Il nostro blog si proponeva di parlare di come si sia evoluto l’e-commerce (o commercio digitale) arrivando a coinvolgere praticamente tutti, chi non ha mai fatto un acquisto su amazon o ebay? Io stesso praticamente ricevo un pacco al giorno da amazon. Ma a questo punto, cos'è veramente questo commercio elettronico?
Foto da Minformo.it
Il termine commercio elettronico si è evoluto nel tempo, indicando per prima cosa l’utilizzo di una tecnologia denominata Electronic Data Interchage (EDI) che permetteva lo scambio di documenti commerciali in formato elettronico. In seguito il termine ha iniziato ad indicare l’acquisto di beni e servizi tramite il World Wide Web con servizi di pagamento on line.
La tipologia di prodotti venduti è andata via via sempre aumentando passando da prodotti prettamente digitali, come file, film, immagini e musica, a beni fisici che ad esempio prevedono dimensioni standard e non prevedono che l’acquirente debba provarli, libri, mobili, stoviglie, anche se ultimamente sono molti i negozi di abbigliamento che hanno deciso di aprire anche uno store digitale.
Oltre che di prodotti esistono anche varie tipologie di commercio che cambiano in base a chi vende e chi compra e come avviene la transazione, le più importanti sono:
Business to Business (B2B)
Business to Consumer (B2C)
Business to Government (B2G)
Consumer to Business (C2B)
Consumer to Consumer (C2C)
Government to Business (G2B)
Indubbiamente tutto ciò porta con sé vantaggi:
Acquisti da casa ad ogni orario
Un certo livello di anonimato
Possibilità di “visitare” più negozi per trovare il prezzo migliore
Ma anche svantaggi:
Rischio di furti dei dati della carta di credito
Frodi online
Non tutti posso accedere ad internet
La mancanza di “contatto umano”
Sempre più persone si stanno avvicinando a questo mondo confermando che i vantaggi compensano gli svantaggi e credo che nel futuro il numero di persone che preferiranno lo shopping digitale piuttosto che fisico sia destinato a crescere.
Spesso ci soffermiamo a pensare come le recenti innovazioni stiano cambiando le nostre abitudini e il modo in cui facciamo ogni cosa, l’esempio più chiarificatore è lo smartphone che ha rivoluzionato il modo che avevamo di concepire il telefono, non più come semplice strumento di comunicazione ma come device tutto fare.
Per giudicare una nuova tecnologia o una rivoluzione bisognerebbe poter vedere tutto il fenomeno con una certa distanza, in modo tale da poterne identificare cause, conseguenze e il modo in cui si evolve. Per questo attualmente è molto difficile esprimersi riguardo questa nuova tecnologia emergente: il Bitcoin.
Simbolo della rete bitcoin. Foto da commons.wikimedia.org.
Prima di iniziare a spiegare come nasce la rete Bitcoin e cosa è un bitcoin vero e proprio, vorrei sottolineare che non è mia intenzione scendere nei dettagli di come vengono gestite le varie transazione, non avendone nemmeno le capacità, e perciò rimando chi fosse interessato all’esaustiva pagina di Wikipedia sulla rete Bitcoin.
Bitcoin è una moneta elettronica creata nel 2009 da Satoshi Nakamoto, il valore di questa nuova moneta è passato in un solo anno, dal 2012 al 2013, da 140 milioni di dollari a ben 1.4 miliardi di dollari. I bitcoin possiedono tutte le caratteristiche delle monete attualmente in circolo tranne per il fatto che essendo completamente digitali non possiedono un valore intrinseco dovuto alla produzione stessa della moneta, anche se è possibile scambiare i propri bitcoin con alcune monete fisiche:
Esempio di moneta fisica scambiabile con bitcoin. Foto di wired.
Il suo funzionamento è abbastanza semplice, una volta aver scaricato il client che più si preferisce, data la natura open source della rete Bitcoin esistono vari client che implementano diverse funzioni, si può accedere al proprio wallet che è identificato da un codice univoco al quale verranno poi associati i bitcoin con la relativa chiave di decrittazione. Per effettuare dei pagamenti o per ricevere pagamenti basta semplicemente inserire il codice del wallet a cui si desidere effettuare il pagamento e “allegare” le chiavi di decrittazioni dei bitcoin che una volta passati di mano ricevono una nuova chiave in modo da non potere essere riutilizzati dal precedente possessore.
Tutte le transazioni effettuate vengono registrate e memorizzate nella block chain che è pubblica e accessibile a chiunque in modo che ogni utente può verificare le transazioni effettuate, anche se nella chain compare solo l’indirizzo di acquirente e venditore e nessun’altra informazioni per garantire il maggior grado di privacy possibile. Questo ha sollevato diverse perplessità sul fatto che Bitcoin possa quindi essere utilizzata per scopi illeciti, anche se il fatto che ogni transazione lascia una traccia rende decisamente più difficile nascondere del tutto i passaggi di denaro illeciti.
Come ogni nuova tecnologia che si affaccia sul palcoscenico mondiale è difficile prevedere se si rivelerà una meteora temporanea oppure se si affermerà nelle nostre vite. Sicuramente i bitcoin rappresentano un cambio radicale nel modo in cui pensiamo il denaro, non solo potrebbe essere un nuovo tipo di moneta affiancando le valute già esistenti ma potrebbe, in un certo senso, fare scuola e portare ad una completa digitalizzazione del denaro, cosa che per altro già avviene dato che ormai si cerca di usare sempre più carte di credito piuttosto che contante, in modo da rendere ogni pagamento tracciabile ed evitare così frodi o raggiri di vario tipo.