Cancro al seno e alimentazione. Soia: fagiolo miracoloso o pericoloso?
La soia, “cibo delle meraviglie”. Cresce la quantità di informazione riguardo alle proprietà onco-preventive di questo alimento; con essa, cresce il dibattito su benefici e modalità di una dieta ricca in soia per la prevenzione e cura del cancro al seno
Nutrirsi in base alle proprie necessità: uno dei principi della medicina cinese entra a fare parte della cultura della salute anche in occidente. La soia è un caso esemplare. Fagiolo fonte di proteine, ne esaltano le proprietà coloro che ritengono che consumare troppa carne sia nocivo alla salute. Integratori, latte, gelati e burger a base di soia sono entrati nei nostri supermercati e sembra accettato che aiutino ad abbassare il colesterolo. Riguardo al cancro, invece, ancora se ne discutono i benefici, i medici ne dibattono, i dubbi dei consumatori crescono.
La soia è ricca di isoflavoni, anche chiamati fitoestrogeni per la loro somiglianza con gli ormoni femminili. Il dibattito attorno alle proprietà della soia nasce perché alcuni tumori al seno sono ormone-sensibili. Le cellule malate presentano sulla superficie molti Recettori degli Estrogeni (ER), che riconoscono e legano gli ormoni femminili, inducendo la proliferazione cellulare. Per questo motivo, gli estrogeni rappresentano un pericolo per la progressione del cancro.
Dopo l’intervento chirurgico, la terapia prescritta contro le recidive di tumori al seno ER-positivi, è a base di Tamoxifene, un farmaco della famiglia dei Modulatori Selettivi dei Recettori degli Estrogeni (SERM). Questi, competendo per il legame ai ER, antagonizzano, bloccandola, l’azione degli ormoni. Esistono però diversi tipi di ER e, su alcuni di questi, i SERM possono agire incrementando, anziché inibendo, l’attività degli estrogeni. Forse anche per questo il farmaco ha, fra gli effetti collaterali, l’induzione di tumori in altre parti del corpo, come utero e fegato.
I fitoestrogeni della soia sono dei SERM naturali. Possono quindi antagonizzare o promuovere l’attività degli estrogeni. Kathleen Wesa - esperto di medicina integrata allo Sloan-Kettering Cancer Center di New York – sostiene che donne in cura per cancro al seno dovrebbero evitare di assumere alte quantità di soia. Altri ribattono che, nei paesi asiatici – caratterizzati da un ampio utilizzo della soia sin dalla giovane età – c’è una bassa incidenza di cancro al seno; fenomeno che viene meno quando le donne asiatiche, trasferendosi, cambiano abitudini alimentari.
Gli studiosi, inoltre, si domandano in che modo i SERM del farmaco possano interagire con quelli assunti con il cibo.
In uno studio pubblicato su Food and Chemical Toxicology, Rajeev Mishra – dell’Università di Lucknow, India – descrive come gli animali del suo laboratorio abbiano ricevuto i giusti farmaci e la giusta alimentazione.
Utilizzando un modello di ratto a cui è stato indotto il cancro al seno, i ricercatori hanno studiato l’andamento della malattia dopo 5 settimane di trattamento con Tamoxifene, combinato con una dieta ricca di soia. In questi ratti si è vista una riduzione della massa tumorale del 78%, rispetto al 51% per i ratti trattati con il solo farmaco. Inoltre, la manifestazione di recidive si è ridotta la metà.
I dati epidemiologici indicano che l’assunzione di soia, non solo non aggrava il rischio di cancro al seno, ma riduce le recidive in donne sotto terapia farmacologica. Nei ratti, l’analisi di Mishra, ha inoltre rilevato che l’assunzione di soia protegge il fegato dalle lesioni causate dal medicinale. Ci si chiede allora se l’alimento possa proteggere anche le donne dagli effetti collaterali del Tamoxifene, come il cancro all’utero, motivo di forte preoccupazione per chi assume il farmaco. Sebbene non esistano studi clinici relativi a questa domanda, Francesco Squadrito – studioso all’Università di Messina degli effetti della soia sulla salute – ha osservato che la genisteina, un fitoestrogeno derivato dalla soia, protegge donne in pre-menopausa dall’iperplasia dell’utero, situazione clinica che si riscontra anche in donne che assumono Tamoxifene.
Al supermercato e in cucina
A differenza di quanto osservato dai ricercatori di Lucknow, altri studi su modello animale suggeriscono che i fitoestrogeni abbiano un effetto inibitorio, anziché benefico, sul Tamoxifene. Le differenze – dice Mishra – potrebbero essere causate dal modo in cui la soia è stata somministrata. I ratti di Lucknow hanno ricevuto soia non processata, come quella base dell’alimentazione asiatica. Negli altri esperimenti, invece, i ratti sono stati nutriti con derivati della soia e probabilmente sono venuti a mancare composti essenziali.
Francesco Squadrito spiega che bisogna fare attenzione al modo in cui in occidente assumiamo i derivati della soia. A differenza della popolazione asiatica, quella occidentale non ha buon intake di soia con l’alimentazione e quindi può ricorrere a integratori. Ma occorre distinguere: la genisteina è l’unico fitoestrogeno della soia con effetti benefici certi sulla salute; dovremmo quindi accertarci – dice Squadrito - della presenza di questo composto negli integratori. Inoltre, alcune vitamine o sali minerali che spesso arricchiscono gli integratori nutraceuci, possono interferire negativamente con l’assimilazione. Il Magnesio, ad esempio, diminuisce di molto l’assorbimento gastrico della genisteina, annullandone gli effetti.
INTEGRATORI A BASE DI SOIA: L'OPINIONE DELL'ESPERTO IN ONCO-PREVENZIONE ALIMENTARE
Franco Berrino, professore all’Istituto nazionale per lo studio e la cura dei tumori di Milano, è promotore del Progetto Diana 5, che si occupa di studiare la prevenzione delle recidive del tumore al seno attraverso l’alimentazione e lo stile di vita. Berrino sconsiglia l’uso di integratori, che spesso hanno quantità di derivati della soia troppo elevate. Promuove, invece, l’uso in cucina della soia. Sì ai cibi donatoci dalla lunga tradizione alimentare asiatica: fagioli di soia, tofu e zuppe di miso. Attenzione agli ingredienti, invece, dei prodotti confezionati, pubblicizzati - e venduti - come salutari. I gelati a base di soia, ad esempio, che potrebbero contenere alta quantità di zuccheri.
Riferimenti: Rajeev Mishra: La soia incrementa gli effetti benefici del Tamoxifene sul cancro al seno
Francesco Squadrito: Genisteina, sicura per il seno
Franco Berrino: la strada per la prevenzione
per un breve contributo audio: http://medicinatradaudio.tumblr.com