a me son sempre piaciuti
più quelli che ci provano
di quelli che ci riescono
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a me son sempre piaciuti
più quelli che ci provano
di quelli che ci riescono
Le piacevano molte cose, molte di più rispetto a quelle che le piacevano prima, quando era sana; le piaceva il sapore del cibo, di quello che beveva; le piaceva il cielo e iniziò a guardarlo. Le piaceva stare ferma a seguire le nuvole nelle giornate di temporale, le piaceva il fatto che davanti fossero nere e cattive e che dietro, invece, il cielo fosse sgombro e limpido. Le piacevano gli odori, guardare in maggio le balle di fieno nei campi, vedere le gemme spuntare e poi trasformarsi in foglie, i boccioli dei fiori e poi i petali sbucare, delicati come delicata si sentiva lei. Passava il suo tempo appoggiata al davanzale della finestra a guardare la natura rifiorire, sorrideva e le piaceva stare ferma, le piaceva essere lenta, svegliarsi al mattino e annotare i cambiamenti nel mondo che andavano di pari passo ai cambiamenti che sentiva smuoversi dentro di sè. Smise di considerarlo tempo perso, smise di correre, di sentirsi oppressa e oberata dalle cose da fare, iniziò a tenere la casa in disordine, i vestiti sparsi ovunque, le ragnatele sul soffitto, la polvere sui mobili; puliva quando ne aveva voglia.
Roberto Camurri, A misura d’uomo
Lui si volta verso di lei, si guardano, i capelli spettinati dal vento, i visi così vicini che se avessero voglia potrebbero riconoscere sulla loro pelle il momento in cui si sono perduti.
A misura d'uomo, Roberto Camurri