DON’T TOUCH
Si piegherebbe piano in avanti, nel tentativo di raggiungere la sua pelle da sfiorare, nel tentativo di trovarvi semplice calore umano, ma la verità è che impatta contro quella barriera magica che ne blocca la mano ed irrigidisce l’Auror dietro di lui. Lo sguardo, interrogativo, le labbra incredule, dischiuse; lo fisserebbe poco dopo, probabilmente rivelandone sfumature di terrore che cerca stoicamente di nascondere.
Smuove rapidamente la mano sinistra per poter seguire in sincronia con il movimento altrui, il gesto, tanto da tentare di avvicinare questa in direzione della mano di Sebastian, pronta ad afferrarla se non fosse di come solo ora possa rendersi conto dell’intoppo ingannevole. Alcune leggere crepe lo rendono ancora più di noto di quanto già non lo fosse stato il tocco della mano; il muro decisamente invisibile, ma efficace da non aver nemmeno la possibilità di poter sfiorare l’altra persona. Mano che rimane sollevata e istintivamente viene stretta in un pugno, vibrante, prima di abbassarla lentamente. Le palpebre si serrano, un respiro gonfia la toracica e poi viene rilasciato insieme all’alzata del capo e l’apertura dello sguardo in direzione solo ed esclusivamente di Sebastian
Non posso toccarti, dicono, ma senti, senti come ti abbracciano forte i miei occhi.














