C'è lui, lui mi capisce, mi sopporta, mi supporta. Ci sono io, eterna indecisa, eterna incompresa, eterna insoddisfatta. Però lui c'è, c'è sempre e c'è da tanto. Forse il problema è proprio questo, che il tempo, a volte, appanna la vista, copre le cose di un alone strano, le rende impolverate, come quel libro che da lì non lo sposti perché oramai è lì che deve stare, quello è il suo posto, sai cosa c'è scritto dentro e sai che quando vuoi, puoi sempre aprirlo e perderti all'interno. È così che, poi, arriva l'altro, bello, bastardo, superficiale, diverso da lui, diverso da me, così diverso che fa sentire diversa anche me. Così, io, mi sento rinata, riesco persino ad essere una stronza diversa da me stessa, perché lui c'è, ma l'altro voglio che ci sia. Ma poi, ci riesco e l'altro non mi lascia niente, solo un vuoto dentro, zero emozioni, solo tristezza e pena, per me stessa, per quello a cui non ho pensato, perché non ho pensato che un libro può essere impolverato, ma ciò che conta è quello che c'è scritto. Insomma, l'ho voluto così tanto che la delusione è stata enorme, e adesso ho paura, ho paura che tra lui e l'altro, quella a scomparire sono io.