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Quello che distingue un luogo comune da un’opinione personale non è che il primo è falso e la seconda è vera, ma che il luogo comune è comun
Allora, per prima cosa gli atei non si radunano in appositi templi per rendere grazie alla non esistenza di Dio, non si appendono al collo una rappresentazione materiale del nulla e non si travestono in modi bizzarri per indicare ad altri la via per non credere in nessuna religione. Questa è già una grossa differenza, ma non è l’unica. Siccome quelli che non credono all’esistenza delle divinità vengono tutti messi sotto la voce “atei”, si è portati a pensare che l’ateismo sia una concezione del mondo alternativa alle religioni, ma non è così. Un ateo è solo uno che per qualche motivo non ritiene plausibile l’esistenza delle divinità attualmente disponibili sul mercato.
...
E poi c’è questo. Tolti i casi particolari, di solito uno nasce con una religione già in dotazione; non succede che uno nasca ateo, faccia una ricerca personale e poi, dopo aver valutato attentamente tutte le offerte religiose, scelga quella che ritiene più conveniente, come si fa con i piani tariffari degli abbonamenti telefonici. Di solito uno conosce solo una religione, quella del posto in cui è nato, inizia a crederci perché glielo dicono e poi continua per fede. Invece succede abbastanza spesso che uno, a un certo punto della vita, rifiuti la sua religione natale dopo avere stabilito, secondo me a torto, che Dio non esiste. Uno nasce religioso e poi, eventualmente, sceglie di diventare ateo, non il contrario. La religione è una fede, l’ateismo è una scelta.
Un altro luogo comune è che in un social network le persone possono spacciarsi per quello che non sono, raccontare un sacco di bugie e plagiare così le giovani menti. Ora, a parte il fatto che questa mi sembra una perfetta definizione di prete, è ovvio che se si pretende di capire una persona ascoltandola, allora la si può capire anche leggendola.
Spesso si sente dire che le esperienze fatte sui social network siano virtuali, sottintendendo che non siano autentiche e che non abbiano ne
È scritto nella Bibbia?
<3
LETTERA APERTA AI RAZZISTI
Ciao, persona che pensi che “straniero” sia sinonimo di “pericoloso” (per brevità “razzista”). So che non ci conosciamo, ma avrei una cosa importante da dirti: essere razzisti non è immorale, come tu pensi ti venga rimproverato e magari te ne compiaci pure (“io sono cattivo, gli altri sono buonisti”). Essere razzisti è cretino. Ok, in realtà è anche immorale, almeno secondo la mia personale classifica dei valori: 1. Razionalità 2. Umanità 3. Pita gyros ma, prima ancora che immorale, è profondamente e insuperabilmente cretino (spero che la parola "cretino" non ti offenda, dopotutto sei contrario al politicamente corretto, giusto?). Per esempio, prendiamo un popolo fra i più odiati della Terra: i proprietari di Audi. Come sai, esiste un pregiudizio molto diffuso secondo cui queste persone sarebbero dei patetici coglioni. Sarà vero? Non sarà vero? A molti viene il dubbio visto che, si dice, quando vedi uno fare una cazzata in autostrada, nove volte su dieci è un'Audi: se suona il clacson per chiedere strada è un'Audi, se fa lo slalom in mezzo al traffico è un'Audi, se è ribaltato in mezzo a un campo è quasi sempre un'Audi, per cui viene spontaneo chiedersi: sarà l'Audi che attira i coglioni o si diventa coglioni quando si guida un'Audi? O forse, molto più semplicemente, succede che quando a fare una cazzata è un'Audi, ci si fa caso, mentre quando la cazzata è fatta da un altro non ci si fa caso? Questo tipo di selezione dei fatti è una cosa che facciamo tutti senza nemmeno accorgercene: i fatti che confermano i nostri pregiudizi li chiamiamo "prove", quelli che li negano li chiamiamo "eccezioni". "Ci sono anche Audi per bene", si dice. Non tenere conto di questo difetto del cervello umano è già di per sé abbastanza cretino, ma tu, caro Razzy, fai anche di meglio. Supponiamo che fra quelli che hanno l’Audi ci sia effettivamente un piccolo ma significativo surplus di coglioni. È possibile, dopotutto i coglioni esistono e, quali che siano i motivi, non è detto che siano distribuiti uniformemente fra tutte le case automobilistiche. Io non so se è vero, ma ammettiamolo. Ora, cosa fai tu quando entri in contatto con uno sconosciuto con l'Audi? Lo consideri automaticamente una minaccia per la sicurezza stradale e, pur non sapendo niente di lui, lo ritieni responsabile di tutto il male che hanno fatto le Audi in tutta la storia dell'umanità. In poche parole giudichi una persona non per quello che è, ma per il gruppo di persone cui appartiene. Invece di attribuire a uno la responsabilità delle sue azioni personali, gli attribuisci la responsabilità delle azioni di alcuni suoi simili, fra l'altro i suoi simili peggiori, mica i premi Nobel. Immagino che tu, quando vai all'estero, pretenda di essere giudicato per quello che hai detto e fatto, non per quello che ha detto e fatto Bernardo Provenzano. È una cosa ovvia, eppure, questa cosa così ovvia che applichi a te stesso, non sei capace di applicarla agli altri. Ecco perché sei un cretino.
[via smeriglia]