Chiudi gli occhi.
Respira.
Dove ti porta la tua mente se ti chiedo dove vorresti essere ?
Non dirmelo.
Mi basta il senso.
Quel mezzo sorriso che ti armonizza il volto, malgrado il naso storto.
Adesso ti chiedo cosa cerchi.
E stringi le mani, abbassi gli occhi un istante lunghissimo.
Ti manca qualcosa. Qualcuno.
Lei? Lui?
Tu.
Più di tutti.
E sospiri e mi dici che questa perfezione non esiste, che è tutto un divenire che non sai e che alla fine ti accontenti ma la smania resta e a volte quella voglia di correre via in uno scatto di reflex, col vento sul viso, il mare, la musica a tutto volume, non te la togli proprio di dosso, ce l’hai sotto pelle, nel sangue, fin dentro le ossa.
Non è così?
Sta calmo.
Respira.
Ormai sei in gioco, ci stai dentro, tirarsi indietro non esiste.
Puoi scegliere se restare a galla o affrontare il mare aperto, arrampicarti sugli scogli e guardare le stelle con le mani strette alla ringhiera del faro. E gridare con tutti i polmoni che hai che per meno di questo non vale la pena.
Le esperienze che ti segnano a fuoco sono così semplici alla fine.
Che siano semplici non ne esclude la complessità certo, ma lo scopri passo passo, e mentre i fatti della vita prendono forma, tu rimani lo stesso e cambi
e cresci insieme, sei lì proprio nel mezzo delle cose ma anche altrove, dove tutto è ancora per, è già stato, non sarà.
E ti chiedi com’è possibile sentire che fare un passo sarà la tua fine e la tua svolta insieme.
E sembra tutto fattibile, tutto impossibile, sei l’artefice del tuo destino, il karma ti trova comunque, che devi fare ti chiedi, e sei il centro del mondo, e l’ultima delle comparse.
Respira.
Ancora.
Ci sono fatti che sono risposte a domande che nemmeno sapevi di farti.
Ci sono persone che sono risposte a domande che non avevi il coraggio di farti.
Ci sono cose che succedono e comedoveperché non ha importanza.
Conta solo “ora” e “fino in fondo”.
Respira.
Va tutto bene.
Sei un disastro.
Groviglio indistricabile di tutto e niente.
Sei un’idea
un ricordo
un rimorso
una risata
una battuta storta
un’emozione
un sorso d’acqua andato di traverso all’universo che filava liscio.
un nodo al pettine.
Un gran casino.
e forse è giusto così.
Ora puoi riaprirli.










