“...esiste la convinzione che fare un percorso spirituale renda buoni e gentili, ma non è sempre cosí, anzi, si consapevolizza il dolore, si guardano in faccia i mostri personali e si diventa diretti, chiari, lucidi, a volte spietati, e si fa chiarezza. Si rimettono le cose al proprio posto, si fanno saltare schemi ed equilibri. Poiché fare un percorso spirituale a volte significa fare un gran casino. È Ulisse che torna a Itaca, e fa una strage. Non si è sempre simpatici quando si è consapevoli, non si è sempre buoni e nemmeno fintamente gentili, poiché la consapevolezza non ha paura, e non prevede aggiustamenti. Perché la strada della consapevolezza a volte è lastricata di vaffanculo, poiché chiede rispetto, amor proprio, dignità, giustizia, e allora sarà possibile andare oltre... “
- Advanced Mind Institute Italia
Non confondete gli indifferenti con gli illuminati, né i risvegliati con gli stronzi.











