Ma le auto elettriche sognano pecore silenziose?
Che per Holly Herndon — artista americana multidisciplinare con base a San Francisco e dottoranda alla Stanford University in Computer Music — le automobili rappresentassero un'attrazione particolare non è un mistero. La pubblicazione su cassetta di Car (2012, su THIRDSEX — una composizione specificamente concepita per l'ascolto in auto e costruita in modo da risuonare al meglio all'interno della sua Toyota Matrix) era un chiaro sintomo.
E infatti, puntuale — di una puntualità robotica che conferma e stupisce allo stesso tempo —, la troviamo coinvolta, insieme ad altri ricercatori, sound designer e creativi, nell'interessante e futuristico progetto Sonic Movement, nato nei laboratori di Ricerca e Sviluppo di Semcon, azienda svedese specializzata in tecnologia e servizi ingegneristici, e presentato a settembre 2013 al Motor Show di Francoforte.
Sonic Movement nasce da una una controversia nel mondo dei veicoli elettrici che non ha niente a che vedere con le batterie, l'efficienza energetica o i prezzi di listino. Riguarda il suono. O meglio: la peculiare silenziosità dei veicoli elettrici.
Su questo tema scuole di pensiero opposte si stanno fronteggiando: per alcuni i cosiddetti EVs (electric vehicles) dovrebbero semplicemente rimanere silenziosi. Altri pensano invece che questa caratteristica possa costituire un rischio per pedoni e ciclisti in quanto — banalmente — permetterebbe ai veicoli elettrici di avvicinarsi ad essi troppo silenziosamente e coglierli di sorpresa.
Il progetto di Semcon è chiaramente frutto della riflessione di persone che appartengono alla seconda scuola di pensiero e che partendo dal cuore del problema (prepararsi a dotare gli EVs di sistemi acustici che ne segnalino l'approssimarsi ai passanti) vogliono anche riflettere sul suono delle nostre città oggi e fantasticare su quello di domani.
Il culmine di questa fantasia — folle e geniale insieme — è l'idea più poetica e pionieristica di tutto Sonic Movement: quella di sinfonia delle macchine. Una visione affascinante anche se per ora del tutto fantascientifica in cui, nelle parole di un altro degli artisti coinvolti, Mat Dryhurst, "usando i principi del contrappunto, le automobili emetteranno dei suoni e saranno sensibili a quelli delle automobili circostanti". E in quelle di una simpatica Holly: "Stockhausen ha scritto musica per elicotteri, no? Ecco... Io voglio scrivere musica per automobili.". Che tipi, chissà se ce la faranno.
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