Care About Sound (Isolamento)
Grazie alla soffiata di due amici che ora sono diventati i miei vicini di studio (Buzz e Fazzo), una sera dell’Ottobre scorso andammo a definire il contratto d’ affitto del locale che oggi ospita il Substrato.
La mia stanza di circa 20 metri quadri si presentava dotata di una finestra lungo tutta la parete nord, pavimento di piastrelle rossicce, pareti in cartongesso e classica porta interna da appartamento in legno e vetro. Avevo trovato il posto giusto, ma bisognava trasformarlo in un ambiente isolato dai rumori esterni e trattato acusticamente per avere la massima resa sonora nel punto di ascolto, il cosiddetto “sweet spot”.
Per ottenere questo risultato ho deciso di affidarmi a Marco Canavese, mio ex docente della Scuola APM di Saluzzo con oltre 15 anni di esperienza nella progettazione acustica di studi di registrazione e correlati, nonché persona squisita.
Dopo un primo sopralluogo e una volta ricevute le indicazioni sul da farsi avevo davanti a me due opzioni: The Expensive Way (farmi fare i lavori in un tempo breve da un unica ditta) oppure The Hard Way (Fai da te). In quel momento ho dovuto optare per il Fai da te, cercando di sfruttare la professionalità di amici e parenti e improvvisandomi prima decoratore, poi piastrellista, poi aiutocartongessista, poi falegname… sempre con la preziosa supervisione di Marco.
Devo dire a posteriori che avendo partecipato in prima persona a tutte le fasi del lavoro sono doppiamente soddisfatto del risultato ottenuto e anche un filo orgoglioso.
Abbiamo cercato di evitare viti e tasselli il più possibile in quanto possibili cause di vibrazioni e risonanze incollando lastre di cartongesso accoppiato alle pareti divisorie in gasbeton, pareti che sono state costruite oblique per rendere la stanza “antiparallela” ed eliminare le onde stazionarie.
Il termosifone è stato eliminato, i vetri della finestra sono stati sostituiti con vetri stop-sound e il controsoffitto sospeso è stato costruito in pendenza (Mauras ti vedo!) con doppio strato di lana isolante, mentre la porta è stata sostituita con una porta in legno tamburato con strato di isolante e chiusura a doppia battuta per ridurre il leakage a zero.
Di seguito vi lascio alcune foto del work in progress e nel prossimo post vi parlerò del lavoro di “Correzione Acustica” effettuato.
la stanza come si presentava
Mauràs alle prese con i pannelli isolanti
controsoffitto in pendenza