Imperativo categorico
Bisogna far bene tutto, anche il male.
G. Rajberti, Sul gatto, 1845. Online su LiberLiber.
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Imperativo categorico
Bisogna far bene tutto, anche il male.
G. Rajberti, Sul gatto, 1845. Online su LiberLiber.
La libertà
La libertà è un'idea, o una parola, che fa delirare, affaticare e combattere tutte le generazioni. Una parola, dissi, perché questa è uguale per tutti. L'idea varia secondo i cervelli, anzi per i cervelli senza idee non sarà mai altro che la combinazione di alcune lettere dell'alfabeto. Molti tirano la libertà a questo concetto finale: «Ubbidire meno che si può; e, più che si può, comandare». Molti altri intenderebbero piuttosto: «Non comandare e non ubbidire a nessuno». Chi è fornito di senso comune s'accorge subito che caos sarebbe la società tanto nell'una che nell'altra maniera.
G. Rajberti, Sul gatto, 1845. Scaricabile da LiberLiber.
Sul gatto
Che malvagio animale! dissimulatore profondo; traditore bisbetico, che vi graffia subito dopo una carezza; nell'indocilità e nell'ostinazione non ha rivali; egoista, anzi apatista come un acefalo per ogni cosa che non riguardi il suo interesse; tutto cervello per la malizia e per ogni genere di perfidie (compatite se per un resto di abitudine dico un po' male almeno de' bruti); leccardo come un sibarita; ozioso di professione; ladro nato, e ladro pel solo piacere di rubare; vigliacco coi forti, crudelissimo e sanguinario coi deboli: per essere enciclopedico nella scelleratezza, non gli manca che l'arma della parola. Eppure egli è beneviso, accarezzato, lautamente nutrito. Ma per quali virtù? per un po' di lindura della persona e gentilezza di modi, e qualche abilità nella caccia del topo.
G. Rajberti, Sul gatto, 1845. Scaricabile da LiberLiber.
Bestemmie
Per legge di natura, quando si bestemmia, lo si fa non solo nella lingua della propria nazione, ma nel vernacolo speciale del proprio paese. Le parolaccie e gli improperii essendo proprietà dell'energica plebe, stanno di preferenza nei dialetti che possedono una tavolozza più ricca e calda che non le lingue illustri. Studiando una lingua straniera, non se ne impara mai il saporito sugo delle frasi vituperose, che anche là sta in fondo ai parlari specifici del poetico volgo.
G. Rajberti, Il viaggio di un ignorante [1857], Milano, Rizzoli, 1962
Le biblioteche
Ma, che volete? le biblioteche mi fanno melanconia e terrore: mi sembrano vaste necropoli dei più illustri matti del mondo: e più sono grandi, più mi si stringe il cuore d'affanno e di pietà per quegli infelici che pretendono di saper tutto: e forse non sanno nemmeno nè quali vizii abbiano i proprii figli, nè che diavolo faccia in casa la moglie, nè di quali mezzi vivranno l'anno venturo, nè quanto dicano male di loro i più cari amici.
G. Rajberti, Il viaggio di un ignorante [1857], Milano, Rizzoli, 1962
Dolce ignoranza
Cara e dolce ignoranza! A forza di possederti, o di essere posseduto da te (ché non so bene come sia la cosa), credo di aver trovato la tua definizione. Tu sei la verginità della mente: e perciò tanto superiore a quell'altra conosciuta dal volgo, quanto lo spirito immortale sovrasta alla materia caduca. Più: hai quasi sempre l'immenso vantaggio di durare tutta la vita de' tuoi cultori: quando che l'altra, fatte le debite eccezioni, è solita andarsene coll'aprile degli anni, e qualche volta anche col marzo.
G. Rajberti, Il viaggio di un ignorante ossia ricetta per gli ipocondriaci. [1857]
Consiglio la lettura di questo libro a chi fa le vacanze intelligenti e visita, nelle città d'arte, tutte le gelaterie, le pizzerie, le paninoteche e i ristorantini che sono sparsi in abbondanza intorno a quei luoghi noiosi, scuri, pieni di polvere e di paccottiglia di secoli e secoli fa, per vedere i quali ci si mette in fila solo per il piacere, masochistico, di fare una bella sudata in compagnia.
Proverbi
Non impresterai né il tuo nome, né il tuo cavallo, né il tuo libro.
G. Rajberti, Sul gatto, 1845. Online su LiberLiber.
Intolleranza
Chi si mostra duro e intollerante per le più compatibili debolezze umane diventa odioso, e la sua parola perde ogni efficacia anche quando s'indirizza a combattere le vere magagne sociali.
G. Rajberti, Sul gatto, 1845. Online su LiberLiber.