Mille di questi viaggi
Tre giorni fa la tua chiamata improvvisa. Mezz’ora a parlare di noi e di mille altre cose. Erano le 10 e non avevi ancora cenato, mi hai chiesto se avessi voglia di farti compagnia, e io non aspettavo altro. La tua presenza ha lo strabiliante potere di incutermi sicurezza, familiarità, come se in fondo mi sembrasse di conoscerti da sempre. Sei casa, J. Sei la casa di pensieri troppo simili ai miei e di emozioni che ci appartengono. Poi i baci nella tua macchina, le mani sui corpi, il desiderio l’uno dell’altra che esplode ancora una volta, e di nuovo sei un po’ mio, e di nuovo sono un po’ tua, e poi crolliamo, che a fumare abbiamo un po’ esagerato, e mi risveglio con te dormiente sul mio seno. 5 e mezza. L’alba, ancora. Due giorni fa il doppio incontro strano, e vai a capire come ci si deve comportare in ste occasioni, che non sappiamo quello che siamo e tanto meno cosa facciamo. E la voglia di baciarti che permane. Sono le 10 e sento già la tua mancanza. Eppure sarà meno di un paio d’ore che non ti vedo. Abbiamo deciso di passare insieme un’ultima notte, prima che io parta - tempo qualche minuto - e chi lo sa quando si riuscirà a rivedersi! Sei venuto a prendermi alle 11, e vado già dimenticando le infinite strade che abbiamo percorso trascinati dal silenzio della notte. E poi l’idea nata dal nulla: andiamo al mare! E prendere l’autostrada in direzione Savona, e fermarsi all’autogrill e ordinare troppe cose da mangiare, e passarci troppo tempo, a ridere come bambini e immaginare le nostre prossime avventure. Però questa decidiamo di interromperla, che il tempo passa in fretta e quello di cui ormai disponiamo è troppo poco. Andiamo in collina, cantiamo a squarciagola le canzoni che passano alla radio, e ci rubiamo altri baci, e ci addormentiamo, insieme, un’ultima volta ancora, con le mani che si stringono e gli occhi che si smarriscono nei mondi dietro le palpebre. Non ci lasciamo alcuna promessa per il presente, solo tante per il futuro. Viaggeremo ancora, insieme, ci perderemo in mille altri sentieri, trasportati dalla marea dei nostri capricci momentanei. Lo faremo, senz’altro. Già mi manchi. Ciao, J.










