Nascita di una Galassia
Da che punto dell’universo si sono chiamate nella tenebra le nubi luminose di galassie per iniziare a immaginare il tuo viso dove non c’era immagine ancora
da quale improvviso silenzio delle orbite musicali del non tempo ha iniziato a venirmi incontro il tuo sorriso, il corpo carillon –
e da quale sperduto scambio di inchini di stelle nell’istante della loro esplosione e morte ha iniziato a venire verso di me la tua delicatissima figura, la linea dolce e dura della tua concentrazione
Era mattino? Era sera? Dov’era il treno che prendesti, la mia voce rotta di poesia, dov’era quella città bianca nella mappa del non universo ancora? Era già vita, o era già la sua nostalgia?
Ti crea e mette a mio imperio la natura, e il vento che via le traversa lo sguardo amore in tutto l’anticipo tutto il ritardo appari sulla mappa del pianto dei millenni
ti affina la energia libera degli elementi, la malinconia primordiale di forze indenni il loro unirsi nel rischio del vivente, in una cosa chiamata “ecco è, così sia”
– che destino sono i miei occhi per vederti
che appuntamento hanno preparato le prime collisioni della vita con la vita per la carezza che ora meravigliato avvicino al tuo viso
ho al braccio tutti i nastri e gli sciami di pianeti e astri
da dove vieni, creatura così di continuo creata nell’aria fino a qui dall’inizio tremata
Davide Rondoni













