la maschera dell’istrionico cerca di coprire la rabbia narcisistica, e di trasformarla in seduzione, creatività, fascino. La decisione della maschera è: “ti sedurrò, così avrò la tua ammirazione di cui ho bisogno!”

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la maschera dell’istrionico cerca di coprire la rabbia narcisistica, e di trasformarla in seduzione, creatività, fascino. La decisione della maschera è: “ti sedurrò, così avrò la tua ammirazione di cui ho bisogno!”
Capitalismo terapeutico e Grande Reset - Mauro Scardovelli e Diego Fusaro
Capitalismo terapeutico e Grande Reset – Mauro Scardovelli e Diego Fusaro
Summary Il potere utilizza abilmente il Covid-19 a proprio beneficio, per rinsaldare la propria struttura, per abbattere i residui limiti e neutralizzare il crescente dissenso verso le élite. Transcription
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Perché partecipare a Sacrofano (12-14 Novembre)
Perché partecipare a Sacrofano (12-14 Novembre)
ISCRIVITI IN PRESENZA: https://www.unialeph.it/…/la-rivoluzione…/ ISCRIVITI ONLINE: https://www.unialeph.it/…/la-rivoluzione…/ PRESENTAZIONE CONVEGNO: https://www.unialeph.it/la-rivoluzione-costituzionale/https://fb.watch/97fOpJ_Mr3/
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La vera rivoluzione è quella dolorosa fatta allo specchio
La vera rivoluzione è quella dolorosa fatta allo specchio
Ritorniamo a scrivere, in questa quaresima di silenzio, per consigliare la visione di un ottimo intervento che il filosofo Nicola Donti diede presso l’università di UniAleph di Mauro Scardovelli ad inizio 2019. Il sunto di questa mezz’oretta, che passa fulminea per la bravura oratoria del buon Nicola, è questo: la vera rivoluzione è quella che ognuno fa su di sé. La solita trita banalità? Si,…
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Dibattito sui “Beni Comuni” Guarda "I BENI COMUNI SONO LE COSE CHE CI APPARTENGONO - Paolo Maddalena e Mauro Scardovelli"
Il cuore dell’Ego è il narcisismo: il proprio io diventa misura di ogni cosa, il centro del mondo, attorno a cui tutto il resto ruota. Gli altri diventano oggetti da manipolare e sfruttare per soddisfare i propri bisogni e desideri. Sentendosi nel giusto, dandosi ragione perché non c’é empatia, né compassione. Gli altri, come persone libere e autonome, non esistono proprio. Il narcisismo ci rende ottusi e spietati. Pigri, perché altri devono fare al nostro posto. Grandiosi, perché gli altri devono riconoscere che siamo speciali, superiori, assolti dalle regole di convivenza e dalle incombenze comuni. Sforzo e impegno sono parole che il narcisista detesta. Lui è diverso, le cose gli sono dovute. Segue sempre la via di minore resistenza: gratificazione immediata, piaceri facili, piaceri orali, senza fatica. Pigrizia, disordine, mancanza di disciplina sono le sue pratiche comuni.
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La rabbia narcisistica è incontenibile, perché trova il suo alimento non nella situazione attuale, ma nelle umiliazioni ricevute in passato, alle quali il narcisista ha detto: MAI PIU’. E’ un fatto di sopravvivenza: l’organizzazione narcisistica si è formata per salvare il paese dall’annientamento, dalla distruzione dell’identità, sotto il fuoco incrociato delle umiliazioni e delle squalifiche dei propri sentimenti. La legge dell’informatica: garbage in, garbage out, è valida anche per la psiche. Esce quello che è stato messo dentro, con qualche variante e adattamento. Il narcisista riproduce la medesima danza che è stata praticata con lui. Restituisce agli altri le esternalizzazioni ricevute, sentendosi in diritto di farlo: gli altri non sono migliori di me.
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Ma perché il narcisista ricerca il potere? Perché è fragile, perché ha i piedi di argilla. Accanto all’immagine grandiosa che esibisce all’esterno, convive l’immagine da cui egli cerca disperatamente di fuggire: quella di essere una nullità, senza alcun valore. Il narcisista teme il giudizio e teme la critica, anche costruttiva, perché lo richiama alla realtà. Ma la realtà, per lui, dietro la maschera grandiosa, è il vuoto, la nullità dei sentimenti, l’insignificanza. Il narcisista ha paura di rivelarsi, perché nel suo profondo si sente inaccettabile. Se l’immagine negativa sale alla superficie, egli si sente perduto. Riaffiora il dolore e il senso di umiliazione: si sente debole, esposto, impaurito. Il narcisista disprezza i sentimenti degli altri perché disprezza i suoi stessi sentimenti, quelli autentici, quei sentimenti che lo portano a ricontattare il dolore e la depressione originaria. Da quei sentimenti si è distaccato, scegliendo la via schizoide dell’alienazione e la loro copertura attraverso la rabbia. Se guardiamo la superficie, del narcisista vediamo l’arroganza e la prepotenza verso gli altri. Se guardiamo in profondità, attraverso gli occhi dell’anima, vediamo che egli pratica la danza della prepotenza in primo luogo nei confronti di se stesso, nei confronti delle proprie parti tenere e dei suoi sentimenti più intimi. Il cuore della sua anima, il flusso dei sentimenti profondi, è impedito e imprigionato. Carceriere di se stesso, è diventato captivus, cattivo. Separandosi, alienandosi da sé, ha tradito la propria anima. Abbandonato il sinballein, la scintilla divina, la coscienza ubuntica, la fiducia nel tutto, si è affidato al diaballein, al diavolo, al grande mentitore interno.
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