–––– event more ten years Sᴏ ɪ ᴡᴇɴᴛ ᴛᴏ ɴᴇᴡ ʏᴏʀᴋ ᴄɪᴛʏ ᴛᴏ ʙᴇ ʙᴏʀɴ ᴀɢᴀɪɴ: New York Free. ❝ it's over ❞ La vita per Grace non è stata facile in quegli anni, la vita per Grace non è mai stata facile e per lo meno questo non è cambiato. Eppure è cambiato tutto il resto. Arianne, sua sorella, la sua migliore amica, la sua ancora di salvezza; Althea, quella sorella acquisita che aveva fatto parte della sua vita sin da quando aveva memoria, a cui sperava di acconciare i capelli il giorno del suo matrimonio; Spencer, quell'amicizia finita, senza una vera ragione, dopo le risate, dopo aver affrontato anche il peggio di loro; Wren, che dopo tutto non era mai stato parte della sua vita e che, nonostante questo, le mancava; Naomi, che era sparita del tutto dalla sua vita senza una parola, senza neanche dire ciao; nessuno di loro è riuscito a rimanere nella sua vita, nessuno di loro sa nulla di più di ciò che potrebbe indovinare un estraneo guardando le sue foto sul giornale. Ci è riuscita alla fine, è riuscita a diventare la grande scrittrice che voleva essere, la sua quarta pubblicazione è già in stampa e le testate dei giornali lo prevedono: “sarà un grande successo”. Come sempre. Una vita costellata di successi lavorativi. Una laurea con il massimo dei voti, un posto fisso come docente universitario ad appena ventisei anni, una cattedra che si era guadagnata ma che era arrivata davvero troppo presto per non scatenare tante, troppe voci. Una vita lavorativa tanto luminosa quando oscura lo è quella privata. Non c'è più nessuno nella vita di Grace. Solo Chloe, con quelle chiamate sporadiche per sentire la sua voce, per sentire della sua vita perfetta, con suo marito, i suoi figli, la sua famiglia. Tutto perfetto. Solo Melody che di tanto in tanto la tira fuori dalla sua vita fatta di sorrisi, di interviste, di fotografie, di inchiostro e falsità. Ecco a cosa si è ridotta la sua vita. Solitudine. Grace è sempre stata così. Importante ma sostituibile, come tutto il resto. Sostituibile come una macchina vecchia, come un'amicizia dimenticata dopo una chiamata persa, come un messaggio di auguri per natale, pasqua, il ringraziamento e il compleanno. Eccoli i suoi rapporti con l'ex marito. Mark. Quello stesso Mark che era stato il suo punto di riferimento, quello stesso Mark con cui le cose non erano mai andate bene ma “ci proviamo”. Ci provava sempre, ci ha provato fino alla fine, fino a quando non ha semplicemente messo fine a quell'agonia durata cinque anni, a quella vita di baci fugaci; una storia di assenze, litigi e scaramucce. Un riassunto perfetto. Quel Mark che era ancora una parte integrante della sua vita, del suo cuore. Che forse, avrebbe amato per sempre, senza una vera ragione, solo perché era lui. Il suo Mark, l'amore di una vita. Grace guarda il suo viso sorridente e migliorato osservarla da una rivista patinata. Guarda il suo viso insieme a quello del suo nuovo compagno, i suoi capelli biondi accanto a quelli neri di quel rampollo dell'alta società inglese che l'ha resa principessa. E sorride, come sempre. Grace ha un sorriso stampato in viso, il sorriso delle telecamere, il sorriso della stampa e dei giornalisti. Il sorriso delle apparizioni pubbliche, dei seminari, delle lezioni. Poi c'è la Grace privata, quella costretta ad una rigida etichetta di corte, quella stressata, quella che non vede suo figlio ormai da quindici giorni perché è /sconveniente/ che una principessa sia divorziata e abbia un figlio. Ma la corte è gentile, è magnanima. L'hanno accolta, l'hanno educata, l'hanno resa sua altezza reale la principessa Grace Catherine Sofiya d'Inghilterra. E allora Grace ringrazia e sorride e stringe una mano intorno alla gamba del suo fidanzato. Ma la vera Grace è quella che beve sempre un po' troppo, quando è sola; quella che rimpiange i tempi passati, l'infanzia, Roma, una proposta di matrimonio sul tetto di un locale in New York. Non torna da anni a New York, le manca. Le manca il caos, i grattacieli, la Fée Verte. La sua famiglia. Suo figlio. Michael è cresciuto, è un ometto ormai, un ometto che lei non vede da quasi nove mesi. I nove mesi più brutti della sua vita. Nove mesi di litigi con Mark per poter solo sentire la voce di suo figlio, di litigi con William, il suo fidanzato, per poter andare a trovare quel bambino che lei ama più di sé stessa. Nient'altro nella vita di Grace. Infondo il succo della sua storia non cambia. Una vita di assenze, litigi e scaramucce.









