È che spesso non ci rendiamo conto della fortuna che abbiamo tra le mani, finché non ce le ritroviamo vuote.
Itsmyecho
seen from United States
seen from United Kingdom
seen from Maldives
seen from United Kingdom
seen from United States
seen from Uzbekistan
seen from United States
seen from United States

seen from Malaysia
seen from United Kingdom
seen from Malaysia
seen from China
seen from China
seen from Italy

seen from Malaysia

seen from United States
seen from Malaysia

seen from Australia
seen from Romania
seen from Canada
È che spesso non ci rendiamo conto della fortuna che abbiamo tra le mani, finché non ce le ritroviamo vuote.
Itsmyecho
“Solo ciò che è trascorso o mutato o scomparso ci rivela il suo volto reale.”
- Cesare Pavese; Terra d’esilio
#trascorso #vase by @gumdesign for #marzotti #ceramiche and #mural by @micklarock01 on #wood #design #designduo #designer #designporn #designvase #signed #coolstuff #graffart #graffiti #graffporn #graffitiart #graffitiporn #streetart #streetarteverywhere #urbanart
POESIE IN PROGRESS
Poveri uomini siamo governati da intrusi
Feriti e confusi nei dolori segreti
Pieni di speranze impigliate in reti di cenere
Andati via nelle rive dei fiumi
Persi nei cieli premiati di primavera
Sepolti come uccelli ciechi nelle luride guerre
A saper vivere e amare tra menzogne e frumento
Dove la lucida radice dissotterra l’anima
Tra i lampi erranti del cuore ricolmo d’amore
Mentre non restano che antiche piogge sulle nostre storie
Nelle prigioni dal freddo fuoco dei nostri trascorsi
Per quell’umido e pesante destino che ci conduce a morire.
12 SETTEMBRE 2014 ore 10.28 - TEMPO
credo che il miglior modo per far passare il tempo sia non farci caso.
Vaffanculo ai 6 anni che ho lasciato che si sprecassino così.
-soloperunasera-
Il tempo che abbiamo trascorso lo terrò come una fotografia.
Hannah Montana
Dal Mondo Obliquo, ( la storia delle Terme di Sorano raccontata dagli animali del bosco)
A lambire i piedi con le calde acque termali, qui ai bordi dove fiorisce un melo selvatico. Sono le due, il bosco è come una conca enorme riempita di foglie appassite, si ode la musica dello scroscio dell’acqua che scivola nel fiume circondato da ogni lato da vortici d’acqua. Il bambino cresce come una pianta nella grande assolata arenaria prolungando l’erosione di minerali come un fatto lieve e occasionale.
La volpe recitava sfogliando un grande libro e muovendo la coda; - Il Convento dell’Aquila possedeva due case in Sorano, l’una usata per ospizio nelle occorrenze l’altra affittata per 2,40 scudi l’anno. Nella relazione si sottolineava che il convento non raccoglie né olio né biade, né legumi, fieno né ha macchie né bestiame e inoltre nella Chiesa non vi sono obblighi di messe.
Dall’estratto della relazione del 1650 esistente nell’archivio degli Agostiniani, veniamo a sapere che due frati e il converso, che abitavano nel Convento ricavavano dalla cerca altre quantità di generi ogni anno, come 7 some di grano, 4 some di vino, 5 boccali d’olio, 50 libbre di formaggio e 30 di lana. In tal modo i frati riuscivano a mantenersi, infatti l’entrata del Convento, grazie anche alla cerca, ascendeva a 114 scudi e 80 baiocchi, di poco superiore alle uscite, che ammontavano a 11° scudi e 40 baiocchi, sebbene venissero limitate all’indispensabile.
Con la consegna della Chiesa e del convento da parte dell’ultimo Priore agostiniano, fra Giacinto Troiani da Vitorchiano, si concluse la vicenda degli Eremitani di S. Agostino presso la Pieve di Santa Maria dell’Aquila.
Il bambino ingigantito nel frattempo guardava gli animali intorno dall’alto in basso e ascoltava annoiato, cominciò ad emettere suoni monotoni che non ricordavano neppur lontanamente né l’armonia di uno strumento ne il canto degli uccelli. Il tasso si coricò sulla paglia accanto ad un anfratto , ma un’attenzione ininterrotta e il tempo volatile sulle nuvole veloci perpetuò l’abitudine di sottrarre alla notte tutte le stelle. Il porcospino andò a posizionarsi accanto ad un enorme cumulo di legna tagliata di recente dove apparivano i primi fiorellini bianchi che facevano capolino dal suolo , quasi ad attendere che una mano invisibile li cogliesse. Le parole appena pronunciate subito sparivano vacue come a non avere legami apparenti con oggetti visibili, perciò non ero in grado di carpirne il significato. Distinguevo così anche altre parole che si ricollegavano a suoni indistinti, senza però riuscire a comprenderle o applicarle. Il bosco era ormai una enorme maculata macchia, spaventosamente deforme fuori dalla stessa natura dell’uomo. NON si percepiva ne freddo ne caldo, qualcosa di intricato che tutti sfuggivano, come a non conoscere altre sensazioni oltre a quelle della fame, della sete, uno stato apparente che senza conoscerlo gli animali temevano.
Esistono perciò minori distinzioni fra gli animali del bosco, non essendo ne poveri ne disprezzati nel distinguo delle specie, essi si misurano nel quotidiano con i bisogni primordiali e sono ben consapevoli delle proprie caratteristiche e possibilità, perciò seguono un percorso ben definitivo, spesso ripetitivo, ma in assoluta armonia con il creato, al contrario degli umani che spesso per implicita ignoranza o per sete di potere sacrificano la propria dignità di esseri umani o la calpestano.
La Volpe voltò pagina e continuò la sua lettura ; - almeno dai primi del 700 si hanno notizie di un’altra importante istituzione creata presso la Chiesa d S. Maria dell’Aquila: il Monte Pio di grano o Monte frumentario. Si trattava di una fondamentale opera di carità sociale, diffusa soprattutto nell’Italia centro-meridionale a favore dei contadini e considerata una prima forma embrionale di credito agrario. Il Monte frumentario era dotato di una certa quantità di grano, che veniva dato in prestito o in garanzia a chi ne avesse necessità, con l’obbligo della restituzione alla raccolta insieme ad un modesto interesse, anch’esso in grano. In Maremma per le avverse condizioni del territorio dovute alla malaria e per la povertà endemica, i Monti frumentari furono pochissimi ed ebbero vita difficile e stentata; nel secolo XVIII la maggior parte, anche se appena in numero di sette, erano nella Diocesi di Sovana, nessuno in quella di Grosseto, uno solo a Massa Marittima ed uno ad Orbetello.
Nel territorio Maremmano perciò l’esistenza di un Monte Pio era una felice eccezione e costituiva una istituzione importante per la popolazione che ne poteva usufruire. Il Monte Pio della Pieve dell’aquila era amministrato da un Camerlengo che rispondeva del suo operato direttamente al Vescovo ed era controllato dal Parroco.
Basta per oggi – disse la volpe- ho fame e devo procacciarmi il cibo, altrimenti l’angoscia mi tortura per il resto della notte.
-Anche noi – annuirono il Tasso e il Porcospino, evitando l’immagine d’incontrare durante la lunga notte fra i precipizi di una montagna immaginaria e inaccessibile, un essere della fantasia da loro stesso creato e che avrebbero dato una parvenza di delirio . Tempo era trascorso eppure mi ritrovavo sempre nello stesso luogo, rappresentando una scena realmente avvenuta o forse mai esistita.
segue......