Te lo dico ora, che non ci sei, chissà che stai facendo. Ti dico che ti voglio bene e che lo faccio con l'anima e con il cuore. Ti dico che per me sei importante, sei una persona speciale, mi sopporti un sacco e, nonostante tutto, rimani ancora. Penso che tu sia una persona troppo buona, penso che tu sia troppo e tutto per me. Ti ho già detto che non me lo merito e lo ribadisco. Costruisco muri invisibili, soltanto perché non voglio credere nella possibilità che qualcuno possa seriamente volermi bene e trovo ogni scusa adatta per rendermi conto che, alla fine, tutto ciò che mi dite, tutto ciò che mi dici, non è reale. Ti chiedo scusa, te lo chiederei in ginocchio. Per tutte le volte che hai dovuto abbassare i miei muri, distruggerli, per farmi vedere la verità. Ti chiedo scusa e ti ringrazio. E ti penso e ti abbraccio con la mente, vorrei piangere sulla tua spalla e farti capire quanto mi dispiace. Ti penso, ti ho pensato tutto il giorno. Sicuramente sarai già andato a letto, starai già sognando, per quelle tue maledette ore di sonno obbligatorie, che mi rubano un sacco di tempo, tempo che non passo con te. Ti penso che ti aggrovigli nel letto, chissà forse qualche sogno erotico ti sta attraversando il cervello. Muoviti Andrea, muoviti nel letto, tra i tuoi sogni e poi fallo pure con me. Muoviamoci insieme. Cresciamo insieme. Facciamo in modo che tutto ciò rimanga eterno, che tu possa pensarmi come un ricordo fisso ed immobile, che nemmeno la perdita della memoria può cancellare. Facciamo così, niente più litigi, niente più frasi cattive, niente più toni alterati, cresciamo insieme soltanto con la voglia di scoprirsi, di voler far mio ciò che pensi e di voler far tuo ciò che è mio. Scopriamoci senza catene, sciolti, non mi è mai piaciuto rimanere bloccato. Eleviamoci insieme. Portami nella tua testa, dove non sono mai stato. Accompagnami fuori dalla mia malattia. Muoviamoci insieme verso qualcosa di più alto ed astratto ed attraverso l'astrazione stessa, facciamo in modo che diventi reale. Ti amo.