Luca Marini reviewing the Mandalika circuit with Valentino Rossi

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Luca Marini reviewing the Mandalika circuit with Valentino Rossi
Mio fratello non mi ha mai detto platealmente "ti voglio bene", ma:
- in qualsiasi momento importante/difficile la sua mano ha sempre stretto la mia;
- asseconda ogni mia idea stupida e non mi dice mai "te lo avevo detto" anche se me l'aveva detto;
- in un periodo in cui sono stata male, dormiva accanto al mio letto in ospedale e mi faceva le punture quando sono tornata a casa;
- quando ascolto musica che detesta lascia che io alzi il volume al massimo;
- mi lascia sempre i pezzi di cibo migliori;
- quando siamo insieme in luoghi affollati mi cerca con lo sguardo per vedere dove sono e non mi perde mai di vista;
- ora che siamo lontani mi manda i meme più folli del mondo e quando mi viene a trovare cucina sempre per me.
Non mi dice mai che mi vuole bene, ma me lo dice sempre.
La Qualità...
... nasce dalla quantità di Rispetto investito per ottenerla...
DOMENICO CAPASSO - Ganbaru
... Buongiorno
Rimpatriata con i fratelli di sempre.
Essere figlia unica è qualcosa che pochi capiscono davvero. Da fuori è facile giudicare, etichettare con parole come "viziata" ed "egoista", quasi fosse una condanna scritta nel mio destino solo perché non ho fratelli o sorelle.
Da bambina ho imparato presto a inventare giochi per conto mio, a creare mondi immaginari dove non serviva nessun altro per divertirmi. Ho dovuto affrontare il silenzio della casa quando i miei genitori erano impegnati, il peso di non avere qualcuno con cui spartire le colpe, le risate, le avventure. Ho dovuto sviluppare un’indipendenza che gli altri, circondati da fratelli e sorelle, non conoscono.
E poi c’è la responsabilità. Crescendo, si diventa consapevoli che un giorno tutto graverà su di te. Non ci saranno spartizioni di doveri, nessun altro che potrà prendersi un pezzo del carico quando i genitori invecchieranno. Sei tu, sola, a dover essere forte. Sei tu quella che non può permettersi di sbagliare.
Eppure, nonostante tutto, continui a sentirti dire che sei fortunata, che hai avuto tutto per te, che non sai cosa significhi condividere. Ma nessuno si chiede cosa significhi non avere qualcuno con cui dividersi il peso delle cose, con cui crescere fianco a fianco, con cui affrontare il futuro. Nessuno vede il lato meno romantico della solitudine.
Forse sono stata viziata, sì, ma non nel modo in cui pensano gli altri. Sono stata viziata dalla necessità di bastarmi, dalla consapevolezza di dover essere autosufficiente, dal silenzio che mi ha insegnato a resistere. E se questo è egoismo, allora che lo sia. Perché è solo così che ho imparato a stare in piedi da sola.
Comunque avere dei fratelli/sorelle non è sempre una bella cosa.
lucrezia borgia, richard oswald 1922
“ Ora facciamo bene attenzione, perché nessuno sembra rendersene conto: gli uomini che sono andati a letto con la stessa donna, anche se non contemporaneamente, sono tutti imparentati fra di loro. Purtroppo leggi, costumanze e vocabolario ignorano questo tipo di parentela, e non esiste parola, in nessuna lingua nota, che la indichi. Eppure la parentela c’è. Due uomini che si uniscono carnalmente con due donne, le quali siano fra di loro sorelle, diventano cognati e questa parentela è riconosciuta da tutti, anzi lodata (“fratello-in-legge” dicono gli inglesi, “bel fratello”, aggiungono i francesi). Molto maggiore dovrebbe essere il vincolo della parentela quando i due si coniugano con la medesima donna. Più che cognati, sono quasi fratelli, sono, se così può dirsi, fratelli inversi. La parentela è innegabile e anche fruttuosa qui in Italia, Paese, come sappiamo, che tiene in gran conto l’istituto familiare, e funziona soprattutto grazie a una fitta rete di consorterie fra parenti. A volte si tuona contro il sistema, ma a ben pensarci in particolare in alcuni casi quei legami tribali hanno evitato guai peggiori: c’è sempre, in Italia, un cognato che arriva con la grazia quando tu sei già davanti al plotone di esecuzione. E nulla esclude che anche i componenti di quel picchetto siano, alla lontana, parenti tuoi: o compaesani, o compagni di scuola o di vita militare. “
Luciano Bianciardi, Non leggete i libri, fateveli raccontare. Sei lezioni per diventare un intellettuale dedicate in particolare ai giovani privi di talento, Edizioni Stampa Alternativa/Nuovi Equilibri (collana Eretica), 2008; pp. 54-55.
NOTA: Il libro raccoglie sei ironici articoli pubblicati nel 1967 su sei numeri consecutivi di “ABC”, settimanale culturale milanese anticonformista e anticlericale che aderì a numerose campagne civili (aborto, obiezione di coscienza, libertà sessuale, laicità dello Stato). Significativa fu la sospensione delle pubblicazioni di questo periodico nel 1975 dovuta, secondo Lidia Ravera, al titolo di copertina «Polizia assassina».