22 GIUGNO 2014 - COMUNICATO DELLE SENTINELLE IN PIEDI DI SIENA
Ieri notte, a Siena, le Sentinelle in Peidi, segregate imbavagliate e multate dalle autorità locali, hanno vissuto un vero e proprio anticipo di regime. La veglia di sabato 21 giugno a Siena è stata un vero e proprio anticipo di totalitarismo istituzionale e culturale. C’è stato è vero, e confidiamo nella buona fede dell’amministrazione comunale, il cambio di Piazza all’ultimo minuto comunicato con una mail illeggibile che riportava lo stesso protocollo della scandalosa lettera del Sindaco Valentini che in maniera del tutto illiberale e antidemocratica ci vietava di fare volantinaggio e di esporre il banner. Cambio repentino di piazza di cui le Sentinelle non erano a conoscenza ma i contestatori non autorizzati sì. Veramente bizzarro è stato infatti, una volta che ci hanno fatto trasferire da piazza Tolomei a Piazza Salimbeni, trovare appollaiati sul monumento di Sallustio Bandini una trentina di contestatori non autorizzati. Ma come, loro sapevano prima di noi che la piazza era cambiata? Come hanno fatto se la comunicazione, seppure illeggibile, è pervenuta solo alle Sentinelle? Avranno il palantir o il pendolino del Mago Thelma ? Misteri senesi. Grazie alle forze dell’ordine i contestatori non autorizzati sono stati invitati a lasciare la piazza alle Sentinelle che nel frattempo avevano già perso una ventina di minuti fra spostamento di piazza e liberazione della nuova piazza. Le Sentinelle NON potevano fare volantinaggio, nemmeno lasciare su un carrozzino in una scatola i volantini ed invitare i passanti a prenderseli autonomamente. Che bella aria di libertà si respira a Siena! Alle Sentinelle è stato vietato di esporre il banner, e qui il dubbio sul Comune. Sì perché la Piazza Tolomei ha un sagrato che è proprietà privata e sul quale le Sentinelle avrebbero potuto lasciare il proprio banner per informare i passanti su “chi siamo”. Ma come già detto confidiamo nella buona fede. Fate voi! La gente che passava davanti a Piazza Salimbeni non sapeva chi eravamo, certo si fermava incuriosita ma era spiazzata dalle urla belluine dei contestatori non autorizzati. Questi infatti si sono messi in bocca alla piazza gridando a squarciagola impedendoci fisicamente ed acusticamente di poter affacciarsi sul corso per spiegare ai passanti cosa facevano cento persone dritte in piedi a leggere un libro orientate tutte verso una stessa direzione. Ci siamo sentiti come imbavagliati, incatenati e ghettizzati. Eravamo noi i mostri da rinchiudere. I contestatori che si agitavano e saltellavano chiassosamente e scompostamente erano lasciati liberi di agire. Anzi fra loro abbiamo potuto riconoscere un consigliere comunale che sembrava avere molto ascendente sui contestatori ma anche sulle guardie municipali. Non potendo muoversi né parlare siamo ricorsi al megafono e, rompendo il silenzio che ci contraddistingue, abbiamo dato lettura del volantino che ci hanno DEMOCRATICAMENTE impedito di distribuire e del comunicato stampa inviato il giorno stesso a tutti i MEDIA locali che solo in pochi, coraggiosi giornalisti, hanno pubblicato. La cosa ci è valsa 100 euro di multa che i vigili urbani ci hanno comminato per l’uso del megafono. Abbiamo controbattuto:« ma lo abbiamo dovuto usare perché questi contestatori non autorizzati non ci hanno fatto parlare e il loro schiamazzo non conta per voi?»”. Le guardie per tutta risposta ci hanno informato che gli schiamazzi sono dopo le undici di notte, altre guardie ci hanno sorriso dicendo che non potevano impedire ai contestatori di cantare perché era la Festa della Musica e ci hanno salutato. Questa la democrazia a Siena! Qui la Costituzione è carta straccia da tempo! Non ci credevamo e lo abbiamo tristemente provato sulla nostra pelle. Se il tempo si fosse fermato a ieri sera, Siena sarebbe la location adatta per una fiction di serie B su mafia e dittatura. Non cederemo agli atteggiamenti intimidatori che le istituzioni locali stanno portando avanti per impedire che i cittadini manifestino liberamente. Le Sentinelle torneranno per denunciare a tutta l’Italia come sia possibile che un regime totalitario parta proprio così nel silenzio dei più e nell’assenso di chi detiene il potere. Speriamo che chi conserva ancora un minimo senso di democrazia e di libertà trovi il coraggio di unirsi alle Sentinelle in Piedi, prenda un libro dallo scaffale della sua biblioteca e scenda in piazza con noi per dire NO alla dittatura culturale e alla violenza del potere locale. Il rovesciamento della realtà è già avvenuto. Il nuovo regime totalitario (tipo quello nazionalsocialista del ’33) ha già messo le sue radici e la gente non se ne vuole accorgere. Preferisce ancora scaldarsi al focolare tecnologico e bere quella verità. Sveglia!!! Sveglia!!! Sveglia!!! Le Sentinelle non dormono mai!!!















