I miei amici scheletri.C’è un momento preciso in cui ti ritrovi a fare i conti con il passata, un momento in cui gli scheletri sono stufi di rimanere nell’armadio e che anche loro, sofferenti per il caldo, decido di tenerti compagnia la notte.Che poi compagnia non si può definire. Sono sicura che nessuno di loro in realtà vuole farmi soffrire o cose del genere ma per lo più lo fanno senza pensarci.Mi piace definire i miei ‘’ scheletri ‘’ come persone che non sanno comportarsi e quindi li paragono a quelle persone un po odiose, a cui però non puoi dare una colpa, che continua insistentemente a fare domande o affermazioni poco carine al quale tu rispondi una faccia sconcertata e con qualche lacrima che non riesci a trattenere e che dopo averti fatto piangere se ne escono con ‘’scusa è che quello che penso dico’’.Io e le mie ansie abbiamo avuto un rapporto breve ma intenso.Non ricordo esattamente il giorno in cui lei si è avvicinata a me ma semplicemente da un giorno all’altro me la sono trovata di fianco a letto che mi sorrideva.Mattina,notte,sera, lei era sempre li, non mi lasciava mai sola.Mi ricordo che all’inizio era quasi un divertimento, quando raccontavo a qualcuno quello che la mia stupida testa elaborava, alla fine ci ritrovavamo tutti e due a scoppiare in una grossa risata.Quelle risate, volta dopo volta sono diventate il mio incubo.Mi rigiravo nel letto pensando che era solo una cosa momentanea, che un giorno forse sarebbe finita, ma più dicevo così, più la mia amica ansia si stringeva a me, fino a togliermi il fiato.Ho passato tante notti sull’orlo di soffocare, sull’orlo di urlare fino a farmi esplodere le corde vocali.Ho passato tante notti pensando che non ce la potevo fare.Arriva poi quel momento bellissimo in cui cominci a ricevere pareri sulla tua sofferenza e magari la cosa all’inizio ti fa piacere, pensi che magari è quello che ti serve, sentirti dire che non è niente, che è un periodo o magari addirittura gli ormoni.Ma non è così, ora oltre le risate e le mille cose che la tua testa elabora, si aggiungono le parole di chi ha voluto dire la sua, che si aggiungono al motivo per cui tu e la notte siete diventate due cose uniche.Ma non basta questo, arriverà il momento in cui ti guarderai allo specchio e vedrai la tua immagine sfocata, strana e astratta, quasi come fossi un quadro di Picasso.E in quel preciso momento ti chiederai perché ti sei ridotta così, credendo di aver toccato il fondo e di essere sull’orlo di morire.E dovrai arrivare sul fondo per poi capire che in realtà non esiste questo ‘’fondo’’ di cui parlano tutti, che in realtà si cade per sempre, che non esiste buio più buio ma che semplicemente non ci sarà mai una luce a farmi compagnia.E ci sarà un preciso momento in cui sentirai il tuo nome, ti girerai per vedere chi è, e trovandoti davanti ad uno specchio vedrai la tua stessa figura riflessa dall’altra parte che guardandoti con un sorriso dispiaciuto ti tenderà la mano, che tu a fatica prenderai.Ti tirerà a se e prendendo per braccio ti dirà che sei forte e che a breve ricomincerai a vivere-