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Stesse teste di cazzo, stesse merde, stesso schifo. Ogni giorno.
- Mia. ( @ragazzaincompresaesola )
Torno a casa e il wifi non funziona allora chiamo per chiedere info ma staccano. Bene !
Tira un pugno sul muso del cammello, l’animale si ribella e lo calpesta: guardiano ucciso – VIDEO
Ha tirato un pugno sul muso di un cammello e l’animale, che non aveva fatto nulla per meritarselo, ha reagito e l’ha ucciso a morte. È quant
Severo ma giusto. Presente come devono girare i coglioni a un cammello in Siberia?
E ci sono pure idioti che fanno battute e che se gli rispondi con la stessa moneta si incazzano pure noi non vogliamo il vostro green Pass per i ristoranti musei stadi, tenetevelo pure, ma chiedere il permesso per andare al lavoro questo è inaccettabile #testedicazzo voi che state zitti https://www.instagram.com/p/CVOBDQ_gMOBgou_OC1CU8HkAG_FNiQMPvGG7Y00/?utm_medium=tumblr
#storditi #covidioti #farabutti #deficienti #testedicazzo https://www.instagram.com/p/CQeF1dCB7-sAPMOmKRMuPujZi7_RWXy59m4Rss0/?utm_medium=tumblr
Meglio chiuderla qui #testedicazzo #buonanno #2020merda #bisestiledimerda #bisestile https://www.instagram.com/p/CETtOQ7oI-b/?igshid=10w3fype0z1l0
Day 14
Strana notte, sensazioni contrastanti. Insonnia, mi rilasso. Ho spento tv e fonti di notizie, ti scrivono tutti con la conta dei morti, col virus che sta ritornando in cina. Aritmia, aria che manca, extrasistole. Colpi di tosse, ce l'ho, non ce l'ho. Rimanere fermo non è la mia indole, queste pareti si fanno strette. Il tempo si fa stretto, ragiono su come fare. Non ho un pigiama, ci andrò con le braghe della tuta. Distruggere file e cartelle da vari hard disk, affidare il compito ad una persona fidata. Ma no, non ce l'ho, sospiro profondo, mi pare che sia tutto ok. Google, sintomi. No, non farlo, è li che ti aspetta diavolo tentatore, ti dirà tutto e non saprai niente. Tossisco, ma non è tosse, la famosa capacità respiratoria è intatta. Ok, calma. Però questa sensazione di mancanza d'aria, anche se l'aria c'è. Ignoralo, ignora il tuo cervello irrazionale, surclassalo con quello razionale. Oggettività, analisi, non ho la febbre. Non ho nemmeno un termometro per misurare la febbre, la sentirei, non ce l'ho. Concentrati, se tutto questo non esistesse, come ti sentiresti? Non svanirebbe ogni malessere? Pensa alle tiepide serate, le persone in giro, la normalità. E Gino? A chi lo affiderò, che fine farà? Gli scritti, la marea di foto e cose da mettere apposto, da decodificare, chi saprebbe farlo? Le persone da avvisare. Quando è stato. Abbiamo fatto gli spavaldi una volta di troppo, i leggeri con lo spritz in mano. No, non può essere, è passato troppo tempo. Al supermercato? Ci metto mezzo minuto e non incrocio nessuno. Il lavoro, le polveri nell'aria, il vicino testadicazzo, chi potrebbe avermi contagiato? Non e possibile, eppure. Calma, respira, bevi dell'acqua. I sintomi. Questo respiro, ci vorrebbe uno stetoscopio, auscultare, ma per sentire cosa? Google. No, fermo, non lo fare testa di cazzo! Devi auscultare sulla schiena, 33 respiri a bocca aperta o qualcosa del genere. Follia e razionalità si alternano nel silenzio della casa. Almeno trapanassero, saranno morti? Trascinassero qualche sedia, inveire contro il vicinato mi farebbe sentire meglio. 45 anni esatti, un mondo intero in subbuglio, un film già visto e mai immaginato. Caffè. No, il caffè va bandito o fortemente ridotto. Facciamo una pedalata, sono attrezzatissimo, cyclette da spinning, computer di bordo, cuffiette, è un test valido, se stessi morendo alla terza pedala sarei per terra. Faccio pena ma tengo botta, forse non ho un cazzo. Bagno caldo rilassante, peggio di prima. Nuvole nere tra le nuvole di vapore, hai sentito le nuove restrizioni del primo ministro? Mille morti, superato ogni record, le restrizioni dovevano dare frutti in questo weekend. Invece. Esco dall'acqua e mi asciugo. Ci vorrebbe un libro. Sì, ma quale? Pensare al mondo normale mi dà il vomito. Fuggire altrove, un'altra epoca. Il tempo a volte è più lento, che ore sono. Non so come ma viene giorno. La finestra è aperta e il buon Dio ci ha graziato con una giornata di sole, a discapito dei metorologi. Sto per attivare lo schermo del telefono, ho un po' di fame e mi accorgo che suonano le campane. È la prima o seconda volta negli ultimi trent'anni che mi baso sulle campane per capire che ora è. Un'automobile sfreccia per la strada, questa assenza ci rende tutti piu vicini. Dalle finestre dei palazzi dietro casa si sentono rumori di stoviglie, voci di pranzi. Realtà aumentata, fili d'erba sull'argine vibrano al vento, emettono riflessi. Gino si annoia, esce in terrazza al sole, ma fa troppo caldo e rientra, repeat. Sembra meglio, forse è l'ossigeno, pasta in bianco, calice fi rosso. Rispolvero un libro già letto, non ricordo nulla ma ritrovo le pieghe tra le pagine. Va un po' meglio, il libro è un viaggio che mi tiene lontano da questo luogo. Odio questa casa, questo benessere, questa indeterminazione, mancanza di controllo delle cose. Scende la sera, un'altra sera.