Liriche (2010-2012): Cane e padrone
quante volte ho urlato dentro
crude attese in fondo ai giorni
figlio dei ritorni mancati
prismi di giochi abbandonati
l' anima in attesa che ricorda
lacrima asciutta
anima dei ricordi più amari
quando i padroni sono andati fuori.
sorridendo già mi guarda
calda e scura la sua ciglia
o se tu fossi il mio signore
io vivrei aggrappato al cuore.
prendi questo volto ignoto
luce accesa sopra il mare
viaggia fino a questo cantiere.















