A proposito di ranocchi che diventano principi, di uomini vestiti d’azzurro, di amore e sogni di ragazza, quando mi domandavano come dovesse essere il mio ragazzo ideale, non rispondevo nulla. Però mi hanno sempre detto che ho le idee molto chiare.
Quando sognavo ad occhi aperti, il mio ranocchio era uno che sapesse disegnare. Immaginavo che mi regalasse disegni, di entrare in macchina e trovare un disegno per me, altro che rose e cioccolatini. Questo ranocchio portava con sé sempre un taccuino e una penna, mi faceva disegni lampo. Non mi dedicava frasi melense, ma per comunicare qualcosa mi faceva un disegno. Come il musicista che porta con sé sempre la chitarra e strimpella quattro note alla sua dolce amata e lo scrittore che inventa versi all’istante.
Non sono mai uscita con uno che sapesse disegnare, perché poi va a finire così. E ho smesso di farmi del male con i sogni. Mamma dice che ci sono molti avvocati con la passione per l’arte e il disegno, ma facciamo finta che non abbia detto nulla. Papà dice che le pretese aumentano e lui vuole liberarsi di me. Se poi un giorno dovessi ridurmi a fare un annuncio, allora io questa cosa la specifico. Comunque, non è questo il problema. Io non ho mai voluto un principe, voglio un ranocchio che diventi principe insieme a me.