da “Il Giornale di Vicenza” del 24 dicembre 2017
Nomade ai domiciliari affitta casa e delinque
Il giovane, che sconta condanna per furto, risponderà di ricettazione
di Mauro Sartori
«Deve scontare sei mesi di carcere ma gli vengono concessi i domiciliari. Solo che è un nomade e quindi deve dimostrare di avere una residenza. Ottiene in comodato gratuito un alloggio nel quartiere di Santa Croce e riparte con la sua attività illecita.
Situazione kafkiana con cui hanno dovuto fare i conti gli agenti della polizia locale nel blitz che hanno compiuto nella palazzina di via Strasseggiare. Un’operazione che portato alla denuncia di cinque nomadi per ricettazione.
L’OPERAZIONE. In luglio c’è chi nota un via vai sospetto nella palazzina che si trova nelle vicinanze della scuola.
È l’amministrazione a farsi carico della segnalazione al comando di polizia locale, che avvia le indagini. Con il mandato del Tribunale di Vicenza, gli agenti eseguono una prima perquisizione di un appartamento e di un garage: dove vengono trovati un ciclomotore “Aprilia” senza targa ed un motociclo “Piaggio”. Nel riscontro immediato non sembrano rubati ma i sospetti restano. Esami più approfonditi testano che il numero di telaio dell’Aprilia era stato abraso e successivamente rifatto. Per quanto riguarda il “Piaggio”, invece, è stato necessario procedere ad una ricerca che ha coinvolto direttamente la casa costruttrice. Da qui, gli agenti della polizia consortile sono riusciti a risalire al concessionario da cui poi è partita un’ulteriore ricerca di ogni proprietario. L’ultimo tra questi era un valdagnese a cui il mezzo era stato rubato a giugno. Ha riconosciuto il ciclomotore ed ha subito notato che alcune parti erano state sostituite e riverniciate. Anche in questo caso il numero di telaio era stato alterato, grazie alla sostituzione con una parte di un altro mezzo dismesso. In assenza di prove sui furti, scatta la denuncia per ricettazione nei confronti di K.C. di 29 anni, G.C., 60enne, così come T.B. donna di 56 anni e M.C. 33Enne, tutti di Schio; di Santorso è A.I., 22 anni.
LA SCOPERTA. Il primo dell’elenco è Key Caris, l’ultimo Andrea Innocenti. I due erano stati arrestati dai carabinieri in flagranza di reato il gennaio scorso, mentre rubavano una borsetta da un’auto in sosta a San Vito. Furono fermati mentre erano in fuga su una Jaguar, dopo aver prelevato 2.500 euro col bancomat sottratto. E si sospettava fossero tra gli autori di altri colpi, almeno una trentina, fra cui quelli del pc e della fotocamera di padre Luca, frate cappuccino in missione a Giavenale. Il giudice li condannò ad un anno e ad una multa di 200 euro. A Caris restavano sei mesi, da scontare con una misura alternativa alla detenzione, ovvero ai domiciliari. Così è andato ad abitare nell’alloggio di S.Croce, chiedendo la residenza, che non è stato possibile negargli. Da una parte ha evitato il carcere ma dall’altra ha messo in piedi un’attività illecita di ricettazione. Ora la polizia locale, guidata dal comandante Giovanni Scarpellini, ha richiesto la revoca della misura alternativa. E oltre alla denuncia per ricettazione, nei suoi confronti partirà anche quella di evasione.»
Il commento è ovvio: se questa è la legge, c’è qualcosa che non va, decisamente. E se qualcuno provasse a giustificare e comprendere i termini della legge attuale (ad esempio col solito “non servono nuove leggi, basta applicare quelle esistenti”), il comodato gratuito per la casa al condannato, la concessione degli arresti domiciliari a tale personaggio, ecco, costui sarebbe da ritenere, a mio avviso, o proveniente da un mondo alieno o se, terrestre, un favoreggiatore, un complice, direi persino connivente con chi commette il reato (concorso esterno in associazione malavitosa, se esistesse l’articolo del codice penale).
P.s.: a tutt’oggi (29 dicembre 2017), non ho trovato traccia dell’articolo sul sito del giornale: un caso? Mah, a pensare male si fa peccato, ma...














