Non sono andato sopra il K2 per morire, sono andato sopra il K2 per vivere
( ovviamente tra e altre cose alche la foto verticale viene caricata orizzontale)
Vivo a 300 metri dalla casa della ragazza che ho sognato per un anno e che plausibilmente potrebbe stare in questo momento tranquillamente succhiando il cazzo a un altro, e probabilmente lo sta anche facendo. Il padrone di casa mi ha fregato i soldi. Ho un dipendente che devo pagare. Ho le tasse. Devo fare 6 clienti entro ottobre per tirarmi fuori dai casini. Vorrei avere una donna. La mia famiglia vorrebbe che accudissi anche mia nonna. Sono disabile. Non tutti i miei colleghi mi stimano.
Domenica volevo fare una piccola passeggiata prima di mettermi al lavoro. Arrivato al solito ponte ho deciso di andare avanti, e camminare. Ho camminato per un lungo ed interminabile rettilineo. Ho camminato cercando di vedere i contorni di una montagna vicino, o altro.
In realtà non volevo tornare a lavoro e per me anche stare sotto il sole a cuocere, a 42 gradi senza acqua era meglio che stare di fronte ad una scrivania.
Avere un nemico, la strada, un nemico concreto30 kilometri e molto più facile da affrontare del futuro. Perché io non sò cosa accadrà non ho idea di cosa succederà tra uno o sei mesi. So un’ unica cosa : che se vivo nel panico ora non vivo. Che se lavoro male non vivo, che se non mi concentro le mie peggiori previsioni si avvereranno.
Ho capito questa cosa dopo circa 20 kilometri di strada a piedi, fatti una domenica di luglio a 40 gradi. Questo per dare un’ idea di quanto fossi in vena di sbroccare.
Sulla strada del ritorno sono riuscito a correre. Nonostante non credo che il mio corpo sia progettato per fare questo ho scoperto che era possibile utilizzarlo per fare questo, cioè farlo correre e mai come in quel momento ho sentito il fondo dei miei polmoni espandersi a prese piene sotto lo sforzo delle gambe che tenevano la marcia.
Sono tornato a casa con la pelle sotto i coglioni quasi completamente ustionata dallo sfregamento, sopra il quale ho applicato immediatamente degli spinaci ghiacciati. Nessuna donna potrà mai capire il dolore che si prova ad mettere del ghiaccio sotto i coglioni.
In fondo il dolore e la morte dovrebbero essere parte integrante della nostra vita da animali, e che ce lo siamo scordati. Siamo fatti per essere messi alla prova ogni giorno per vivere o morire.
Se sei abbastanza “confident” con la morte e con il dolore, portarsi fino al limite è un modo per sentirsi vivi, come antitesi alla morte stessa che si sta cercando di raggiungere.
Totale fatto domenica: 48 kilometri
temperature 35/42 al sole
Scottature sul 25% del corpo
Domenica prossima di nuovo in montagna















