Sono tornata dopo un lungo periodo di assenza. Non so nemmeno se riuscirò ad esprimere ciò che sento e che provo in questo istante della mia vita.
Sono andata a fare una passeggiata/corsa nel pomeriggio verso le 20:30. Il sole era praticamente già scomparso ed il tramonto aveva quasi anticipato la sua comparsa. Tutto il cielo rosaceo era stato risucchiato dalle nuvole nere che si apprestavano ad occupare l’ultima parte colorata del cielo. Infatti poco dopo che sono tornata a casa (circa mezz’ora dopo) ha iniziato a diluviare.
Ricordo che mentre ammiravo gli ultimi raggi rossi che si dissolvevano in lontananza mi è venuto un groppo in gola, ed ho avuto un enorme voglia di piangere.
Ho pensato: “come vorrei trovarmi al mare in questo momento”… “come vorrei stare lontano da tutto questo”.
Ho pensato anche che, se avessi avuto delle ali, per me sarebbe stato facile ammirare ciò che restava del tramonto. Eppure riflettevo, anche una creatura alata, si sarebbe sentita infelice a volare fino ad arrivare ad ammirare il tramonto… in solitudine.
È del tutto inevitabile. Abbiamo bisogno di creare ricordi e gioie da condividere. Il nostro cuore contiene all’infinito se condividiamo. Mentre se cerchiamo di nascondere ciò che proviamo, anche se minimamente cerchiamo di occultare i nostri sentimenti il nostro animo non regge il peso di queste sensazioni, e da qualche parte si devono pure riversare.
Prendendo anche ad esempio queste emozioni che ho pensato stasera. Sono finite qui. Si sono accumulate con altre e sono finite qui.
Per chi è arrivato a leggere fino qui complimenti. Si sa che è una virtù rara la concentrazione di sti tempi. E la voglia. La voglia di scavare a fondo in delle frasi prolisse e sconfinate, gettate alla rinfusa in un monologo sofferente e sconclusionato. So che è complesso, ma ti ringrazio:)
Spesso non sappiamo nemmeno noi ciò che desideriamo. Forse desideriamo solo essere ascoltati e compresi un minimo. O aspettiamo semplicemente qualcuno là fuori che ci abbracci. Magari stiamo ancora sanguinando, forse con fatica cerchiamo di rimarginare ancora le vecchie ferite del passato che ci hanno segnato.
Chissà. La cosa certa è che ora è notte fonda ormai. E che anche grazie a Morfeo il velo pesante del sonno cadrà anche sulle ultime gocce di pensieri rimasti, trasformandoli si spera, in sogni non troppo pressanti.