Persian miniatures by Italy-based Iranian painter Aynaz Najafi @nazpainting

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Persian miniatures by Italy-based Iranian painter Aynaz Najafi @nazpainting
Watermelons: If Hamas is the problem, why do so much damage in Gaza, why not go after their leaders with precision strikes?
Israel: ok we just took out the #1 top dawg of Hamas, who is worth 4 billion in USD and lives in luxury in Qatar, while he was visiting his puppetmasters in Iran, which is not in Gaza, and only took out his bodyguard with him
Watermelons: TREACHEROUS >:c
Ayatollah Motahari Mosque in TEHRAN
TRUMP, FRA MACARENA E CALL OF DUTY La Casa Bianca ha pubblicato sui social network video molto strani nei giorni scorsi. Ha diffuso un video che mostrava bombardamenti su Teheran con il sottofondo musicale della Macarena. Un altro video mostrava operazioni militari in Iran e immagini del videogioco Call of Duty. Qualche mese prima, forse per presentare il trailer di un distopico scenario futuro con un vestito da videoclip kitsch, o forse per scimmiottare la pubblicità di un'allegra sit-com militarista, Trump aveva pubblicato su Truth un video con bombardieri in azione e il sottofondo della canzone "Bomb Iran", parodia della canzone Barbara Ann dei Regents, resa famosa da una cover dei Beach Boys. In questi mesi la Casa Bianca ha inondato la piazza digitale di meme, fotomontaggi iperbolici, deformazioni grottesche della cultura pop e discorsi messianici, rendendo qualsiasi tentativo di satira simile a una descrizione dei fatti più sobria dell'originale. La satira è disinnescata e sembra impotente perché i pugni nello stomaco vengono sferrati dalla realtà con il commento ridacchiante di un supercriminale che sembra uscito dall'universo DC Comics, con la differenza che Joker e il Pinguino non sono mai diventati capi del mondo. Quella di Trump è una propaganda chiassosa e di cattivo gusto che mescola simboli, musica e creazioni multimediali dell'intelligenza artificiale per veicolare la menzogna di una gioiosa macchina da guerra pacificatrice. Sono video inquietanti che, paradossalmente, vogliono rimboccarci le coperte e augurarci sogni d'oro; vogliono dirci che siamo al sicuro, protetti da missili invincibili e dal grande piano di una potenza in missione per conto di Dio, tanto che mi aspetto un uso propagandistico dei Blues Brothers da un momento all'altro. E si tratterebbe di un tradimento, perché Jake Blues li odiava i nazisti dell'Illinois. E forse sono in arrivo nuovi spot pubblicitari presidenziali: «La guerra è un grande show, comprate i pop-corn della Costa Orientale per sostenere lo sforzo bellico e godetevi lo spettacolo». Di sicuro si godono lo spettacolo i mercanti di armi e tanti altri che in guerra non ci vanno ma fanno affari d'oro sopra le macerie, mentre più in basso la gente crepa. Nel frattempo i civili muoiono e il mondo sembra l'ennesimo giocattolo di un uomo che ha sempre trattato le persone come balocchi al suo servizio. Un uomo che, per capriccio e megalomania, questo mondo vuole smontarlo e vedere cosa c'è dentro. E dentro ci siamo noi. That's all, folks.
[L'Ideota]
Imágenes apocalípticas amaneciendo en Teherán por el denso humo negro proveniente de los ataques a un depósito de petróleo.
Kaveh Golestan
Inside the Citadelle, Teheran, 1970s
On Mother's Day pray for the children of the world as a Satanic US Cabal of Zionist Paedophiles plan to invade #Irán to abuse&Kill more children likeThey do in the USA which #Israël protects.This is a religious war against those who protect child abusers in the US. Christ Is King
Giovanna Calvenzi
Gabriele Basilico, Iran, 1970, Teheran