Blog realizzato da 3 studenti del Politecnico di Torino per il corso di Rivoluzione Digitale con il prof. Juan Carlos De Martin. Il tema del blog è l'e-commerce visto da un punto di vista generale, analizzandone le conseguenze sociali.
Ho iniziato ad usare internet solamente a 11 anni sebbene a casa avessimo una connessione già da molto tempo. Il problema era che non avendo bisogno di utilizzarlo molto, i miei genitori scelsero un contratto con il quale pagavi in base al tempo di utilizzo. Tuttavia quando cambiammo il contratto con la possibilità di avere internet 24/24h mi si aprì un mondo.
immagine presa da Flickr
Devo ammettere che la prima volta che ho utilizzato internet non sapevo cosa fare, troppe possibilità, troppa scelta, un mondo vastissimo da esplorare. Quindi cominciai semplicemente a guardare video su Youtube. Conobbi Remì Gaillard e iniziai a seguire i suoi video. Successivamente creai la mia prima forma di identità su internet: un’account di posta elettronica con Gmail.
Spinto da alcuni amici e da mio cugino creai un account su forumfree, e fu la mia prima esperienza di approccio con gente sconosciuta che vive a distanza da me. Era interessante conoscere nuova gente che magari la pensa come te, oppure che ti fa notare cose che non avevi mai notato.
Dopo un po’ di tempo creai l’account Facebook e da li le cose non furono più le stesse, l’utilizzo del social network più famoso al mondo mi ha plasmato e ha cambiato il mio modo di pensare. È più facile condividere le proprie idee, discutere, far conoscere aspetti della propria individualità che dal vivo non possono emergere.
Dalla mia prima connessione ero consapevole di una cosa: internet è una fuga dalla vita di tutti i giorni, è un mondo sempre nuovo pieno di tutto ciò che la mente umana può concepire, sia di buono che di cattivo, sia di giusto che di sbagliato. Internet è il centro della Rivoluzione che ci ha colpiti e che ci continua a cambiare, plasmando la società continuamente.
Sono passati anni da quel giorno che mi cambiò la vita e da allora presi la decisione di volerne sapere di più di come funziona internet, di quello che c’è dietro, di dare il mio contributo allo sviluppo di questo magnifico mondo.
“LA VECCHIA MONETA È FUORI GIOCO.
LA NUOVA MONETA DETTA LE REGOLE.“
- presa dal sito di Paypal
foto di Wikimedia
Paypal è un sistema che rende tutto più facile e sicuro pagare online e trasferire denaro. Il modo è semplice: basta creare un account presso il sito web e registrare i dati delle proprie carte di credito o prepagate.
Una volta registrati i propri dati pagare online è semplicissimo: è sufficiente inserire in fase di pagamento le proprie credenziali di accesso a Paypal (e-mail e password) invece dei dati delle carte.
Un po’ di storia
Paypal venne fondata nel 1998, e subito prese piede nel mondo, utilizzato appunto come sistema di pagamento online. Proprio per questo Ebay ne vide le potenzialità ed acquistò la società nel 2002, detenendone i diritti fino alla recente scissione nel 2014.
Quali sono i vantaggi?
I vantaggi sono molteplici:
innanzitutto è molto più facile ricordare un username e una password piuttosto che i numeri che identificano la carta di credito o prepagata;
è possibile associare più carte al proprio account, facilitando ulteriormente la situazione a chi possiede vari conti;
è più sicuro perché il destinatario del pagamento non riceve i dati sensibili associati alle carte;
Per gli sviluppatori
L’azienda mette a disposizione degli sviluppatori delle API (sostanzialmente degli strumenti per sviluppare) per implementare i pagamenti sul proprio sito, facilitando il lavoro degli stessi, che non devono quindi realizzare un sistema di pagamento da zero. In questo modo è molto semplice creare il proprio sito di e-commerce.
E voi avete mai utilizzato Paypal? Fatecelo sapere con un tweet a @shopping_revolu
Chi ha detto che l’e-commerce si ferma a vestiti, tecnologia o comunque qualsiasi bene durevole? Da qualche anno ci sono servizi che permettono di ricevere comodamente a casa pizza, sushi, pasta o qualsivoglia genere di pietanza culinaria.
foto di wikimedia
Dite addio al take-away via chiamata telefonica, spesso causa magari incomprensioni durante l’ordinazione, si fa tutto online ed è semplice, chiaro e diretto. Non c’è più bisogno di scorrere l’elenco telefonico con la speranza di trovare un ristorante o una pizzeria che faccia consegne a domicilio, ora è più semplice.
È sufficiente collegarsi sul sito del servizio che si vuole utilizzare (ad es. JustEat), inserire il proprio indirizzo di casa e il sito mostra la lista dei ristoranti che consegnano a quell'indirizzo. Poi basta scegliere il proprio locale preferito, cliccare sulle pietanze scelte dal menu, pagare (con carta oppure alla consegna in contanti) ed aspettare il fattorino.
I vantaggi sono molteplici: il sistema rende comoda la ricerca di un ristorante adatto alle proprie esigenze, con la possibilità di scrivere recensioni che permettono ad altri utenti di farsi un’idea sulla qualità del servizio.
In Italia è un settore in forte espansione e sempre più locali stanno aderendo al servizio di food-commerce online. Le aziende che fanno da padrone in Italia sono attualmente: la sopracitata JustEat, PizzaBo e Foodora.
Mentre JustEat e Foodora sono realtà nate all'estero, PizzaBo è un servizio nato in Italia, a Bologna, anche se da poco ha intrapreso una collaborazione con JustEat. La particolarità di Foodora invece è che la consegna viene effettuata esclusivamente in bicicletta, un’iniziativa ecologica molto apprezzata dalla gente.
Attualmente qui servizi di food-delivery online sono utilizzatissimi soprattutto dagli studenti, anche perché probabilmente è la fascia di età che ha subito di più gli effetti della cosiddetta “Rivoluzione Digitale”. Tuttavia si sta espandendo a macchia d’olio anche tra le altre fasce d’età.
È interessante notare che questo nuovo modo di fare non abbia causato problemi di diminuzione di posti di lavoro, come spesso accade per la digitalizzazione dei servizi, anzi, è aumentata la richiesta di fattorini per rispondere meglio alle esigenze dei clienti.
La mia prima esperienza con Internet risale a circa 12 anni fa. Avevo 7 anni e frequentavo la seconda elementare. Mi ricordo che un giorno vidi arrivare mio padre entusiasta con un enorme scatola , e subito gli chiesi cos'era e a che cosa servisse. Lui mi rispose che si trattava di un modem che ci avrebbe permesso di navigare e di essere in contatto con tutto il mondo tramite internet. Però io non capii molto anche perché non avevo sentito mai la parola “internet”.Subito dopo ci recammo nella mia stanza dove stava il computer, aprì la scatola e mi fece vedere il modem .
foto presa da wikimedia.org
Per me vedere quell’ oggetto fu sorprendente, mi chiedevo come quell’aggeggio di plastica potesse farmi collegare con il resto del mondo. Dopo che mio papà assemblò il tutto, iniziai a sentire dei suoni terribili provenienti dal modem; pensavo che stesse per esplodere!
Dopo un po’ i suoni terminarono e mio padre aprì internet Explorer dove spuntò una schermata mai vista da me! Dopo che mio papà ebbe controllato la sua posta elettronica , vedendomi scettico su cosa avesse fatto, mi disse se volevo giocare con qualche gioco e io risposi di si. Allora mio padre cercò su internet ,tramite un motore di ricerca , giochi per bambini e cliccò su una pagina . Appena vidi la grande varietà di giochi , la mia reazione fu incontrollata e mio papà mi lasciò giocare per un po’ ! Ma dopo un po’, mio padre mi disse che era giunta l’ora di staccare il collegamento spiegandomi che per collegarsi a internet c’erano dei costi abbastanza alti!
Dopo alcuni anni , i miei genitori mi diedero il permesso di usare internet. Inoltre, io capii le vere potenzialità di Internet e quello che il Web poteva davvero offrire: cominciai ad usare Internet per alcune ricerche per la scuola, per ascoltare musica , e per svago. Inoltre , Internet stimolava la mia curiosità infatti ,qualsiasi cosa mi veniva in mente la cercavo su Google, e mi resi conto dell'immensità di informazioni che potevo trarre dal Web. In quegli anni si diffuse MSN del quale io e credo tutti i miei coetanei facevamo largo uso! Era stupefacente come si potesse comunicare a distanza quasi in tempo reale oppure parlare con i familiari che stavano nell’altra parte del mondo .
Dopo molti anni dal mio primo utilizzo di questa nuova tecnologia, solo adesso capisco quanto sia stato fortunato a nascere in un’epoca in cui l’utilizzo del PC è alla base della routine quotidiana di ogni individuo e a vivere in prima persona la rivoluzione di internet! Inoltre, solo ora mi accorgo di come sia aumentato il mio bisogno di internet dal mio primo utilizzo; conoscendolo ho compreso le sue potenzialità e anche i suoi rischi , ma ho anche imparato a “sfruttarlo” su alcune cose che mi possono essere d’aiuto in diversi ambiti, come, per esempio, scolastico, lavorativo.
Amazon.com, Inc. è una delle più grandi aziende di commercio elettronico statunitense con sede a Seattle, nello stato di Washington, Stati Uniti d’America. È stata fondata da Jeff Bezos nel 1994 e lanciata nel 1995 con il nome di cadabra.com.
Jeff Bezos, dopo aver letto della imminente esplosione del commercio elettronico, aveva deciso di fondare Amazon per vendere libri di ogni genere dando ai lettori di tutto il mondo l’opportunità di trovare qualsiasi libro in commercio e di riceverli direttamente a casa. In pochi mesi dalla messa online, il sito ricevette tantissimi ordini da 50 diversi Stati e da 45 Paesi e nel 1997 entrò nel mercato azionario sul NASDAQ con il simbolo AMZN.
Dopo aver visto l’enorme crescita di vendita, soprattutto nel 2003 quando furono vendute più di 1.300.000 copie del libro “Harry Potter: l’ordine della fenice”, Amazon.com ha deciso di arricchire il proprio catalogo inserendo categorie di prodotti di ogni tipo: dall’abbigliamento all’elettronica, dai cosmetici al cibo. Da quel momento c’è ben poco che non si possa trovare su Amazon e inoltre, nella maggior parte dei casi, il prodotto costa meno che altrove.
Amazon.com non ha solo innovato il modo di acquistare ma anche il modo di vendere, infatti ha creato una piattaforma per i rivenditori, che la possono sfruttare per vendere online i loro prodotti.
Amazon in Italia
In Italia Amazon.com fa il suo debutto il 18 novembre 2010. Nel nostro Paese Amazon.com ha avuto una larga diffusione a tal punto che il 1º febbraio 2011 Jeff Bezos, ha annunciato che dall'apertura del sito in Italia vi sono stati 4 milioni di utenti unici e un volume di prodotti offerti di un milione.
In Italia, Amazon.com offre, inoltre, il servizio Amazon Prime, un programma ad iscrizione annuale che prevede numerosi vantaggi tra cui un numero illimitato di spedizioni gratuite con consegna in un giorno lavorativo su oltre un milione di articoli. Per poter usufruire di questo servizio è, però, necessario pagare un contributo annuo. È possibile provare gratuitamente Amazon Prime per trenta giorni, al termine del quale è possibile decidere se continuare ad usufruire del servizio pagando la quota annuale, oppure disattivare il servizio gratuitamente.
Come si utilizza?
Per poter acquistare su Amazon.com il primo passo da compiere è collegarsi alla pagina principale dello store e creare gratuitamente un account: viene chiesto di inserire un nome, un indirizzo e-mail e una password necessari per accedere al servizio. Una volta completata l’iscrizione, bisogna eseguire l’accesso e aggiungere un metodo di pagamento al profilo associando a quest’ultimo una carta di credito.
Fatto ciò, il difficile è finito, infatti il passo successivo è cercare la merce disponibile sul sito utilizzando l’apposita barra di ricerca oppure sfruttare la suddivisione dei prodotti per categorie. Per poter essere sicuri sulla qualità di un prodotto è possibile consultare i commenti e i voti degli utenti che hanno già effettuato quell’acquisto. Una volta effettuata la scelta sui prodotti da comprare basta cliccare sul pulsante “Aggiungi al carrello”. Per completare l’acquisto bisogna accedere al “Carrello” e perfezionare l’ordine selezionando carta di credito, indirizzo e tipo di spedizione.
Per qualsiasi necessità è possibile usufruire del Servizio Clienti, che Amazon.com cerca sempre di ottimizzare riducendo i tempi di attesa per le chiamate e che si avvale anche del servizio “Click to call”, che permette ad Amazon.com di richiamare il cliente. È anche possibile contattare il Servizio Clienti tramite e-mail.
Dropshipping: come vendere online senza avere un negozio
Oggigiorno moltissime persone credono che sia impossibile aprire un negozio poiché occorre un ingente capitale, un magazzino e molto altro. Invece, con lo sviluppo del digitale che sta avvenendo negli ultimi anni, tutto ciò è reso più semplice con il cosiddetto fenomeno del “Dropshipping”.
COSA SI INTENDE PER “DROPSHIPPING”?
Per “Dropshipping” si intende quel sistema e-commerce, che si è sviluppato in questi anni, nel quale un cliente compra un oggetto senza che il venditore lo possegga fisicamente; questi, a sua volta , trasmetterà l’ordine al fornitore , che prende il nome di “Dropshipper”, il quale lo invierà direttamente al cliente che ha acquistato l’oggetto.
Il venditore in questo caso farà soltanto il ruolo di intermediario tra il fornitore e il cliente e il suo guadagno sarà la differenza di prezzo tra l'incasso generato dalla vendita di un prodotto e il suo costo presso il fornitore. Sia il venditore che il fornitore traggono da ciò evidenti vantaggi.
QUALI SONO I VANTAGGI E RISCHI DEL “DROPSHIPPING”?
Il venditore può crearsi un’attività di vendita senza investire un cospicuo capitale, inoltre non necessità né di un negozio fisico né di un magazzino e, pertanto, neanche di dipendenti se il volume delle vendite non è tanto elevato. Parallelamente il fornitore vede aumentare la propria rete di vendita senza spendere nulla in marketing ma gestendo solo l’aspetto logico del processo di vendita.
Come in ogni cosa, anche nel “Dropshipping” ci sono dei rischi. Uno dei rischi è la bassa percentuale di guadagno del venditore che, inoltre, deve fare i conti con l’enorme concorrenza. Infatti, è possibile trovare lo stesso prodotto su più negozi online, magari direttamente dal produttore al consumatore a un prezzo minore rispetto ad un negozio che lo vende in “Dropshipping”, caso in cui si ha che la figura del dropshipper coincide con quella del venditore.
Inoltre pur non avendo un grosso capitale e non conoscendo nulla di marketing e non avendo un grosso tempo per fare un efficiente portale e-commerce, se si vuole aprire un negozio per vendere tramite “Dropshipping”, lo si può fare grazie a portali come sincreo che si preoccupano di questo aspetto rendendolo abbastanza veloce, user-friendly ed estremamente facile.Inoltre essi mettono a disposizione anche i loro fornitori. In questi casi l'investimento iniziale per poter cominciare un’attività in “Dropshipping” è davvero irrisorio. Tuttavia, ne consegue che i profitti sono molto più bassi.
Infine ci sono anche dei rischi per il consumatore. Infatti se il “dropshipper” si trova fuori dalla comunità europea, c’è il rischio che i prodotti devono affrontare l’onere della dogana, rischiando di essere bloccati e di non arrivare a destinazione. Inoltre, un altro problema è legato alla garanzia e alle difficoltà di contatto per un eventuale riparazione tra il consumatore e il fornitore.
Il “Dropshipping”, introdotto negli Stati Uniti e in espansione anche in Italia, si va diffondendo sempre di più poiché esso rappresenta un’importante possibilità di poter fare e-commerce. Tuttavia non bisogna iniziare prima di non aver fatto delle indagini statistiche di mercato e senza aver pensato ad una vincente campagna di pubblicità e di marketing, perché si corre il rischio di dover vedere il proprio blog chiuso dopo un breve lasso di tempo.
Il nostro blog si proponeva di parlare di come si sia evoluto l’e-commerce (o commercio digitale) arrivando a coinvolgere praticamente tutti, chi non ha mai fatto un acquisto su amazon o ebay? Io stesso praticamente ricevo un pacco al giorno da amazon. Ma a questo punto, cos'è veramente questo commercio elettronico?
Foto da Minformo.it
Il termine commercio elettronico si è evoluto nel tempo, indicando per prima cosa l’utilizzo di una tecnologia denominata Electronic Data Interchage (EDI) che permetteva lo scambio di documenti commerciali in formato elettronico. In seguito il termine ha iniziato ad indicare l’acquisto di beni e servizi tramite il World Wide Web con servizi di pagamento on line.
La tipologia di prodotti venduti è andata via via sempre aumentando passando da prodotti prettamente digitali, come file, film, immagini e musica, a beni fisici che ad esempio prevedono dimensioni standard e non prevedono che l’acquirente debba provarli, libri, mobili, stoviglie, anche se ultimamente sono molti i negozi di abbigliamento che hanno deciso di aprire anche uno store digitale.
Oltre che di prodotti esistono anche varie tipologie di commercio che cambiano in base a chi vende e chi compra e come avviene la transazione, le più importanti sono:
Business to Business (B2B)
Business to Consumer (B2C)
Business to Government (B2G)
Consumer to Business (C2B)
Consumer to Consumer (C2C)
Government to Business (G2B)
Indubbiamente tutto ciò porta con sé vantaggi:
Acquisti da casa ad ogni orario
Un certo livello di anonimato
Possibilità di “visitare” più negozi per trovare il prezzo migliore
Ma anche svantaggi:
Rischio di furti dei dati della carta di credito
Frodi online
Non tutti posso accedere ad internet
La mancanza di “contatto umano”
Sempre più persone si stanno avvicinando a questo mondo confermando che i vantaggi compensano gli svantaggi e credo che nel futuro il numero di persone che preferiranno lo shopping digitale piuttosto che fisico sia destinato a crescere.
Spesso ci soffermiamo a pensare come le recenti innovazioni stiano cambiando le nostre abitudini e il modo in cui facciamo ogni cosa, l’esempio più chiarificatore è lo smartphone che ha rivoluzionato il modo che avevamo di concepire il telefono, non più come semplice strumento di comunicazione ma come device tutto fare.
Per giudicare una nuova tecnologia o una rivoluzione bisognerebbe poter vedere tutto il fenomeno con una certa distanza, in modo tale da poterne identificare cause, conseguenze e il modo in cui si evolve. Per questo attualmente è molto difficile esprimersi riguardo questa nuova tecnologia emergente: il Bitcoin.
Simbolo della rete bitcoin. Foto da commons.wikimedia.org.
Prima di iniziare a spiegare come nasce la rete Bitcoin e cosa è un bitcoin vero e proprio, vorrei sottolineare che non è mia intenzione scendere nei dettagli di come vengono gestite le varie transazione, non avendone nemmeno le capacità, e perciò rimando chi fosse interessato all’esaustiva pagina di Wikipedia sulla rete Bitcoin.
Bitcoin è una moneta elettronica creata nel 2009 da Satoshi Nakamoto, il valore di questa nuova moneta è passato in un solo anno, dal 2012 al 2013, da 140 milioni di dollari a ben 1.4 miliardi di dollari. I bitcoin possiedono tutte le caratteristiche delle monete attualmente in circolo tranne per il fatto che essendo completamente digitali non possiedono un valore intrinseco dovuto alla produzione stessa della moneta, anche se è possibile scambiare i propri bitcoin con alcune monete fisiche:
Esempio di moneta fisica scambiabile con bitcoin. Foto di wired.
Il suo funzionamento è abbastanza semplice, una volta aver scaricato il client che più si preferisce, data la natura open source della rete Bitcoin esistono vari client che implementano diverse funzioni, si può accedere al proprio wallet che è identificato da un codice univoco al quale verranno poi associati i bitcoin con la relativa chiave di decrittazione. Per effettuare dei pagamenti o per ricevere pagamenti basta semplicemente inserire il codice del wallet a cui si desidere effettuare il pagamento e “allegare” le chiavi di decrittazioni dei bitcoin che una volta passati di mano ricevono una nuova chiave in modo da non potere essere riutilizzati dal precedente possessore.
Tutte le transazioni effettuate vengono registrate e memorizzate nella block chain che è pubblica e accessibile a chiunque in modo che ogni utente può verificare le transazioni effettuate, anche se nella chain compare solo l’indirizzo di acquirente e venditore e nessun’altra informazioni per garantire il maggior grado di privacy possibile. Questo ha sollevato diverse perplessità sul fatto che Bitcoin possa quindi essere utilizzata per scopi illeciti, anche se il fatto che ogni transazione lascia una traccia rende decisamente più difficile nascondere del tutto i passaggi di denaro illeciti.
Come ogni nuova tecnologia che si affaccia sul palcoscenico mondiale è difficile prevedere se si rivelerà una meteora temporanea oppure se si affermerà nelle nostre vite. Sicuramente i bitcoin rappresentano un cambio radicale nel modo in cui pensiamo il denaro, non solo potrebbe essere un nuovo tipo di moneta affiancando le valute già esistenti ma potrebbe, in un certo senso, fare scuola e portare ad una completa digitalizzazione del denaro, cosa che per altro già avviene dato che ormai si cerca di usare sempre più carte di credito piuttosto che contante, in modo da rendere ogni pagamento tracciabile ed evitare così frodi o raggiri di vario tipo.
Volevamo iniziare questa nostra avventura ringraziando quei pochi lettori che troveranno il tempo di leggere e consultare questo blog. Iniziamo presentandoci, siamo tre ragazzi del Politecnico di Torino Emanuele Pansica, Michele Luca Ritrovato e Fiorenzo Scorza.
Siamo rispettivamente studenti di ingegneria meccanica, informatica ed elettronica. Abbiamo aperto questo blog per parlare di come ci sia in atto una rivoluzione digitale che continua a cambiare le nostre abitudini. Nel nostro caso l’aspetto che più ci interessa indagare è come è cambiato il nostro modo di fare acquisti e i metodi di pagamento.
Il primo passo però da affrontare è ricercare come si è evoluto nel corso della storia il modo di pagare ciò che acquistiamo o di farci pagare per qualcosa che vendiamo.
I primi scambi di beni erano effettuati con il Baratto definito come “L'atto di dare e di ricevere una cosa in cambio di un'altra”.
Con l’aumentare della frequenza degli scambi e la formazione di economie agricole nasce la Moneta-merce, una forma di pagamento accettata da tutti ma che continuava a consistere in beni con un proprio valore intrinseco che dovevano possedere alcune caratteristiche: non deperibilità, disponibilità, verificabilità e divisibilità. In questa categoria di Moneta-merce rientrano vari tipi di metalli, il sale, pietre e vari tessuti.
La tappa successiva di questa evoluzione è rappresentata dall’avvento delle prime monete in oro, argento o rame. La tradizione vuole che la prima moneta sia stata coniata nel VII secolo a.C. L’uso della moneta si è diffuso molto velocemente specialmente nelle polis Greche che ne hanno esportato l’uso nel Mediterraneo dove si è tramandato fino ai giorni nostri.
Nel Trecento i banchieri italiani e fiamminghi per risolvere i problemi dovuti alla sicurezza di viaggiare con grandi quantità di moneta iniziano ad emettere, dopo avere versato la relativa quantità d’oro presso le banche, delle lettere di cambio rappresentativi del credito in oro depositato, che permettevano al possessore di scambiare quelle lettere presso un altro banchiere evitando così i rischi del trasporto delle monete.
Questi due metodi di pagamento si sono protratti fino ai giorni nostri quasi inalterati nel concetto ma cambiati solo nei materiali e nei valori. Tutto ciò fino all'avvento della digitalizzazione che ha permesso anche la nascita di nuovi metodi di pagamento che analizzeremo più nel dettaglio nei nostri blog-post personali.