E’ tardo pomeriggio, il sole si sta già confondendo con l’orizzonte, tu sei stanca per il turno al bar, tieni quasi a fatica il vassoio con un caffé-latte ordinato dal tavolo numero 7, ti piace il 7, pensi che ce la puoi fare, anche perché manca poco più di un’ora e allora lanci uno sguardo fuori dalla finestra gigante del piccolo bar in cui ti trovi; hai sempre amato guardare i tramonti, anche se soffocati dagli enormi palazzi della città.
Ti aspetti di vedere qualsiasi cosa, davvero, qualsiasi cosa. Non lui, non lei, non loro.
Lei scappa con il viso imbronciato - chissà cosa le hai fatto- chissà se ti ricordi cosa mi hai fatto - Lui la rincorre, come non ha mai rincorso te; eri sempre tu a farlo, lo sai come facevi, amavi per entrambi.
Si fermano proprio davanti la vetrata, quasi come se il destino avesse deciso che dovevi essere spettatrice di quella scena. Perché oggi, perché proprio ora? Quando tutto stava per finire e tu potevi tornare a casa e buttarti nuovamente tutto alle spalle?
Parlano, lui le accarezza il braccio, lei è un po’ incerta però si vede che ti vuole - anche io ti volevo - Poi succede e tu non eri pronta; lo sapevi ma non volevi renderlo reale.
Lui la bacia, dolcemente, poi più intensamente e tu leggi chiaramente le parole “ Scusami.” disegnarsi sulle sue labbra. Sette lettere, pochi gesti e tutto si rompe.
Ti scivola il vassoio di plastica che avevi tra le mani, senti un rumore che ti fa tornare alla realtà: la tazzina da caffè si è frantumata e tu hai combinato un casino e non ti affretti a porvi rimedio. Lo fai spesso, aspetti sempre che le cose si sistemino da sole, sei sempre stata un po’ codarda.
Il capo che ti urla di sistemare altrimenti sei licenziata, tu distogli lo sguardo anche se non ci riesci perché lui ha sempre avuto il potere di tenerti incollata a sé, quasi come una calamita. Tuttavia ti abbassi, cerchi di unire i cocci col grembiule.
Alzi la testa per una frazione di secondo e loro - fortunatamente - sono spariti. Che sia stato solo un brutto sogno? Lui è davvero felice senza te? “Non ci pensare, lavora.” Dici fra te e te.
Intravedi qualche lacrima scivolare dal tuo viso, bagnare quei cocci. La tazzina si è frantumata e ha sparso sul pavimento tutto il caffè-latte perché era fatta di ceramica, il tuo cuore invece, fatto di sangue e tristezze si è frantumato in mille pezzi spargendo nel tuo corpo tutti i sentimenti che credevi di aver rimosso, o comunque nascosto. Guardi quei cocci quasi immobile e pensi: Questi posso sistemarli, prenderli e gettarli via.. Col mio cuore invece.. Chissà.
La tazzina di caffè, Valentina Ardimento.










