Il mio rapporto fantasioso con l'olfatto meriterebbe forse una riflessione specialistica.
Dopo la tassonomia dei sudori:
- alla cipolla (grande classico, un po’ il blazer blu dei sudori)
- alla muffa (prospera nei climi umidi, d'estate)
- al brodo (più maschile, meglio se di stazza grande ["un brodo in stazza grande, grazie!"])
- alle olive nere (una rarità, tipo l'RH AB negativo);
dopo la macro-categoria "Madre Olimpia" (la suora della mensa delle mie scuole elementari), che raccoglie e riconduce a sé le seguenti fragranze:
- Deodorante Rexona Cotton Dry (spiace rilevare che è fuori produzione)
- Plumcake del Todis
- Kellog's Cornflakes
- la principale stazione della metropolitana di Sofia in Bulgaria
- un wafer di cui non ricordo la marca, ma sarà sempre una roba da discount tipo "Consilia" o "La Luisa"
- la salsa "al sapore di Guacamole" dell'angolo etnico del Carrefour
- varie ed eventuali che mi piacerà condividere appena spuntano fuori;
oggi ho finalmente capito perché l'odore della pipì dei cani non mi disturba più di tanto: perché sa di Spuntì al tonno, il quale forse mi disturbava, ragionando al contrario, proprio perché sapeva di piscio di cane (anche leggermente frizzante come l’Acqua di Nepi) e, in effetti, il fatto che sia fuori produzione qualcosa dovrebbe suggerircelo.
E niente, quindi questo.













