( … ) Molle, granulosa, la realtà torna quella che era e che non avrebbe mai dovuto essere. Al posto dello scampanellio di ciotole e posate, lo stridio di macchinari velati di polvere; al posto dell'aroma del caffè, un acre odore di sangue e disinfettante.
Carl si guarda attorno e si gratta la guancia: era un ricordo o un sogno a occhi aperti? In ogni caso, non ha importanza. È un mondo perduto quello che si è lasciato alle spalle, un mondo che è stato sepolto e si è decomposto; e se lui ancora lotta per qualcosa, qualcosa di diverso dalla salvaguardia del proprio corpo, non s'illude certo di poter riportare in vita quel mondo. Sarà anche ingenuo, ma non è stupido.
Ciò che è stato distrutto non gli verrà restituito, in questa nuova era, l'era in cui ci si sveglia a notte fonda temendo di essere mangiati, c'è poco spazio per la speranza. Eppure Carl è ancora lì; è lì a proteggere il proprio cuore, a fare in modo che non gli venga strappato, che non vengano alterati i suoi battiti. Non avrà più una casa Judith, neanche suo padre; ma è ancora un essere umano, ha ancora se stesso e dev'essere per forza rimasto qualcosa di bello da qualche parte.
Carl Grimes lotta per questo. Il segreto è essere adattabili, abituarsi a tutto, alle ferite, alle perdite, accontentarsi del poco che si ha, essere sempre pronti a ricominciare da zero.
All'inizio è difficile, ma poi passa. — ᴛʜᴇ ᴡᴀʟᴋɪɴɢ ᴅᴇᴀᴅ, carl & rick grimes.














