Marvel: scr-eam by thunderjelly on DeviantArt
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Marvel: scr-eam by thunderjelly on DeviantArt
ATTN: THUNDERJELLY IS MOVING BLOGS
dear followers and friends,
just letting you know that i'm now in the process to make catgoboom my main blog for personal/art posts.
for a while, i've contemplated about my internet identity and i have wanted a semi-fresh start for one blog to reflect me as a person and an artist.
currently ‘thunderjelly’ is my online artist name but it’s slowly wearing off for me and for a long time i’ve been wanting to just combine everything into just ‘catgoboom’ - a username that i've kept for years and years already.
i will also begin to tag posts so you can blacklist things you're not interested in seeing from me
TL;DR: the thunderjelly blog will remain online but will no longer be updated
i hope you all understand and i thank you for your support, and i also hope to see you on the catgoboom blog in the future ;u;
your Sibylla is the centrefold of my sketchbook hahaha @7@ (this is thunderjelly)
Eeek, how cool :D I can’t wait to see it! Thanks for including her ^^
thunderjelly's OC, Akil
You know those pieces where you start out awesome, close it and don't get back to it for a long while, and then when you do you spot enough mistakes to make you scream? This is the piece.
Although I am happy with how his breast plate came out.
Hope you like it Cat <3
Ladri
mdyaoi today said #La Voplerita #Dickiavelli #Riding dat leather glove…
based on this image, work of thunderjelly
And naturally, i got inspired and i wrote this fic ouo
I really enjoyed to write Volpe as a female, is quite fascinating, a real women that she know what she wants. Machiavelli is... Machiavelli, a philosopher that he know how to please La Volpe :3
Enjoy!
*********
La Volpe era proprio quello che ti aspettavi: ti rubava la saccoccia con dentro i tuoi fiorini senza nemmeno che te ne accorgessi, poteva far svaligiare un intero negozio senza che si potesse aver tempo di prenderla, aveva due occhi meravigliosi (i pettegolezzi delle cortigiane non vanno mai presi sottogamba!) e nessuno al mondo era riuscito a catturarla. Così, dopo l'ennesima notte di fuggi fuggi dalla vigilanza di Firenze, la Volpe si mise in piedi su di un tetto, scoprendosi i fluenti capelli dal suo cappuccio e aggiustandosi il gonnellino appena alzatosi sopra la coscia liscia e vigorosa. Come vigoroso era il suo temperamento. Quella Volpe era davvero una donna austera, con uno sguardo magnetico e davvero con un buon fiuto per i ricordini preziosi. Machiavelli, naturalmente, era l'unico a non poterla soffrire. "Buonasera Niccolò." Salutò elegantemente la donna. "Buonasera a te, Gilberta." Rispose, con tono leggermente seccato. La Volpe si sfilò i guanti e si mise a sedere sull'angolo della scrivania del filosofo. Gli occhi di quest'ultimo caddero per un secondo sulle gambe bianche di Gilberta. Sapeva che lo faceva apposta, ma Niccolò non gli avrebbe dato tale soddisfazione. "Ho sentito che sei riuscita a rubare certi documenti che mi potrebbero interessare." Disse allora il filosofo, per spezzare il silenzio tedioso che si era creato fra di loro. La Volpe fece un cenno con la mano per ricordare e poi si infervorò di entusiasmo. "E' stato particolarmente facile! Non credevo tenessero cose così private in un cassetto comune!" La sua voce squittì di gioia serafina. I furti facili erano noiosi si, ma quando si trattava di roba particolarmente preziosa, La Volpe si gongolava per giorni su quella conquista. "La tua curiosità tipicamente femminile ti ha portato dove un uomo non sarebbe mai sopraggiunto." "Lo devo prendere come un complimento?" Sussurrò la Volpe con un tono lusingato. Niccolò sghignazzò e guardò la donna. Nonostante la sua età, il suo corpo tradiva ciò che il suo viso mostrava. Saltare di tetto in tetto era certamente salutare per il suo corpo sinuoso. Non si spiegava ancora come facesse però a dover correre e saltare su quei tacchi vertiginosi. La Volpe era di certo un animale di eleganza, ma non di praticità: veste un pò troppo stretta e tacchi altissimi. Tutti in Firenze sapevano che era trucco per distrarre le guardie, ma solo Niccolò sapeva il motivo per il quale si agghindava in quel modo stravagante. "Quando mi porterai quei documenti?" Chiese Niccolò, senza tradire la crescente frustrazione che gli stava dando quella dannata Volpe. La Volpe si allontanò togliendosi anche il pastrano e poggiandolo sulla scrivania di Niccolò. Questa non badò alla pila di scartoffie che cadde sul pavimento. "Molto presto." "Molto presto quando? Il tuo senso del tempo a volte mi fa pensare ad un eremita che si dimentica di quanti anni ha." Disse sprezzante il filosofo. La Volpe fece finta di non cogliere la frecciata e continuò a stare all'inpiedi, ponderando se avesse dovuto portare o no quelle carte. Chissà cosa avevano di così prezioso per quell'uomo. Un uomo molto più dedito a Firenze che a qualsiasi altra donna della città. Le voci sul suo conto erano di adulazione pragmatica e a volte anche velenosa, ma La Volpe non aveva mai tempo per attardarsi sui pettegolezzi. Lei verificava sempre di PERSONA ciò che udiva nelle strade buie e polverose. "Va bene, mi hai convinto... Saranno sulla tua scrivania domani. Naturalmente se mi fai un favore..." Il suo tono ora era diverso: e quando assumeva quel tono, sapeva bene che piega avrebbe preso la serata. "E quale sarebbe?" Gilberta si sedette sulle ginocchia del filosofo, facendo avvicinare il viso di Niccolò al suo petto. Quest'ultimo arrossì, mai La Volpe aveva azzardato ad una mossa simile quindi, si sentì ulteriormente imbarazzato. Non riuscì a stringerla a sè, dato che una mano stringeva con una forza che non dipendeva da lui, la penna piumata, e l'altra invece, era schiacciata sotto il peso della Volpe. All'improvviso la gamba della donna si mosse proprio sopra quella mano imprigionata. "Cosa stai facendo?" Chiese Niccolò, ancora rosso in viso. Gli metteva suggestione quella donna che adesso era satura di lussuria, dalla testa ai piedi. I suoi occhi si ridussero a due lame sensuali e lucenti. "U-usa il tuo guanto." "Cosa?" "Hai capito bene Signor Machiavelli. Voglio sentire il tuo guanto di pelle. Fammi venire con quello." Ancora un pò incredulo, Niccolò spostò la mano di qualche centimetro e allungò le dita, che toccavano perfettamente l'apertura della donna. Alcuni sospiri e gemiti uscirono dalle labbra della Volpe, e si strinse di più all'uomo, incurvando la schiena, per facilitare il lavoro al filosofo. Gustandosi l'espressione di Gilberta, Niccolò continuò a stimolare. Il guanto scivolava senza problemi e Gilberta ne era estasiata, tanto che le sfuggì una piccola risata, tra i gemiti che emetteva. Niccolò la baciò, pensando di ignorare l'erezione che pulsava sotto i calzoni, ma questa continuò a diventare sempre più dura. Alla Volpe non sfuggì tale dettaglio. "Ti piace?" "Dovrei farti io questa domanda." Disse il filosofo, affondando un dito nell'apertura bagnata. Gilberta sussultò di piacere, trattenne a stento dei gemiti più forti. "Ah, Niccolò..." "Allora ti piace?" "Avevi un guanto simile e non volevi condividerlo con me? Che egoista..." "Le altre volte però il mio solo membro ti bastava eccome." "Solo stasera mi sono accorta del loro potenzia.. A-Ah! Si, proprio lì..." Sospirò La Volpe. Machiavelli toccò il punto più sensibile della donna. L'altra mano, che finora era rimasta ancorata alla penna, si disfò dell'oggetto e cominciò ad infilarsi dove gli pareva. Il corpo di Gilberta era alla sua mercè. La Volpe affondò le dita nei capelli di Niccolò, tremando e chiamando il suo nome sempre più forte. Le dita si spostarono sul clitoride della donna. Ad ogni piccolo movimento, questa continuò a contorcersi dal un piacere immenso. "Ah! Ahn..." Niccolò si bagnò le labbra e finalmente, sentì Gilberta raggiungere l'apice. La sua espressione era inestimabile da vedere. Si ritenne fortunato ad avere quella donna conturbante su di sè. "Mi sento un ladro adesso." "P-Perchè..?" Domandò La Volpe, stremata dall'orgasmo. "Ti ho rubato un attimo della tua vita e del tuo piacere che nessun altro sarà in grado di darti." "Allora sei il ladro migliore che abbia mai incontrato." Lo complimentò La Volpe, tirandosi indietro i capelli disordinati, ma sempre ribelli e affascinanti. Niccolò sorrise. Quelli erano momenti che nessuno sarebbe riuscito mai a rubare.