Peter Solarz
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祝日 / Permanent Vacation
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@open-your-skull
— Ocean Vuong, from On Earth We’re Briefly Gorgeous (via lunamonchtuna)
sano yuichi
09/04
Non sarei dovuta essere qui, e invece ci sono - sempre più logorata, sempre più inerte, sempre più consapevole del fatto che la mia esistenza, molto spesso, si riduce a quei pochi sprazzi di luce che arrivano nei momenti in cui vorrei solo chiudere le persiane e abbandonarmi al buio. Ogni anno c’è questo rituale per cui mi ricordo inesorabilmente della distanza più cupa e della lontananza più accecante che vivo. Anche quando volete raggiungermi, io non ci sono - non ci sarei mai dovuta essere. Come posso conciliare l’esistenza forzata con la gioia di esperirla? Come faccio a non fissarmi sul pensiero che la mia sagoma vuota vaga e non sa mai dove potersi fermare? Posso parlare, posso scrivere, posso cercare tutti i modi più immediati e semplici per aprire il mio viso al sole e lasciarlo scorrere sulle mie guance. Ma tutto brucia e ogni movimento è una sorda fitta che mi trapassa da parte a parte. Credevo che i fantasmi fossero intoccabili - eterei come fluttuazioni opache che il mondo non riesce a tangere - e, invece, eccomi di nuovo qua: ogni lancia scagliata, ogni parola fuori posto, ogni vortice di pensieri mi causa lacrime, scheggiature e lamenti. Quando i gesti non combaciano le dita si chiudono e colpiscono dove vedono traballare. Oggi è il mio compleanno - altri giorni di nulla, altri momenti di assenza, altro tempo perduto nel cercare di essere ciò che non sarei dovuta essere mai. Quest’anno fa particolarmente male vedermi con i miei occhi, perché le mie pupille sono le stesse che concepivano il futuro come la più grande via di fuga. Non ho il coraggio di abbassare le palpebre di chi mi pensava come la più grande realizzazione di sé. Ma non sarei mai dovuta essere qui: la speranza è il più grande degli inganni. Ciò che mi rimane è solo la sconcertante accettazione che un posto non l’ho e mai l’avrò
(by courtneylwilson)
Jenny Holzer, Survival, 1985, cast aluminum, New York.
HAND ON MY HEART. HAND ON MY STUPID HEART
ross gay / susan sontag / unknown / richard siken / warsan shire / lana del ray / tturing / hera lindsay bird / richard siken
Jenny Holzer, Marquees, 1993
Sorry, Baby (2024, Eva Victor)
am i annoying & a lil ugly? yes. but will i let that get in the way of doing what i love and being happy?? also probably yes
Long-tailed tit/stjärtmes. Värmland, Sweden (January 20, 2024).
02/01
Non scrivo qui da mesi o forse anni, in realtà non scrivo in generale da mesi o forse anni, se non attraverso qualche sprazzo di nostalgia sparso. Ho cambiato non so quante versioni di me e non ne ho una prova tangibile perché non le ho trasformate in parole, e mi maledico per questo. Quando non scrivo mi perdo - forse aveva senso, in fondo non volevo più vedermi parlarmi ascoltarmi; volevo diventare il fantasma di me stessa perché ogni cosa mi sembrava di un’inutilità agghiacciante. Forse è ancora così. Forse, però, voglio imparare a tenere traccia dei buchi neri che attraverso, a spargere i pezzi lungo il sentiero per poter avere poi la facoltà di decidere se voglio tornare a casa. Quando non scrivo mi perdo e non mi ritrovo più, non c’è nessun’altra opzione possibile. Voglio imparare a darmi più di un’opportunità, ad aprire le porte o a lasciarle socchiuse - a capire di cosa ho bisogno e di quando, e ad agire di conseguenza, non per fare ciò che è giusto ma per avere la consapevolezza di poter conoscere più strade, più modi, più mondi. Senza le parole, per me, niente ha senso, nemmeno io - soprattutto io. Penso sia giunto il momento di ricordarmelo per non marcire.
Louise Glück, from an interview with poet in Poets & Writers
Lowkey would not object to having my ashes spread there
on the self
mary oliver a thousand mornings \\ marc chagall blue lovers (1914) \\ jean-paul sartre nausea
kofi
What the Living Do, Marie Howe