Con pinne, fucile e Karibean
Ombrelloni in posizione, super santos d'ordinanza e imbarazzanti tintarelle da working-class hero.Non manca niente.
Alla Bella Stagione è tutto pronto per i Karibean (Enrico Carletti, Corrado Verdolini e Luca Gobbi),che a poco più di un anno dall'uscita dell'ep d'esordio Love,Tears and Spiritual Blessing (in free download qui) tirano fuori Andersen, la nuova creatura del surf-wave madeinitalì (in streaming qui).La costa est incontra quella ovest,e noi di Hope it rains non potevamo sperare di meglio per fare quattro chiacchiere!
1.Raccontateci che cosa c'è dentro Andersen, e come ci avete lavorato.
Enrico: Dentro Andersen c’è un anno di lavoro in sala prove e di concerti in giro per lo stivale. C’è la voglia di progredire e migliorarsi e comunicare il nostro linguaggio k-numerico-armonico-fotonico, con maionese. C’è il signor Andersen che è un centravanti Svedese con gli occhiali e la barba nera, che a suon di gol, si spera, ci porti dalla serie zeta alla serie x.
2.Una cosa bella e una cosa brutta di far musica in Italia.
Enrico: La cosa bella è che ci sono un sacco di matti, e tanti personaggi di cuore. Gente che si sbatte per farti suonare nei posti più insospettati. Tante band amiche con le quali abbiamo un ottimo rapporto e uno scambio “artistico”. La cosa brutta è che tutto è esattamente come ai tornei di tennis di quando eri figliolo: ci son le teste di serie, i clan e gli amici dei giudici di gara, il rappresentante della prince o della dunlop, e quelli che si allenano da Nick Bollettieri o da Peppe de Pippacciò: nel complesso cmq una distanza totale dal rock’n roll. Non tanto dagli oldies o dai “retrovirus”, ma proprio dallo spirito elettrico di quella matta musica. Vedo tanta attenzione ai tecnicismi e agli intellettualismi voluti o auto imposti e poche volte qualcuno felice di stare dalla parte del rock’n roll. Noi qui alla bella stagione lo vogliamo gridare forte: I Karibean stanno dalla parte del rocchenroll !!! Pur avendo una fornita biblioteca casalinga.
3.Un superpotere che vorreste avere.
Corrado: Fermare il tempo.
4.Tre dischi che vi hanno segnato.
Enrico: Una marea, cmq così al volo: Ramones -Subterrain Jungle, Beach Boys -Pet sounds,The Smiths -The Smiths.
Corrado: Tanti, ora me ne vengono in mente tre: No fx -Punk in drublic, U2 -The joshua tree, Nirvana–Nevermind.
5.Cosa vi fa venire in mente la bella stagione? Avete un ricordo estivo a cui siete particolarmente affezionati?
Enrico: Mi sa che ti abbiam già risposto lo scorso sabato sera ehehehehe.
6.Un altro EP nel giro di un anno, siete affezionati alla formula breve, o è una scelta precisa?
Enrico: Non c’è una regola, l’Ep ci piace perché è una fotografia più chiara del periodo che la band sta vivendo. Ovviamente sarebbe bellissimo misurarsi con la creazione di un disco, una grande sfida per noi Karibean. Magari il prossimo anno.
Corrado: Volevamo buttare fuori quello che avevamo nell’imminente e far sapere a tutti che ci stavamo evolvendo e che non c'eravamo adagiati sui pezzi precedenti.
7.Le vostre canzoni sembrano targate East-Coast. In Italia è difficile trovare qualcosa di simile che non puzzi di copia-carbone.Preferiamo specchiarci nella figura del cantautore/letterato/rigidamente italiano? Cosa ne pensate, vizio o virtù?
Enrico: In parte ti ho risposto già sopra. Personalmente non mi considero un esterofilo, amo tantissima musica cantata in italiano, specie di band contemporanee, dove vedo grande fermento e tanta qualità, che solo fino a quattro anni fa per dire, non c’era. In sintesi se una canzone è fatta bene, mi gusta sia cantata in inglese che in italiano.
8.Un pezzo immancabile in una compilation estiva.
Enrico: Ask degli Smiths.
Corrado: Un bel pezzo dei Girls.