Solo oggi, dopo tutto quello che è successo, mi rendo conto che era solo amore. Fin dall'inizio. Fin dalla prima volta che ti ho visto, toccato, sentito.
Daniela Volontè, Insegnami a vivere
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Solo oggi, dopo tutto quello che è successo, mi rendo conto che era solo amore. Fin dall'inizio. Fin dalla prima volta che ti ho visto, toccato, sentito.
Daniela Volontè, Insegnami a vivere
8 Luglio
A volte sarebbe proprio bello poter avere un interruttore che spenga il dolore. Avete presente quando siete innamorati di una persona che non ricambia?
Quel dolore di quando siete in gruppo tutti insieme e tu vorresti solo stare con quella persona, riderci insieme, scherzare farsi le coccole.... e invece no perché per l’altro voi non siete importante, o magari lo siete ma non come piacerebbe a voi.
Quella sensazione di quando sfodera quel sorriso a 32 denti che tutto ciò che vi verrebbe da fare sarebbe andare lì prenderlo tra le vostre braccia e riempirlo di baci, ma sapete che non potete, anzi peggio sapete che non è ciò che vuole e quindi non lo fate.
Sarebbe bello poter spegnere tutto in modo che queste cose non vi tocchino più, in modo da non stare più male se non sta lì con voi, se non vi parla, se vi ignora o se preferisce la compagnia di qualcun’altro. Sarebbe bello poter mettere tutto in modalità off in modo da guardare questa persona che per voi è così speciale e non provare più niente, non starci più male, non soffrire più e per una volta vederla allo stesso modo in cui questa persona vede voi
Dicono tutti che le persone si affezionano solo a chi va sempre via, che più tratti male qualcuno e più allora lui ti vorrà bene. Beh, non so come vada per gli altri ma, per quel che riguarda me, mi conquisti con la dolcezza. Mi conquisti con le attenzioni, con le carezze che non mi aspetto, con lo sguardo di chi sa per certo che vuole solamente me e nient’altro. Per quel che riguarda me, mi conquisti con gli abbracci quelli timidi eppure così forti, coi sorrisi lunghi giorni mentre mi guardi negli occhi con i baci piccoli e mai esausti, con i fiori alla stazione, si, come i miei nonni. Mi conquisti con quelle cose tipo ‘oggi come stai davvero?’ ‘se non ci sei tu, io non ci vado’, mi conquisti se sul volto hai un paio d’occhi dove io posso starci larga, che c’è spazio solo per me, mi conquisti con le attenzioni quando mi aspetti, quando mi rassicuri con la purezza di chi si emoziona senza scappare perché amare fa male, ma ho bisogno di chi sa rischiare perché solo chi sa rischiare sa restare. Dicono tutti che più tratti male qualcuno, e più allora quella persona ti amerà. Beh, non è così per quel che riguarda me. Io mi innamoro di quello che mi è sempre mancato. Ho pianto abbastanza, mi conquisti se mi fai ridere. Non ho mai avuto un abbraccio nel momento esatto in cui l’ho desiderato con tutta l’anima, mi conquisti se mischi col mio corpo la tua anima, attraverso le braccia ma prima ancora che io te lo chieda. Mi hanno urlato contro tante cose, e poche di queste erano gentili, sai, mi conquisti se sussurri. Se mi dici ‘sei bella’ e arrossisco e arrossisci. E forse sarò antiquata e un po’ troppo romantica, ma per me l’amore ha smesso di essere una fatica, una dannata lotta. Se ami qualcuno che ti fa solo male, sai, probabilmente non è amore è che non ti vuoi bene. Banale? Ma è pur sempre la verità. Perché non è vero che più fai del male a qualcuno, più quel qualcuno ti amerà. Io, per esempio, se mi fai male sparisco. Perché ho bisogno di quello che non ho mai avuto, sentirmi amata davvero!
Ti ricordi di me? Abbiamo fatto scintille.
Ti capita mai di sentirti soffocare? Quella sensazione in cui inizi a pensare talmente tanto, al passato, al presente e al futuro.. Che non sai più dove andare a sbattere la testa? Ecco io proprio in quel momento mi sento soffocare. Mi sento soffocare dalle lacrime che non riesco a fare uscire, che rimando spesso giù dentro di me pensando che così mi possa passare il momento negativo. Che spesso rimando giù per delle persone che mi circondano. Tempo fa, mi dicevano sempre "hai le lacrime in tasca", perche piangevo per ogni minima cosa,ogni cosa mi faceva commuovere. Ma crescendo, ho capito che si piange raramente, ma quando si piange lo si fa di santa ragione. Perché quel senso di soffocamento prima o poi lo devi buttare fuori. Anche contro di te. Prima o poi succede e a me personalmente succede di notte. E quando capita quella notte,in quella maledetta notte mi piango anche l'anima.Tanto che quando finisco, mi sento vuota. Un vuoto che poi in realtà non so descrivere, che quasi mi verrebbe voglia di piangere ancora. Ma che poi non ce la faccio, perché non ho le forze. Ne mentalmente, perché mi sento esausta e ne fisicamente, perché ogni parte di me non ce la fa... dagli occhi troppo gonfi, dagli occhi che oltre ad essere gonfi sono così rossi che neanche riesci a chiuderli, dalla bocca secca e dalle labbra mezze appiccicate, dall'emicrania che improvvisamente sento invadermi la testa.Quindi poi mi passa anche la fantasia di piangere ancora, e mi lascio cullare dall'apparente vuoto che si crea dentro e intorno a me.
Sentendomi vuota.
Sentendomi niente.
Ma che apparentemente mi appaga e mi fa sentire libera.
per un po' di vita qua tocca fare a botte,
perché la fortuna bacia, ma la sfiga ti fotte