La Rosa mi ha insegnato come incarnare la mia Anima.. e piantarmi qui più profondamente che mai…
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La Rosa mi ha insegnato come incarnare la mia Anima.. e piantarmi qui più profondamente che mai…
A quel "Tu sei speciale" non so mai se crederci. Alla fine ti trattano come tutti gli altri
Sfida di scrittura
Ho trovato questa sfida su Instagram e la giro anche a voi: se pensi di essere uno scrittore, dimmi "sono geloso" senza dire "geloso/gelosia". Puoi usare qualunque tecnica di scrittura, prosa o poesia.
Esiste un limite sottile oltre il quale la bontà smette di essere percepita come una virtù e diventa, agli occhi di chi non sa guardare, una colpa o una strategia. È in questo spazio d'ombra che fiorisce la delusione più amara. Come scriveva Oriana Fallaci: “Niente ferisce, avvelena, ammala, quanto la delusione. Perché la delusione è un dolore che deriva sempre da una speranza svanita, una sconfitta che nasce sempre da una fiducia tradita cioè dal voltafaccia di qualcuno o qualcosa in cui credevamo.”
Credevo di aver trovato, tra i banchi di questo corso di contabilità, un porto sicuro. Invece, mi sono ritrovata immersa in un oceano di giudizi gratuiti e meschini. È devastante scoprire, grazie a una mia amica che mi ha rivelato la verità al telefono, che la mia gentilezza, i piccoli pensieri per un compleanno o i gesti spontanei, siano stati sezionati e distorti da colleghe pronte a bollarli come tentativi di "comprare affetto" per colmare traumi personali. Hanno preteso di leggere nel mio passato senza conoscere una singola pagina della mia storia, trasformando la generosità in una patologia.
Ancor più doloroso è il fango gettato sul rapporto con la mia amica. Essere accusata di bullismo, io, che sul bullismo ho versato lacrime e costruito una tesi di laurea per quanto profondamente ne conosca l'orrore, è un insulto che non riesco a digerire. È un paradosso crudele: essere dipinta come l'aguzzino quando si è stati vittima, solo perché qualcuno ha deciso di giudicare dall'esterno un legame che non gli appartiene.
Questa stanchezza oggi si trasforma in una solitudine lucida e necessaria. Non c'è più spazio per la fiducia, solo per il silenzio. La giornata di ieri è stata l'emblema di questo schifo: mentre lottavo con l'emicrania lancinante causata dalla mia ciste al cervelletto, non ho trovato empatia, ma solo ulteriore pressione. Sentirsi dare colpe persino per il proprio dolore fisico, con il peso del giudizio del professore che si aggiunge a quello delle compagne, è stata l'ultima goccia. In quel momento avrei voluto solo scappare, piangere e sparire. È stata una sconfitta personale veder crollare l'illusione di un ambiente protetto.
Oggi resto sola, ma è una solitudine di difesa. Mi sento profondamente schifata da un mondo che preferisce inventare cattiverie piuttosto che comprendere la complessità di chi ha di fronte. La mia storia resta mia, e non permetterò più a nessuno di usarla per ferirmi ancora.
Alla fine il lupo è sempre il cattivo della storia se si sente solo la versione di cappuccetto rosso no?
Scusate lo sfogo, ma sono veramente schifata da questo comportamento e vedere che nemmeno si sono avute le palle di venirmi a dire le cose in faccia non so se mi faccia più ridere o rabbia.
-umi-no-onnanoko ( @umi-no-onnanoko )
Immortalo il momento, ne colgo l’essenza così come l’ho percepita sulla pelle, quasi temessi di dimenticarlo. A volte mi domando perché io non sia diventata una scrittrice, dopo un’infanzia passata tra i libri, con una madre bibliotecaria, ma l’arte è sempre stata la mia parola, i tratti sulla carta il mio modo di prendere qualcosa e renderlo eterno.
Solitudine sotto la pelle, Eris Adami
Non c'è modo migliore di comunicare che con gli occhi.
Frasi di Argeta Brozi
dimmi
che
ti
faccio
impazzire
dimmelo