A te alzo la mia coppa di baci
Ora io sono tutto
una tazza di baci,
come le alte
snelle vestali
d’Egitto, ricolme
dei divini eccessi.
A te alzo
la mia coppa di baci
e per i recessi
azzurri del tempio,
verso te grido
tra sfrenate carezze.
Dal lucido contorno
cremisi delle mie labbra
si libera la passione
giù per l’agile corpo
bianco stilla
l’inno commovente.
E immobile
davanti all’altare
elevo il calice
colmo, gridandoti
di genufletterti
e bere, Altissima.
Ah, bevimi, su,
che possa esser io
entro la tua coppa
come un mistero,
quello del vino calmo
in estasi.
Luccicando immoti,
in estasi
i vini di me
e di te mescolati
in uno compiano
il mistero. David Herbert Lawrence








