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In Biblioteca puoi scoprire autori e opere che non conoscevi o di cui avevi sentito parlare ma che ancora non avevi avuto modo di leggere. Ed è per questo che abbiamo deciso di dedicare un angolo alla scoperta di questi "tesori nascosti".
Oggi l'opera prescelta è "Margherita dolcevita" di Stefano Benni.
Margherita Dolcevita è una ragazzina che sa guardare il mondo. Le bastano un cuore appena difettoso e qualche chilo in più per aggiungere sale e ironia alla sua naturale intelligenza. Compatisce con affetto le stramberie della sua famiglia e volentieri si perde nel grande prato intorno alla sua casa, ultimo baluardo della campagna ormai contaminata dalla città e dimora della sua amica invisibile: la Bambina di polvere. Ma improvvisamente, come un fantasma di notte, di fronte alla casa di Margherita appare un cubo di vetro nero circondato da un asettico giardino sintetico e da una palizzata di siepi. Sono arrivati i signori Del Bene, i portatori del "nuovo", della beatitudine del consumo. Amici o corruttori? La famiglia di Margherita cade in una sorta di oscuro incantesimo: nessuno ne resta immune. E su chi fa resistenza alla festa del benessere, della merce e del potere s'addensa una nube di misteriose ritorsioni. Margherita sospetta un piano diabolico ed è pronta a mettere in gioco tutta la combattività e l'immaginazione per scoprire in quale abisso di colpevole stoltezza il suo piccolo mondo, e forse il mondo intero, sono precipitati.
“Margherita Dolcevita” è un romanzo particolare. E, in effetti, è una storia ironica, divertente, una favola senza tempo e dal finale totalmente spiazzante. Il racconto ha come protagonista l’adolescente col cuore malandato, Margherita, che ama i libri e la poesia, il cui sguardo va oltre le apparenze e la fantasia non ha confini: un personaggio davvero fuori dagli schemi, assolutamente fuori posto in una società moderna, ma che invece risulta essere la persona più “normale”. Scrive poesie brutte, incipit di racconti mai finiti, e inventa titoli di libri ostentando tanta sicurezza da farli sembrare veri. Un piccolo personaggio geniale che passa da momenti estremamente infantili all'argutezza non proprio di una ragazza della sua età, fino alle polemiche di una donna di ottant'anni. Ha i capelli biondi e ricci (come i fusilli) e non è un personaggio idilliaco, ma come tutti gli adolescenti ha caratteristiche uniche e imperfette che la rendono totalmente umana: è una ragazza positiva, onesta, sincera e coraggiosa.
“Margherita Dolcevita” è un romanzo che spinge il lettore a riflettere sui contorni sempre più netti che sta via via assumendo la nostra società: la ricerca della perfezione, il consumismo, la distruzione del nostro pianeta e il disinteresse verso il prossimo. Non è un semplice libro per bambini, ma un atto di denuncia, a volte celato, a volte evidente e diretto. Fa riflettere su ciò che conta davvero e sull'importanza dei buoni sentimenti, come la generosità, l’amicizia, l’affetto familiare, l’umiltà. La fantasia di Margherita è una barriera protettiva contro le minacce incombenti dell’era moderna, che annullano la creatività e la personalità dell’individuo e che, se ignorate o sottovalutate, diventano ogni giorno più forti e pericolose. È necessario, dunque, combattere per ciò in cui si crede, rispettare se stessi e gli altri, non aver paura di mostrarsi per quello che si è.
Può sembrare un romanzo cupo e triste, e forse in fondo un po' lo è, ma si tratta della vita.
Quel che è certo è che Benni ci proietta in un mondo di riflessioni: ci si ritrova spesso a pensare a tutte le nostre scelte, ai nostri modi di agire e alle loro conseguenze. Fino a capire che, alla fine della storia, il progresso della società ci spinge verso un mondo più comodo ma anche, per certi versi, peggiore perché fa dimenticare la bellezza di alcuni valori. Questo non vuol dire, però, che ci si debba arrendere: Margherita ne è l'esempio più vivo e lampante.
Non esiste una biografia vera e propria di Stefano Benni - fanpage autore, perché, da trent'anni, si diverte a modificarla, arricchirne dii particolari e di aspetti spesso inventati! Basti pensare che Benni si è cimentato a costruirsi almeno dodici biografie diverse! Eccone una che, però, è quasi vera. Nasce nel 1947 a Bologna ma la sua infanzia è sulle montagne dell’Appennino, dove fa le prime scoperte letterarie, erotiche e politiche. Gioca a pallone ma la sua carriera è interrotta da un infortunio. Studia al classico con risultati non eclatanti, l’università non fa per lui: cambia due o tre facoltà, ma intanto ha cominciato a scrivere. Inizia a fare l’attore, ma non guadagna una lira. È un’esperienza che gli servirà dopo. Lavora in alcuni giornali, poi Fruttero e Lucentini lo scoprono sulla rivista “Il Mago”. Scrive articoli per il Mondo, Panorama, Espresso e soprattutto per il Manifesto. Durante il militare scrive “Bar Sport”. Con i primi soldi viaggia... Ha scritto più di venti libri. È momentaneamente vivo e in buona salute.
"Non disprezzare il poco, il meno, il non abbastanza L’umile, il non visto, il fioco, il silenzioso Perché quando saranno passati amori e battaglie Nell’ultimo camminare, nella spoglia stanza Non resteranno il fuoco e il sublime, il trionfo e la fanfara Ma braci, un sorso d’acqua, una parola sussurrata, una nota Il poco, il meno il non abbastanza." (Stefano Benni) . . #stefanobenni https://www.instagram.com/p/CU_13amt3A5/?utm_medium=tumblr
Per ribellarsi occorrono sogni che bruciano anche da svegli, occorre il dolore dell’ingiustizia, la febbre che toglie all’uomo la malattia della paura, dell’avidità, del servilismo. Per ribellarsi bisogna saper guardare oltre i muri, oltre il mare, oltre le misure del mondo. La miseria dell’uomo incendia la terra ovunque, ma è un fuoco sterile, che cancella e impoverisce. È un fuoco che odia ciò che lo genera, è cenere senza storia.
Saper bruciare solo ciò da cui poi nascerà erba nuova, ecco la vera ribellione.
Dentro un raggio di sole che entra dalla finestra, talvolta vediamo la vita nell’aria. E la chiamiamo polvere. (Stefano Benni) ~~~~~~~~~~~~~~~~ Inside a ray of sunlight that comes through the window, we sometimes see life in the air. And we call it dust. (Stefano Benni) ~~~~~~~~~~~~~~~ #andreamichienzi #yallyally #travelfriends3 #nikon_photogroup #nikon_photo #18_55mm_lens #18_55mm #18_55 #lucideltramonto #stefanobenni #interni #fotografiainterni #sunset_love #sunset_pic #tramonto🌅 (presso Acconia) https://www.instagram.com/p/B2yah_LoLvV/?igshid=1851pgyffdhi2
Stefano Benni, L’ultima lacrima
«Bisogna assomigliare alle parole che si dicono» #stefanobenni [con i pensieri a qualche estate fa]