Qui.
seen from Malaysia
seen from China
seen from Macao SAR China
seen from Malaysia
seen from China
seen from Canada

seen from Maldives
seen from United States

seen from Maldives
seen from Russia
seen from Denmark
seen from Russia

seen from Canada
seen from China

seen from United States

seen from Australia

seen from Mexico
seen from Poland
seen from United States

seen from Maldives
Qui.
Vino per la mamma
Spike camminava troppo velocemente per capire che genere di andamento potesse avere_Infilava passo dopo passo, sembrava non toccasse nemmeno il cemento disconnesso del marciapiede che lo portava ad una pendenza del trenta percento_
La pioggia fina lo toccava forte, tantissime piccole dita che lo punzecchiavano. Tantissime fottute dita gelide.
Gli occhiali da sole ed il sombrero che aveva indossato prima d’uscire, lo aiutavano a riparare gran parte del suo corpo, vero però che i calzettoni bianchi che stringevano i suoi polpacci erano oramai zuppi, puzzolenti e producevano dei suoni ad ogni passo. Cazzo che fastidio quel suono.
Easy, tranquillo Spike.
Sul lato destro del suo torso aveva fatto tatuare la lista della spesa che sua madre aveva lasciato scritta col pennarello sul tavolo della cucina.Pari pari: due pachetti di MESSAGGIO (usava le doppie quanto usava lo spazzolino), quelle color bronzo, la Sprite, spaghetti, scatolette tonno, forchette plastica e piatti (queli che costano meno), pepite di pollo, vino per la mamma.
Lui la spesa l’aveva anche fatta quel pomeriggio, ad essere sincero due giorni dopo essere rientrato dal Minimarket davanti alla stazione dei treni, si era anche acceso una MS con i fiammiferi che stanno sempre sul comodino. Si era sentito davvero fico, tenendo la sigaretta come Drigo, l’unico amore della mamma.Un giorno Spike sarebbe diventato proprio come lui, tale e quale, sguardo sprezzante, citazione da Pinterest sempre pronta e fischiettamento sempre dannatamente intonato.
E’ con lui che avrebbe continuato a vivere, sempre se così si può definire il lasso di tempo tra i nove anni ed i raggiunti diciassette. Momento in cui aveva riempito due secchi verdi che Drigo usava per mettere a mollo le birre nel ghiaccio, ci aveva lanciato le sue due camicie nere, due paia di pantaloni qualche mutanda le sue matite da disegno ed era spa.ri.to.
Sul tavolo aveva lasciato la sua personale lista della spesa, proprio accanto quella scritta in pennarello dalla madre; sale grosso del cazzo di Himalaya, topinambur, farina di germe di grano, papaya, colla di pesce in fogli, cremor tartaro.Nemmeno sapeva cosa fossero l’ottanta per cento delle cose che aveva elencato ma aveva sempre desiderato comprarle e avere il contante per arrivare alla cassa dalla Sara, appoggiare tutto delicatamente sul nastro e guardare la faccia di lei stupefatta mentre non poteva fare a meno di pensare che quello si che era un ragazzo da frequentare.
Divideva un letto matrimoniale con Max.Il letto della nonna di Max che provvidenzialmente si era levata di torno definitivamente due mesi fa. Era fuggita in camper con la sua dirimpettaia. Il camper di Max. Non sarebbe rimasta via a lungo, gli amori lesbo si sa, vanno e vengono.Gli pareva del tutto equo e sacrosanto aver occupato, di tutta risposta i suoi centotrenta metri quadri, piazzando birre da 75ml in ogni angolo della casa, giusto per evitare il tragitto fino alla cucina.
Dormivano come una coppia quei due, cenavano insieme tutti i maledetti giorni della settimana, rigorosamente sul tavolo di mogano della sala da pranzo. Il tavolo da pranzo della nonna di Max. Un pezzo dell’ottocento.
Spike apparecchiava di tutto punto, non disponevano d’argenteria o ceramiche s’intende (la nonna si era guardata bene dal lasciare oggetti che si potessero facilmente rivendere), ma aveva una nutrita collezione di piatti e bicchieri uno diverso dall’altro. Il servizio con i parallelepipedi di color pastello era il preferito di Max e Spike questo lo sapeva bene. Non mancava mai di metterlo a tavola ogni qualvolta Max rientrasse a casa con gli occhi scuri ed un odore di sconfitta addosso. Il mondo fuori lo aveva vinto, tre a zero oggi e la partita si rigiocava domani.Ovviamente.