Armadio sostenibile- suggerimenti x dummies.
Ho sempre pensato che vestirsi in modo più etico e sostenibile costasse tanto, e so benissimo che il prezzo più alto è assolutamente giustificato da una qualità migliore dei capi e da un trattamento più rispettoso dei lavoratori/ delle lavoratrici ma penso anche che rinnovare (o modificare) il guardaroba debba essere un processo sostenibile per l’ambiente- sì- ma anche per il portafogli.
In pre-shopping mi è capitato di partire carichissima e con tante buone intenzioni ma, alla vista di certi prezzi, mi tiravo indietro. Questo perché, detto molto sinceramente, il mio potere d’acquisto non è poi così alto! Immagino che ci siano altre persone nella mia stessa situazione, quindi ho pensato bene (spero) di scrivere qualche suggerimento che può servire a chi vuole iniziare ad acquistare in modo più consapevole e rispettoso del pianeta oppure per chi cerca solo un’ispirazione.
1) Negozi dell’usato. Per favore, smettetela di pensare che nei negozi di secondhand si trovino solo cose datate da indossare a carnevale o per qualche revival anni ‘90. Una volta tolto questo preconcetto dalla testa, fatevi sorprendere da una selezione variegata di capi. Oltre ai grandi store (per esempio: Humana Vintage Store oppure ArmadioVerde online), è importante sapere che esistono tanti piccoli store dell’usato e un modo molto semplice per trovare quelli più vicini a voi può essere la mappa della Rete Zero Waste. Quest’ultima è davvero molto comoda e discretamente aggiornata, utilissima per fare le vostre ricerche. Ormai la qualità di questi negozi è molto alta, raramente ho trovato capi in cattivo stato e l’esperienza d’acquisto è stata sempre positiva.
2) Depop: Ammetto che l’ho usato poco, ma so che si trovano bellissimi capi a prezzi molto accettabili! Credo sia un’opzione d’acquisto molto sottovalutata qui in Italia e che meriterebbe più attenzione- soprattutto se siete amanti del vintage. L’app è molto intuitiva e trovo sia facile trovare tante alternative, adatte ai tanti gusti personali. Ricordate che, se siete possibili clienti o che vogliate aprire un vostro “Depop shop”, è importante comprendere che è una piattaforma in cui le foto -luminose e chiare- fanno la differenza e possono essere determinanti per l’acquisto. L’ultimo accorgimento da avere è quello di selezionare bene i rivenditori, perché possono capitare degli account che vendono capi/accessori fast fashion spacciandoli per usato o vintage.
3) Swap party: quante volte vi è capitato di scambiarvi vestiti con amici/amiche/sorelle/fratelli/cugin*/genitori/zii/zie? E’ sicuramente la modalità di scambio (o acquisto) che più preferisco, in questo modo ho ereditato tantissimi capi e dato la possibilità ad altri miei capi di non essere dimenticati nell’ armadio. Gli swap party, in un contesto molto informale, possono funzionare come dei semplici “baratti”; ma possono funzionare anche in modo più formale e strutturato attribuendo dei “crediti in stelline” agli abiti e/o pagando una somma compensativa. La modalità di organizzazione la decidete voi!
Spero che questo post possa esservi d’aiuto, vi lascio con un ultimissimo suggerimento: comprate solo se necessario, i prezzi economici dell’usato possono ispirare tanti acquisti, ma fateli in modo consapevole e ragionato.