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Time to have your voice heard…
A new robot can change its structure in seconds to avoid obstacles
It can adapt to different walking styles by melting and then re-solidifying its structure.
How it works: The small, four-legged robot has a 3D-printed plastic structure with “shape morphing joints” that can be selectively melted and re-hardened to optimize its legs for different motions. A wire that heats up when a voltage is applied is wrapped around the joints and takes about 10 seconds to soften them. It can switch between a number of different leg positions to let it climb over, or lower itself beneath, obstacles.
Potential uses? The system could improve robots’ capabilities without adding cost, weight, or complexity, its creator Jianguo Zhao at Colorado State University, tells IEEE Spectrum. One day, something similar could be useful for robots that need to adapt to different tasks, such as environmental monitoring.
A milky-white, nearly featureless robot appears ready to feast on human souls.
Because stupid #AI is actually the most dangerous AI. http://www.stopkillerrobots.org #StopKillerRobots
Source:- https://thenib.com/officer-involved-comic-commentary-bf239975bf09 See also:- http://www.stopkillerrobots.org/
Chi fermerà i Robot Killer?
Un paio di settimane fa, dal 13 al 16 maggio, l’ONU ha tenuto a Ginevra il primo meeting internazionale dedicato alle LAWS (Lethal Autonomous Weapons Systems), che comprendono anche i robot killer, cioè quei robot che sono in grado di uccidere autonomamente.
Nella CCW (Convention on Certain Conventional Weapons) sono intervenuti numerosi professori ed esperti di robotica per discutere molti degli aspetti che riguardano queste macchine: come debbano essere progettate, il livello di autonomia che deve essere loro concesso e le possibili implicazioni etiche che comporterebbe la loro presenza nella società contemporanea.
I robot killer sono delle armi che selezionano ed attaccano un obiettivo in completa autonomia, senza dover sottostare al controllo dell’uomo. Una volta programmati dunque, hanno la facoltà di uccidere un essere umano in modo semplice ed automatico.
Ecco Taranis, un aereo da guerra semiautonomo inglese
I droni sono considerati i progenitori di queste letali macchine, di cui ancora sono presenti solo alcuni prototipi, ma che con il rapido progresso della tecnologia potrebbero presto fare la loro comparsa nel mondo bellico, rivoluzionandolo completamente. A studiare e a progettare questi killer sono soprattutto Stati Uniti, Cina, Russia, Israele e Corea del Nord. Qui ad esempio vengono impiegati dei particolari robot “sentinella”, creati dalla Samsung Techwin, in grado di attaccare gli intrusi nelle aree non autorizzate, rilevandone il calore corporeo attraverso infrarossi. In Israele invece è presente quella che viene definita la “striscia di morte automatica”, al confine con la striscia di Gaza, dove un sistema automatizzato formato da mitragliatori, sensori e droni attacca autonomamente chiunque si avvicini.
Dalla prospettiva dei diritti umani questo progetto è oltremodo allarmante. Innanzitutto l’utilizzo di armi senza un diretto controllo dell’uomo aumenterebbe il numero di uccisioni ritenute illegali, infatti sarebbe impossibile programmare un robot che rispetti il diritto internazionale. Attribuire ad una macchina il potere sulla vita o sulla morte di una persona è assolutamente inconcepibile.
Ma anche ammesso che queste macchine vengano approvate, quanto potrebbero giovare al mondo? Attualmente sembrano decisamente più propense a danneggiare la popolazione piuttosto che a portare benefici. Se infatti venissero programmate per attaccare i civili o se si verificasse un qualsiasi errore nella fase di progettazione, questi robot fuori controllo potrebbero diventare pericolosissimi.
L'incontro come riportato da Euronews
Il principale obiettivo degli esperti in tecnologie militari, sostenitori delle LAWS, è quello di creare una sorta di Terminator: un robot armato in grado di agire autonomamente, una macchina indipendente che potrà un giorno sostituirsi al soldato. Secondo molti studiosi, come Ronald Arkin, i robot killer potranno diminuire le vittime ed i danni collaterali negli scontri bellici, arrivando ad avere persino “comportamenti più etici dei soldati umani”.
Tutte le associazioni mondiali che difendono i diritti umani invece si dichiarano contrarie e chiedono che i governi abbandonino definitivamente questi progetti e che l’ONU vieti la costruzione di queste armi.
Il dibattito è ancora aperto e la decisione da prendere non è facile, ma è bene rifletterci. Si tratta di una rivoluzione tecnologica o di qualcosa che potrebbe ritorcersi contro la nostra specie? E soprattutto, qual è il limite tra progresso e pericolo?
Evidentl, at the recent UN Convention on Certain Conventional Weapons, held from May 13 to 16 in Geneva, robotics experts and Professors Ronald Arkin and Noel Sharkey debated the effectiveness and necessity of killer robots. Yep, KILLER ROBOTS. "Technically – and somehow even more ominously – known as 'lethal autonomous weapons systems,' these robots would hypothetically have the ability to eliminate targets without human intervention." I got that quote here: http://bit.ly/1t3YDMr You can also read about this disturbing issue from the BBC: http://bbc.in/1vUgeKX Umm, is anybody else thinking this is a bad idea? Seriously, killer robots?