Oggi mi hai portato ad un caffè vicino al centro, vicino la Torre. Era bello, particolare e sapevi che mi sarebbe piaciuto. Me lo hai detto subito, appena entrati. Non mi hai mollato la mano nemmeno per un secondo, nemmeno quando hai chiesto al cameriere dove potevamo sederci. Ti sei lamentato delle sedie pesanti e un poco scomode e io ti ho detto di lasciar perdere. Mi hai proposto una cioccolata calda ma a mio parere fuori non faceva abbastanza freddo per quella, mi hai proposto un tè ma ho pensato la stessa cosa. Alla fine la scelta è ricaduta su un banale caffè che nemmeno ti è piaciuto. È stato bello il pomeriggio insieme a te. Ma ti dirò, è proprio la vita che è bella insieme a te. In tre mesi sei riuscito a rivoluzionarmi la vita come nessuno aveva mai fatto prima, hai scavato a fondo dentro di me fino a raggiungere le mie paure più recondite, quei timori mai svelati a nessuno, quei lati di me che non ho mai accettato e che, anzi, ho sempre tenuto nascosti sotto a chissà quale maschera. Mi hai spogliata di tutte queste cose, mi hai guardato nuda e mi hai amata anche di più. Oggi pomeriggio ti ho guardato di continuo. Ho guardato le tue labbra, il tuo naso, i tuoi occhi grandi, l'espressione sgrignata, come la chiami tu, quando cercavi di ripararti dal sole. Le tue mani, che lo sai, mi piacciono da impazzire ed è più forte di me… non riesco a non immaginarle quando mi accarezzano, mi sfiorano, mi stringono. Ho cercato di memorizzare la sensazione delle nostre mani quando sono intrecciate, il calore del tuo corpo quando mi abbracci e io affondo la testa nell'angolo tra il tuo collo e la spalla. Volevo fissare nella mente il modo in cui mi accarezzi il viso, quando mi fai i buffetti sulle guance e quando mi baci la fronte. Ho respirato il tuo profumo con tutto l'ossigeno che avevo in corpo e, abbracciandoti, speravo che mi sarebbe rimasto addosso fino a sera. Questo pomeriggio mi hai portata nuovamente in piazza, di sfuggita. Quanto mi piace girare questa città e trovarla ogni volta diversa e più bella grazie a te. Mi hai accompagnata alla stazione passando per quella via un po’ pericolosa, non mi piace ma è il modo più veloce per arrivare. Ho cercato di memorizzare anche il modo in cui mi tiri verso di te quando passa una macchina. “Mettiti di qua, dai.” Lo fai sempre e magari può sembrare una stupidaggine detta così, ma a me fa impazzire il modo in cui lo dici, il modo in cui vuoi proteggermi a tutti i costi. Inutile spendere parole su quanto siano stati desolanti quegli ultimi venti minuti insieme. Le mie lacrime non me hanno voluto sapere di rimanere al loro posto. Le parole che mi hai detto le porto dentro. Sempre. Roba nostra, come dici tu. Sei con me in ogni momento, in ogni respiro ma stasera mi manchi più del solito. Riabituarmi ogni volta a vivere senza di te è qualcosa che mi spezza le gambe, punto.