Leggendo le liste degli elettori
Scrutatrice#1: Uh e vedi? Questo di chiama Gambacorta!
Scrutatrice#2: Ahah e qual è il nome? Gamba?
Scrutatrice#3(Io): =.="

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Leggendo le liste degli elettori
Scrutatrice#1: Uh e vedi? Questo di chiama Gambacorta!
Scrutatrice#2: Ahah e qual è il nome? Gamba?
Scrutatrice#3(Io): =.="
Today Italians have voted and won! We are against nuclear power! We want free public water! We want Berlusconi on trial!
Uninstalling Silvio... 57%
Ho trovato – sai che novità – che la chiave per distinguere le persone che ragionano da quelle che non lo fanno è la più banale: chi ci ha ragionato ti spiega che sono temi complessi, e ha dei dubbi. Chi riesce ad articolare tutti e quattro i propri voti nello spazio di uno slogan, è inutile da ascoltare per farsi un’opinione.
Giovanni Fontana, Distanti saluti
Fratello Sole e Fratello Vento sono gratis e di tutti. Però benefattore è chi di pala o di pannello ne consente la predicazione. Ed è benefattore tanto meritevole che tutte le volte che paga la bolletta della luce Lei è felice di sapere che sta (anche) remunerandogli sino a oltre il 15% il capitale investito. Quello che fa l’acquedotto però e invece è peccatore; e riconoscergli il 7% empia simonia.
Christian Rocca, L’acqua è gratis. Il tubo no
Esprimere un voto consapevole su almeno tre dei quattro quesiti referendari, quelli sull’acqua e sul nucleare, richiede conoscenze precise e approfondite. Non sono cose che ci si può far spiegare dai comici. Non ci si può far convincere dai bannerini su Facebook, né dagli slogan e dalla propaganda. Per votare bene bisogna avere quelle conoscenze o bisogna avere voglia di farsele, con umiltà e disponibilità a cambiare idea. Davanti all’oggettiva complessità delle questioni e alle balle che circolano – sappiate, per dire le più grosse, che non si vota né sulla privatizzazione dell’acqua né sull’introduzione dell’energia nucleare – la cosa che mi ha più sconfortato è stato vedere come in questa occasione la sinistra ha surclassato la destra in quanto a bugie, slogan ingannevoli e propaganda senza scrupoli. Surclassato, proprio senza paragone.
Francesco Costa, Mi piace la democrazia (o anche: cosa voterò ai referendum)
L’acqua costa troppo poco. Mi son fatto due conticini: un litro d’acqua del rubinetto costa, in media, meno di 0,001 euro. Dieci litri d’acqua costano meno di un centesimo. Aprite il portafoglio, prendete quella monetina di rame e pensate a quanto occupano dieci litri d’acqua. C’è chi, in bottiglia, la paga 2 euro. C’è poco da fare: se una cosa è praticamente gratuita è molto difficile convincere le persone a non sprecarla. Se davvero è un bene “prezioso”, come si sente dire spesso, è giusto che costi
Giovanni Fontana, Il referendum fa acqua (questo non significa che vada privatizzata, ma comunque se l'unico argomento per non privatizzarla è "dopo costa di più" è un argomento che non vale nulla)
Il video di Adriano Celentano andato in onda con grande compiaciuta sottolineatura di Michele Santoro ad Annozero ieri sera non è solo una accozzaglia inascoltabile di immagini, suoni e messaggi millenaristici raccolti da uno strano ex cantante trasformatosi nel tempo in santone. È anche la dimostrazione di come, forse razionalmente, il giocare sporco sui temi del nucleare sia ancor oggi ritenuto plausibile e utile, per lo meno da una certa sinistra italiana invecchiata e triste. Vengono in mente i ciellini che negli anni settanta terrorizzavano gli studenti delle scuole superiori invitandoli a guardare documentari su cruente pratiche abortive, nel tentativo di scatenare riprovazione e guadagnare consensi ai tempi del referendum sull’aborto. Erano pessimi quelli e sono pessimi questi.
Massimo Mantellini, Memorie su Adriano
Innesca l'effetto domino, condividi e vieni a Votare! 12-13 giugno 2011 #nocleare