Mille pezzi sparsi
tra le mura soffocanti
di un posto chiamato casa,
sul letto, sul pavimento.
Continuano a disperdersi
nel vento, sotto la pioggia,
sulle rive di un mare lontano,
nelle note di una canzone triste.
Ne sentirai lo scricchiolio
nelle parole dette piano.
Vedrai il sangue scorrere lento
su dei fogli inutili e disperati.
O forse no: non lo saprai.
Tu non potrai sentirlo,
l'infrangersi dell'anima.
Non riuscirai a vederlo
lo spezzarsi di un cuore
che chiedeva soltanto
una carezza di conforto,
uno sguardo di tenerezza,
un gesto di comprensione.
Tu non potrai vedermi
rotta in mille pezzi
che si spaccano tra loro.
Ti avrei chiesto, forse,
di raccoglierne uno,
uno soltanto, uno tra mille,
ma le tue mani non sanno
nemmeno più sfiorarmi.
Affila la lama fredda di ghiaccio.
Affonda il colpo dritto nel petto.
Trafiggi lo stomaco, insisti.
Ma mai potrai ucciderla,
la voce del dolore.
– R.














