I noTav in Val Susa , i noExpo a Milano, i noMuos in Sicilia, la Terra dei Fuochi, i noTriv della Basilicata, e tanti altri comitati locali di lotta, non sono quei bambinetti indisciplinati che qualcuno vorrebbe far credere. Sono uomini e donne, giovani o meno, che quelle terre le abitano, ma che il peso di un modello di sviluppo folle e sbagliato, di un'economia e di una politica che vanno dritto verso il baratro, come un treno ad alta velocità, non vogliono più sopportarlo. Stesso discorso vale per Taranto e la lotta all'inquinamento. Non ci interessa cosa gli serve, non ci interessa più cosa pensano. Le nostre vite e le nostre terre non sono più sacrificabili sull'altare degli interessi di alcuni. L'Italia, il Sistema-Paese, la crescita, lo spread: tutte figure retoriche vuote, miti moderni riciclati di volta in volta per mascherare interessi parziali di chi governa la politica e l'economia, e dei loro burattini al governo. Hanno il concetto di progresso degli anni 60: fabbriche enormi, infrastrutture faraoniche, distruzione dell'ambiente. Ricchezza per pochi, violenza per molti. È questo il modello che avete in mente? Quando in tutto e per tutto lasciate loro praterie aperte, facendovi conquistare dagli imbonitori di turno, rivolgendo la vostra rabbia verso falsi bersagli? La Casta, gli Zingari, gli Immigrati, i lavoratori privilegiati. Tutte categorie buone per mascherare il problema reale. Lotta di classe fino alla vittoria.