non mi lasciano anzi mi indicano quale è dove prendere il treno Sono senza una meta o quasi a Venezia c e il carnevale, è un bel posto per rivendicare come i super eroi mascherati con la propria plastica facciale la propria libertà. #isoledellamemoria #fugadilogan #segretodistato #waltersimonetti #trattamentosanitario #eroina #scimmiasullaschiena #2002 #resistente #questanonefiction (presso Pesaro e Urbino)















