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Fedora: Un Sistema Operativo Innovativo e Versatile per Tutti
Fedora è una delle distribuzioni più popolari del sistema operativo GNU/Linux, sviluppata dal progetto Fedora e sponsorizzata da Red Hat. Con una storia che risale al 2003, Fedora si è evoluta costantemente, mantenendo un forte focus sull’innovazione e sulla comunità open source. Questo articolo esplorerà le origini, le caratteristiche, le novità recenti e i futuri sviluppi di Fedora. Io…
Cassandra Crossing/ Hacker contro la Cancel Culture, per RMS
New Post has been published on https://www.aneddoticamagazine.com/it/cassandra-crossing-hacker-contro-la-cancel-culture-per-rms/
Cassandra Crossing/ Hacker contro la Cancel Culture, per RMS
Dopo il rientro di Stallmann nella Free Software Foundation la macchina del fango si è rimessa in moto.
Il mondo riesce a stupire negativamente anche Cassandra, che pure con le sventure ha una certa confidenza.
Lo aveva fatto il 16 settembre 2020, quando la macchina del fango montata dalla “cancel culture” contro Richard Stallmann
lo aveva costretto alle dimissioni dal board della Free Software Foundation, organizzazione che lui aveva creato e per cui ha lavorato indefessamente per un trentennio.
Cassandra si era già espressa sulla vicenda con un sintetico riassunto della triste ed incredibile vicenda, fornendo anche la sua opinione sul perché la scena hacker italiana era rimasta muta in maniera assordante sul linciaggio morale subito da Stallmann. Era rimasta muta per paura.
Dopo il rinsavimento della Free Software Foundation, che ha deciso per il rientro di Richard M. Stallmann nel board, proprio dal mondo del “Software Libero”, dove Stallmann incredibilmente è inviso a molte persone (evidentemente incapaci di sentire il debito di riconoscenza a lui dovuto) è stata lanciata un’iniziativa che ne chiede nuovamente l’allontanamento.
Espressa in formato “per programmatori”, come progetto su Github, è una petizione la cui sola prima frase suscita un senso di ripulsa nella forma, ed è un esercizio di rara raffinatezza di disinformazione e negazionismo nella sostanza.
“Richard M. Stallman, frequently known as RMS, has been a dangerous force in the free software community for a long time. He has shown himself to be misogynist, ableist, and transphobic, among other serious accusations of impropriety. These sorts of beliefs have no place in the free software, digital rights, and tech communities.”
“Richard M. Stallman, spesso noto come RMS, è stato a lungo una forza pericolosa nella comunità del Software Libero. Ha dimostrato di essere misogino, discriminatore dei disabili e transfobico, tra le altre serie accuse di scorrettezza. Queste convinzioni non hanno alcun posto nelle comunità del Software Libero, dei diritti digitali e delle tecnologie.”
Di sicuro chi ha promosso e firmato la petizione non può parlare a nome delle comunità del software libero, e sfiora il ridicolo parlando a nome dei sostenitori dei diritti digitali, visto che nega i diritti civili ad una persona incolpevole a causa delle opinioni che fantasiosamente gli attribuisce.
Sul fatto, un articolo equilibrato ed esaustivo (in lingua inglese) è consultabile qui.
Ora, molti, anzi tantissimi soliti noti della scena hacker italiana non hanno preso posizione nemmeno su questa vicenda; alcuni l’hanno purtroppo sottoscritta.
Questo, di conseguenza, è un appello affinché coloro che pur disapprovando il precedente linciaggio di Stallmann hanno taciuto, non ripetano lo stesso errore oggi. Perché si scrollino di dosso la paura dell’impopolarità e prendano una posizione pubblica su questa dolorosa e divisiva vicenda.
Scrivere a Cassandra – @calamarim
Le profezie di Cassandra: @XingCassandra
Videorubrica “Quattro chiacchiere con Cassandra”
Lo Slog (Static Blog) di Cassandra
L’archivio di Cassandra: scuola, formazione e pensiero
Cassandra Crossing/ Hacker contro la Cancel Culture, per RMS
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Cassandra Crossing/ Hacker contro la Cancel Culture, per RMS
Dopo il rientro di Stallmann nella Free Software Foundation la macchina del fango si è rimessa in moto.
Il mondo riesce a stupire negativamente anche Cassandra, che pure con le sventure ha una certa confidenza.
Lo aveva fatto il 16 settembre 2020, quando la macchina del fango montata dalla “cancel culture” contro Richard Stallmann
lo aveva costretto alle dimissioni dal board della Free Software Foundation, organizzazione che lui aveva creato e per cui ha lavorato indefessamente per un trentennio.
Cassandra si era già espressa sulla vicenda con un sintetico riassunto della triste ed incredibile vicenda, fornendo anche la sua opinione sul perché la scena hacker italiana era rimasta muta in maniera assordante sul linciaggio morale subito da Stallmann. Era rimasta muta per paura.
Dopo il rinsavimento della Free Software Foundation, che ha deciso per il rientro di Richard M. Stallmann nel board, proprio dal mondo del “Software Libero”, dove Stallmann incredibilmente è inviso a molte persone (evidentemente incapaci di sentire il debito di riconoscenza a lui dovuto) è stata lanciata un’iniziativa che ne chiede nuovamente l’allontanamento.
Espressa in formato “per programmatori”, come progetto su Github, è una petizione la cui sola prima frase suscita un senso di ripulsa nella forma, ed è un esercizio di rara raffinatezza di disinformazione e negazionismo nella sostanza.
“Richard M. Stallman, frequently known as RMS, has been a dangerous force in the free software community for a long time. He has shown himself to be misogynist, ableist, and transphobic, among other serious accusations of impropriety. These sorts of beliefs have no place in the free software, digital rights, and tech communities.”
“Richard M. Stallman, spesso noto come RMS, è stato a lungo una forza pericolosa nella comunità del Software Libero. Ha dimostrato di essere misogino, discriminatore dei disabili e transfobico, tra le altre serie accuse di scorrettezza. Queste convinzioni non hanno alcun posto nelle comunità del Software Libero, dei diritti digitali e delle tecnologie.”
Di sicuro chi ha promosso e firmato la petizione non può parlare a nome delle comunità del software libero, e sfiora il ridicolo parlando a nome dei sostenitori dei diritti digitali, visto che nega i diritti civili ad una persona incolpevole a causa delle opinioni che fantasiosamente gli attribuisce.
Sul fatto, un articolo equilibrato ed esaustivo (in lingua inglese) è consultabile qui.
Ora, molti, anzi tantissimi soliti noti della scena hacker italiana non hanno preso posizione nemmeno su questa vicenda; alcuni l’hanno purtroppo sottoscritta.
Questo, di conseguenza, è un appello affinché coloro che pur disapprovando il precedente linciaggio di Stallmann hanno taciuto, non ripetano lo stesso errore oggi. Perché si scrollino di dosso la paura dell’impopolarità e prendano una posizione pubblica su questa dolorosa e divisiva vicenda.
Scrivere a Cassandra – @calamarim
Le profezie di Cassandra: @XingCassandra
Videorubrica “Quattro chiacchiere con Cassandra”
Lo Slog (Static Blog) di Cassandra
L’archivio di Cassandra: scuola, formazione e pensiero
Cassandra Crossing/ Immuni: chiedete e vi sarà dato
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Cassandra Crossing/ Immuni: chiedete e vi sarà dato
Visto che laggiù forse ascoltano Cassandra, ripetiamo due cose importanti.
Una volta si diceva che un motociclista ottimista si riconosce dai moscerini tra i denti. Ora i caschi sono integrali, e certi indizi bisogna cercarli in modo diverso.
Il lavoro del programmatore è vivere in un mondo in rivoluzione permanente, in cui i problemi sono sempre gli stessi e la miglior rivoluzione è una conservazione intelligente di pochi principi di base.
E’ proprio valutando questo che si può di analizzare “andreottianamente” quello che succede.
Oggi abbiamo anche alcuni sorgenti del lato server dell’app Immuni. Ottima cosa, dovuta in effetti fin dall’inizio.
Ma ancora una cosa parziale.
La questione irrisolta è se si voglia fare bella figura con le persone (e questo obbiettivo di marketing è ormai stato raggiunto) o si voglia davvero sfruttare (si, proprio “sfruttare”) il circolo virtuoso del software libero.
In questo caso mancano ancora parecchie cosette, ed il diavolo, come sempre, sta proprio nei dettagli.
Per innescare il circolo virtuoso che porta a contributi esterni e maggiore sicurezza, si deve permettere di riprodurre il software completo, per consentire di fare test e sviluppo, in maniera rapida ed efficiente. Senza sprecare quel tempo, che volontariamente molte persone possono regalare, con il lavoro non necessario di riuscire a riprodurre, faticosamente ed a tentativi, il software e l’infrastruttura di test.
Questo vuol dire documentazione (tecnica, non solo “politica” o gestionale) in forma di brevi documenti, script di compilazione, un minimo di verifica che tutto funzioni.
Un piccolo esempio di cosa è ancora da fare?
Permission sui repository referenziati negli script.
marcoc@talus:~$ git clone --recurse-submodules [email protected]:immuni-app/immuni-backend-exposure-ingestion.git Cloning into 'immuni-backend-exposure-ingestion'... [email protected]: Permission denied (publickey). fatal: Could not read from remote repository.
Lo so, si può aggirare, ma perché deve essere necessario?
Un altro piccolo esempio?
Script per la riproducibilità binaria dell’app. Dove sono? Su, basta poco, li avete. Aggiungeteli con due righe due di spiegazione del processo di build.
Lo so, questo costerà un po’ di tempo (ma non tanto) di una persona che potrebbe invece lavorare (“sudare”) sul codice, e sarebbe “uno spreco”.
No, non è uno spreco, è una risorsa preziosa.
Questo è il discorso sballato (il solito discorso sballato) che Cassandra ha sentito mille volte dal “capo” di turno in una vita lavorativa da (più o meno) softwarista.
“Non serve, non è il momento, non c’è tempo…”
No, è indispensabile, ed è ora il momento perfetto; poche ore di lavoro per far partire e curare un prezioso feedback (ed anche questo dovrà essere gestito) di aiuto, bugfix, informazioni, correzioni; un contributo impagabile e che premierà senza alcun dubbio con sicurezza ed efficienza. Sicurezza ed efficenza, il circolo virtuoso del software libero. Pare che anche il COPASIR sia d’accordo.
Non è un problema di gestione di un gruppo di lavoro; è un problema (il solito problema) di reale convinzione e volontà (povero me!) politica. Lo si vuol veramente fare? Allora va fatto con la massima convinzione ed intensità.
Poi, se di Immuni ci sia davvero bisogno, e se i rischi che comporta valgano la candela dei possibili benefici … beh, come diceva la voce narrante di “Conan il Barbaro, “… questa è un’altra storia”.
Ma certamente una Immuni sicura è meglio di una Immuni insicura.
Scrivere a Cassandra – @calamarim
Le profezie di Cassandra: @XingCassandra
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Lo Slog (Static Blog) di Cassandra
L’archivio di Cassandra: scuola, formazione e pensiero
Cassandra Crossing/ Immuni: chiedete e vi sarà dato
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Cassandra Crossing/ Immuni: chiedete e vi sarà dato
Visto che laggiù forse ascoltano Cassandra, ripetiamo due cose importanti.
Una volta si diceva che un motociclista ottimista si riconosce dai moscerini tra i denti. Ora i caschi sono integrali, e certi indizi bisogna cercarli in modo diverso.
Il lavoro del programmatore è vivere in un mondo in rivoluzione permanente, in cui i problemi sono sempre gli stessi e la miglior rivoluzione è una conservazione intelligente di pochi principi di base.
E’ proprio valutando questo che si può di analizzare “andreottianamente” quello che succede.
Oggi abbiamo anche alcuni sorgenti del lato server dell’app Immuni. Ottima cosa, dovuta in effetti fin dall’inizio.
Ma ancora una cosa parziale.
La questione irrisolta è se si voglia fare bella figura con le persone (e questo obbiettivo di marketing è ormai stato raggiunto) o si voglia davvero sfruttare (si, proprio “sfruttare”) il circolo virtuoso del software libero.
In questo caso mancano ancora parecchie cosette, ed il diavolo, come sempre, sta proprio nei dettagli.
Per innescare il circolo virtuoso che porta a contributi esterni e maggiore sicurezza, si deve permettere di riprodurre il software completo, per consentire di fare test e sviluppo, in maniera rapida ed efficiente. Senza sprecare quel tempo, che volontariamente molte persone possono regalare, con il lavoro non necessario di riuscire a riprodurre, faticosamente ed a tentativi, il software e l’infrastruttura di test.
Questo vuol dire documentazione (tecnica, non solo “politica” o gestionale) in forma di brevi documenti, script di compilazione, un minimo di verifica che tutto funzioni.
Un piccolo esempio di cosa è ancora da fare?
Permission sui repository referenziati negli script.
marcoc@talus:~$ git clone --recurse-submodules [email protected]:immuni-app/immuni-backend-exposure-ingestion.git Cloning into 'immuni-backend-exposure-ingestion'... [email protected]: Permission denied (publickey). fatal: Could not read from remote repository.
Lo so, si può aggirare, ma perché deve essere necessario?
Un altro piccolo esempio?
Script per la riproducibilità binaria dell’app. Dove sono? Su, basta poco, li avete. Aggiungeteli con due righe due di spiegazione del processo di build.
Lo so, questo costerà un po’ di tempo (ma non tanto) di una persona che potrebbe invece lavorare (“sudare”) sul codice, e sarebbe “uno spreco”.
No, non è uno spreco, è una risorsa preziosa.
Questo è il discorso sballato (il solito discorso sballato) che Cassandra ha sentito mille volte dal “capo” di turno in una vita lavorativa da (più o meno) softwarista.
“Non serve, non è il momento, non c’è tempo…”
No, è indispensabile, ed è ora il momento perfetto; poche ore di lavoro per far partire e curare un prezioso feedback (ed anche questo dovrà essere gestito) di aiuto, bugfix, informazioni, correzioni; un contributo impagabile e che premierà senza alcun dubbio con sicurezza ed efficienza. Sicurezza ed efficenza, il circolo virtuoso del software libero. Pare che anche il COPASIR sia d’accordo.
Non è un problema di gestione di un gruppo di lavoro; è un problema (il solito problema) di reale convinzione e volontà (povero me!) politica. Lo si vuol veramente fare? Allora va fatto con la massima convinzione ed intensità.
Poi, se di Immuni ci sia davvero bisogno, e se i rischi che comporta valgano la candela dei possibili benefici … beh, come diceva la voce narrante di “Conan il Barbaro, “… questa è un’altra storia”.
Ma certamente una Immuni sicura è meglio di una Immuni insicura.
Scrivere a Cassandra – @calamarim
Le profezie di Cassandra: @XingCassandra
Videorubrica “Quattro chiacchiere con Cassandra”
Lo Slog (Static Blog) di Cassandra
L’archivio di Cassandra: scuola, formazione e pensiero
Cassandra Crossing/ Immuni: chiedete e vi sarà dato
New Post has been published on https://www.aneddoticamagazine.com/it/cassandra-crossing-immuni-chiedete-e-vi-sara-dato/
Cassandra Crossing/ Immuni: chiedete e vi sarà dato
Visto che laggiù forse ascoltano Cassandra, ripetiamo due cose importanti.
Una volta si diceva che un motociclista ottimista si riconosce dai moscerini tra i denti. Ora i caschi sono integrali, e certi indizi bisogna cercarli in modo diverso.
Il lavoro del programmatore è vivere in un mondo in rivoluzione permanente, in cui i problemi sono sempre gli stessi e la miglior rivoluzione è una conservazione intelligente di pochi principi di base.
E’ proprio valutando questo che si può di analizzare “andreottianamente” quello che succede.
Oggi abbiamo anche alcuni sorgenti del lato server dell’app Immuni. Ottima cosa, dovuta in effetti fin dall’inizio.
Ma ancora una cosa parziale.
La questione irrisolta è se si voglia fare bella figura con le persone (e questo obbiettivo di marketing è ormai stato raggiunto) o si voglia davvero sfruttare (si, proprio “sfruttare”) il circolo virtuoso del software libero.
In questo caso mancano ancora parecchie cosette, ed il diavolo, come sempre, sta proprio nei dettagli.
Per innescare il circolo virtuoso che porta a contributi esterni e maggiore sicurezza, si deve permettere di riprodurre il software completo, per consentire di fare test e sviluppo, in maniera rapida ed efficiente. Senza sprecare quel tempo, che volontariamente molte persone possono regalare, con il lavoro non necessario di riuscire a riprodurre, faticosamente ed a tentativi, il software e l’infrastruttura di test.
Questo vuol dire documentazione (tecnica, non solo “politica” o gestionale) in forma di brevi documenti, script di compilazione, un minimo di verifica che tutto funzioni.
Un piccolo esempio di cosa è ancora da fare?
Permission sui repository referenziati negli script.
marcoc@talus:~$ git clone --recurse-submodules [email protected]:immuni-app/immuni-backend-exposure-ingestion.git Cloning into 'immuni-backend-exposure-ingestion'... [email protected]: Permission denied (publickey). fatal: Could not read from remote repository.
Lo so, si può aggirare, ma perché deve essere necessario?
Un altro piccolo esempio?
Script per la riproducibilità binaria dell’app. Dove sono? Su, basta poco, li avete. Aggiungeteli con due righe due di spiegazione del processo di build.
Lo so, questo costerà un po’ di tempo (ma non tanto) di una persona che potrebbe invece lavorare (“sudare”) sul codice, e sarebbe “uno spreco”.
No, non è uno spreco, è una risorsa preziosa.
Questo è il discorso sballato (il solito discorso sballato) che Cassandra ha sentito mille volte dal “capo” di turno in una vita lavorativa da (più o meno) softwarista.
“Non serve, non è il momento, non c’è tempo…”
No, è indispensabile, ed è ora il momento perfetto; poche ore di lavoro per far partire e curare un prezioso feedback (ed anche questo dovrà essere gestito) di aiuto, bugfix, informazioni, correzioni; un contributo impagabile e che premierà senza alcun dubbio con sicurezza ed efficienza. Sicurezza ed efficenza, il circolo virtuoso del software libero. Pare che anche il COPASIR sia d’accordo.
Non è un problema di gestione di un gruppo di lavoro; è un problema (il solito problema) di reale convinzione e volontà (povero me!) politica. Lo si vuol veramente fare? Allora va fatto con la massima convinzione ed intensità.
Poi, se di Immuni ci sia davvero bisogno, e se i rischi che comporta valgano la candela dei possibili benefici … beh, come diceva la voce narrante di “Conan il Barbaro, “… questa è un’altra storia”.
Ma certamente una Immuni sicura è meglio di una Immuni insicura.
Scrivere a Cassandra – @calamarim
Le profezie di Cassandra: @XingCassandra
Videorubrica “Quattro chiacchiere con Cassandra”
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L’archivio di Cassandra: scuola, formazione e pensiero